Il Lyceum a Firenze La storia di un circolo femminile

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Palazzo Adami Lami, Lungarno Guicciardini 17 In questo edificio, nel 1759, l’inglese Charles Hadfield (padre della pittrice ed educatrice inglese Maria Cosway che nacque in questa casa), aveva aperto una pensione che, almeno fino agli anni Ottanta del Settecento fu particolarmente rinomata e frequentata dai viaggiatori stranieri (tra i suoi ospiti lo storico Edward Gibbon, nel 1764). Nella metà dell’Ottocento, sul fronte prospiciente il Lungarno Guicciardini fu edificata una chiesa evangelica riformata a tre navate con un monumentale scalone di ingresso, che ospitava tutto l’establishment straniero, residente O in visita a Firenze, qui ha sede il Lyceum.

Nel 1904 a Londra, Constance Smedley, pensatrice e artista inglese, fonda il Lyceum club, associazione di sole donne per sostenere “un femminismo moderato” e, pur nel rispetto dei valori tradizionali, si prefiggeva alcuni obiettivi fondamentali: emancipazione delle donne e valorizzazione del loro contributo alla vita sociale, indipendenza economica attraverso il lavoro e diritto al voto. Nell’inverno del 1908 Constance Smedley è a Firenze, dove convergevano pittori e artisti stranieri (Edith Warton, Vernon Lee, D.H. Lawrence e altri) ed italiani (come Prezzolini e Papini fondatori della Voce nello stesso anno): l’aria internazionale che vi si respirava e l’incontro con la contessa Giulia Tommasi Balzelli la convinsero a fondare anche qui un Lyceum (erano già nati anche i Club di Berlino e Parigi). Nel primo articolo dello statuto del Lyceum di Firenze è chiaro “l’intento di incoraggiare le donne agli studi o alle opere letterarie, artistiche, scientifiche e umanitarie, coltivando le attività femminili in questi campi intellettuali” con lo scopo di aiutarle nelle professioni e d’incentivarle ad una vita attiva anche fuori dell’ambito familiare, lasciando nel contempo ampio campo alle iniziative culturali con visibilità sociale. Il Club ebbe la prima sede in via Ricasoli 28, dove rimase fino al 1949. Le attività vi si svolgevano su iniziativa delle Presidenti delle Sezioni, coordinate da una Presidente generale che dal 1908 al 1945 fu la contessa Beatrice Pandolfini Corsini; la gestione era affidata al Consiglio direttivo che rimaneva in carica due anni ed era composto dalle Presidenti e da altri Consiglieri. I primi furono anni pieni di iniziative e di successi: furono organizzati concorsi, premiazioni per artiste e scrittrici, esposizioni dove era possibile acquistare anche manufatti artigianali. Nel 1910 un evento di rilievo fu la prima mostra degli impressionisti francesi, promossa e voluta da Ardengo Soffici con la collaborazione di Papini e Prezzolini nella sede del Lyceum; un’occasione importante per inserirsi in un clima di cultura internazionale, poiché le loro opere non erano mai state presentate in Italia. Vi si tengono conferenze d’illustri esponenti della cultura italiana dell’epoca e spesso anche di letterati e artisti stranieri. Durante la prima guerra mondiale assumono molta importanza le attività filantropiche: si fanno collette di denaro per aiutare le famiglie più povere e agli orfani, s’inviano al fronte vestiario, viveri, libri ed altro, si crea anche un corpo di infermiere per gli ospedali. Nel tempo furono potenziate le attività culturali, quelle di beneficenza e di aiuti ai bisognosi, soprattutto durante la crisi degli anni ’30 e la seconda guerra mondiale. Notizie ed eventi venivano registrati nel Bollettino mensile. Il Lyceum, nato come circolo privato quasi esclusivo, si trasformò nel 1998 in un’associazione culturale le cui conferenze e concerti sono aperte al pubblico e alle quali possono partecipare anche gli uomini. Oggi il Lyceum continua la sua attività a Palazzo Adami Lami già residenza d’illustri componenti della famiglia Adami e di famosi personaggi fra i quali lo storico Edward Gibbon, e caratterizzato da una facciata sul Lungarno Guicciardini che, riconfigurata nel ‘700 e nell’800, ricorda stilemi quattrocenteschi.

Il giovane violoncellista Antonio Cortesi

ENGLISH
The Lyceum in Florence
Story of a women’s society

Constance Smedley, an English thinker and artist, founded the Lyceum club in 1904 in London, a women-only society to support a “cautious feminism,” which, albeit respecting traditional values, aimed at: the emancipation of women and the appreciation of their contribution to social life, financial independence through work, and the right to vote. In the winter of 1908, Constance Smedley was in Florence, where painters and artists converged, both foreign (Edith Warton, Vernon Lee, D.H. Lawrence and others) and Italian (such as Prezzolini and Papini, who founded Voce in the same year): a certain internationality became tangible, and the meeting with countess Giulia Tommasi Balzelli convinced her to establish another Lyceum (in addition to the Clubs of Berlin and Paris). The first article of the statute of Florence’s Lyceum clearly states “the intent to encourage women to pursue an education or literary, artistic, scientific and humanitarian works, cultivating feminine activities in these intellectual fields,” thus with the goal to help women in their professions and incentivising them to a life beyond just family, whilst providing lots of room for cultural and socially valuable initiatives. The Club was first located in via Ricasoli 28, where it remained until 1949. The activities carried out at this time were selected by the Presidents of the different Sections, coordinated by a general President – a role covered by countess Beatrice Pandolfini Corsini from 1908 to 1945 – while management was assigned to the Governing Council, which remained in charge for two years and consisted of the Presidents and other Councilwomen. The first years were filled with initiatives and achievements: competitions were held, with prizes for artists and writers, as well as exhibitions, where artisanal products could be purchased. A relevant event was the first exhibit of the French impressionists, held in 1910 at the Lyceum headquarters, promoted and wanted by Ardengo Soffici with the collaboration of Papini and Prezzolini. This was an important occasion to enter a climate of international cultural, since such works had never been exhibited before in Italy before. Important conferences took place, with the presence of relevant illustrious representatives of Italian culture as well as foreign scholars and artists. During WWI, philanthropist activities gained great importance: funds were raised to help poorer families and orphans; clothes, books and other necessities were shipped to the border; and bodies of nurses for hospitals started to form. In time, cultural activities were enhanced, such as charity and aid to those in need, especially during the crisis of the ‘30s and WWII. News and events were recorded in the monthly Bulletin. The Lyceum, which started off as a quasi-exclusive private society, transformed in into a cultural association 1998, with conferences and concerts open also to the public and to men. Today, the Lyceum continues its activity in Palazzo Adami Lami, the former residence of eminent members of the Adami family and other noteworthy figures, such as historian Edward Gibbon. The building is characterised by a façade on Lungarno Gucciardini, which was reconfigured in the ‘700s and ‘800s and recalls fifteenth-century stylistic traits.

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