I Trollope Una famiglia di scrittori nella Firenze di metà Ottocento

0
Piazza Maria Antonia, 1860, (Wikimedia Commons) oggi Piazza dell'Indipendenza.

Piazza Indipendenza, o come si chiamava al momento della sua creazione, Piazza Maria Antonia, fu la prima piazza del 19° secolo a Firenze, totalmente nuova: uno spazio regolare, piatto e spoglio, fu creata insieme al quartiere di Barbano a partire dal 1844. In questo nuovo quartiere scelsero la loro dimora fiorentina i Trollope, una curiosa famiglia di scrittori il cui salotto letterario e la propria residenza, il Villino Trollope, erano celebri sia a Firenze che Oltralpe. Ma chi erano i Trollope? Figura centrale era Frances Milton Trollope, nata in Inghilterra nel 1779, sposata non troppo felicemente con Thomas Anthony Trollope, con il quale visse prima negli Stati Uniti e poi in Inghilterra. Nel 1832 scrisse Domestic Manners of the Americans, un saggio sullo stile di vita degli Americani che ebbe un incredibile successo e che le permise di risollevare le sorti economiche della famiglia. Oltre a ciò Frances realizzò 34 romanzi, sei reportage di viaggio, un saggio in versi.
Numerose, ma meno fortunate, furono le gravidanze: dei suoi sette bambini rimasero in vita solo due figli: Thomas Adolphus, che visse sempre accanto a lei, e Anthony, scrittore vittoriano di successo. Frances arrivò a Firenze la prima volta nel 1843 in compagnia di Thomas Adolphus per testare il clima della città, le piacque moltissimo e la scelse come sua residenza permanente.
La famiglia era brillantemente inserita in società, centro d’attrazione per artisti, giornalisti e scrittori principalmente anglofoni. Nelle giornate di primavera, sulla terrazza si ritrovavano Elizabeth e Robert Browning, Maxwell Gray, Thomas Hardy. George Eliot, ospite della famiglia, vi scrisse Romola. Frances aveva idee progressiste sul ruolo della donna, che doveva essere certamente moglie e madre ma senza rinunciare ad assumere un ruolo pubblico ed educativo.La celebre giornalista americana Kate Field, corrispondente dell’Atlantic Monthly, descrisse così il Villino Trollope: “Questo villino squisitamente affascinante, coi suoi pilastri di marmo, i truci guerrieri armati che fan da sentinella alle porte e curiosità rare in ogni dove”.
I fratelli Trollope, come i coniugi Browning e il poeta Walter Savage Landor figurano tra gli abbonati del Gabinetto Vieusseux. Tutti questi intellettuali trovavano nella Firenze granducale un’agiatezza economica imprevista e spazi di libertà espressiva; per gli Americani, poi, Firenze costituiva la Boston d’Italia, una sorta di paradiso perduto. Nel Villino Trollope la famiglia rimase per venti anni, fino alla morte Frances nel 1863; Frances è sepolta nel Cimitero degli Inglesi di Piazzale Donatello, accanto all’amica e poetessa inglese Elisabeth Barrett Browning.

Villino Trollope oggi, foto di Francesca Galluzzi

ENGLISH
The Trollopes
A family of writers in Florence from the mid-1800s

Piazza Indipendenza, formerly Piazza Maria Antonia, was the first Florentine square of the 19th century; an entirely new space, coherent, flat and bare, realised from 1844 along with the Barbano neighbourhood. It is in this new area that the Trollopes chose to live; a peculiar family of writers well known both in Florence and abroad, who held a literary salon at their residence, Villino Trollope. But who were the Trollopes exactly? The central figure was Frances Milton Trollope, born in England in 1779 and wed – albeit not too happily – to Thomas Anthony Trollope. Together they lived first in the United States and then in England. In 1832 she wrote Domestic Manners of the Americans, an essay on the lifestyle of Americans that had tremendous success and allowed her to improve the economic state of her family; among her other publications: 34 novels, six travel reports, and an essay in verse. Several yet unfortunate were her pregnancies, and out of her seven children only two sons survived: Thomas Adolphus, who always lived beside her, and Anthony, a successful Victorian writer. Frances first arrived in Florence in 1843, together with Thomas Adolphus, to test out the city’s vibes; she fell in love with it and made it her permanent residence.
The family was well integrated in the city’s good society: a centre of attraction for artists, journalists and writers, mainly English speaking. During hot spring days, Elizabeth and Roberto Browning, Maxwell Gray and Thomas Hardy gathered on their terrace. Here, George Eliot, a family guest, wrote Romola. Frances had progressive ideas on the role of the woman, who should behave as a wife and a mother yet maintain a public and educative role.
Kate Field, a famous American journalist and correspondent for the Atlantic Monthly, described Villino Trollope as “quaintly fascinating with its marble pillars, its grim men in armour, starting like sentinels from the walls, and its curiosities greeting you at every step.”
The Trollope brothers, just as the Brownings and poet Walter Savage Landor, are among the members of the Gabinetto Vieusseux. All these intellectuals found an unforeseen economic wealth in Grand-Ducal Florence, as well as freedom of expression; for Americans, moreover, Florence represented the Boston of Italy, a sort of paradise lost. The family remained in Villino Trollope for twenty years, until Frances passed away in 1863; she is buried at the English Cemetery in Piazzale Donatello, beside her friend and English poet Elisabeth Barrett Browning.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.