Bronzi fiorentini del Rinascimento

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David di Donatello, Museo del Bargello, Firenze.

Siamo abituati a vedere antiche sculture bronzee quindi spesso non abbiamo consapevolezza del fatto che una volta, tra Medioevo e Rinascimento, tale materiale fosse raro, costoso e lavorato solo da pochissimi artefici: in questo l’arte scultorea fiorentina deteneva un vero primato. La prima grande opera d’arte fiorentina realizzata in bronzo fu la porta sud del Battistero, creata da Andrea Pisano tra il 1330 e il 1336. Volendo creare un’altra porta per il Battistero fu indetto il concorso del 1401 che vide sfidarsi Lorenzo Ghiberti (il vincitore) e Filippo Brunelleschi. Ghiberti lavorerà per oltre cinquant’anni alla Porta Nord e poi a quella Est, la celebre Porta del Paradiso; nella sua bottega sarà presente uno dei più celebri bronzisti del secolo, Donatello.

La famiglia Medici possiederà il suo David e la Giuditta, tra le prime sculture a tutto tondo del Rinascimento, e gli commissionerà anche i pulpiti di San Lorenzo e le porte della Sagrestia Vecchia (vera affermazione di una ricchezza e di un potere singolare se si pensa che opere simili erano state create solo per luoghi pubblici come il Battistero, quindi a simboleggiare la potenza economica dell’intera città). Donatello lavorò anche a Siena e Padova e, in quest’ultima città, eseguì uno dei primi monumenti equestri dell’epoca, il Gattamelata. Le Arti fiorentine avevano commissionato a Donatello e altri artisti alcune sculture in bronzo e marmo raffiguranti i propri patroni per ornare Orsanmichele; tra le più belle sono quelle dell’Incredulità di San Tommaso del Verrocchio, poste a sostituzione del San Ludovico di Donatello. Verrocchio eseguì inoltre le tombe medicee a San Lorenzo e il suo allievo, Leonardo, durante il periodo milanese, lavorò diversi anni al progetto, mai terminato, di un monumento dedicato a Francesco Sforza, sviluppando un’idea di cavallo rampante del Pollaiolo rivelatasi però troppo difficile da eseguire. Anche Michelangelo eseguì sculture in bronzo, oggi perdute, e una delle sculture più belle del Cinquecento è il Perseo di Benvenuto Cellini.

L’apice di quest’arte venne raggiunto alla fine del secolo da Giambologna, fiammingo di nascita ma attivo per quasi tutta la vita a Firenze, creatore della Fontana del Nettuno a Bologna e dei monumenti equestri di Cosimo I e Ferdinando I. Celebre per i suoi bronzetti, dono diplomatico perfetto, diffonderà attraverso i suoi collaboratori l’arte della fusione in tutta Europa: sarà questa la fine del predominio fiorentino nell’arte del bronzo. Un suo collaboratore, Pietro Tacca, renderà reale il sogno di Leonardo: a Madrid creerà il primo monumento equestre rampante dell’età moderna, Filippo IV. Dopo di lui Foggini e Soldani Benzi porteranno avanti la tradizione del bronzo fiorentino fino alla fine del periodo mediceo, nel Settecento.

Benvenuto Cellini, Perseo con la testa di Medusa, Piazza della Signoria, Firenze.

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Florentine Bronzes from the Renaissance

We are so accustomed to seeing ancient bronze sculptures that we are often unaware of how, between Middle Ages and Renaissance, this metal was considered to be rare and expensive, and only a handful or makers knew how to mould it; in this art, Florentine sculpture held a primacy in the world. The first great Florentine bronze artwork was the south door of the Baptistery, realised by Andrea Pisano between 1330 and 1336. In 1401, a competition was held to determine who between Lorenzo Ghiberti and Filippo Brunelleschi would realise a second Baptistery door. Ghiberti prevailed and worked for over fifty years on the North and then the East Door, the so-called Gates of Paradise. Donatello, among the most famous bronze sculptors of the time, worked in his workshop.

The Medici family will own the David and Judith by Donatello, two of the first all round sculptures of the Renaissance, and will then assign to him the realisation of the pulpits of San Lorenzo and of the doors of the Old Sacristy (a true statement of richness and unique power if we think that other, similar works were created only for public spaces, such as the Baptistery, which represented the economic power of the entire city). Donatello worked also in Siena and Padua, and it is here that he realised one of the first equestrian monuments of the time, the Gattamelata. The Florentine Arts had commissioned to Donatello and other artists several bronze and marble sculptures representing their patrons to ornate Orsanmichele; among the most beautiful, the ones of the Christ and St. Thomas by Verrocchio, in substitution of the Saint Louis by Donatello. Verrocchio also realised the Medicean tombs in San Lorenzo. For many years, during his stay in Milan, his pupil, Leonardo, worked on the project of a monument dedicated to Francesco Sforza, developing the idea of the prancing horse by Pollaiolo, which turned out to be too complex and was never completed. Even Michelangelo worked on bronze statues, now lost, and one of the most beautiful sculptures of the 16th century is the Perseus by Benvenuto Cellini.

Giambologna, Flemish by birth but Florentine by adoption, creator of the Fountain of Neptune in Bologna and of the equestrian monuments of Cosimo I and Ferdinand I, achieved the peak of this art form at the end of the century. Famous for his small statuettes, a perfect diplomatic gift, through his collaborators he spread the art of working with bronze in all of Europe, marking the end of the Florentine primacy in this discipline. One of his collaborators, Pietro Tacca, will make Leonardo’s dream come true: in Madrid, he realised the first modern prancing horse monument, Phillip IV. After him, Foggini and Soldani Benzi led the Florentine bronze tradition until the end of the first Medicean period in the 18th century.

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