A Firenze anche le biblioteche sono luoghi dell’arte

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Sebastiano Ricci, Eros e Anteros (Amore punito), 1706-07

Tralasciando la ricchezza libraria non comune presente sul territorio è sbalorditiva la bellezza dei luoghi in cui sono ospitate queste istituzioni. Una delle più antiche è la Biblioteca di San Marco, nata per ospitare la straordinaria collezione dell’umanista Nicolò Niccoli (1365 – 1437) per volere di Cosimo il Vecchio. La sala di lettura, progettata da Michelozzo a tre navate divise da colonne in pietra serena, era in origine di colore verde. Dei banchi originali purtroppo non resta nulla ma per fortuna la Biblioteca Malatestiana di Cesena, ispirata a quella di San Marco e ancora oggi intatta, ci può aiutare a immaginare come fosse. Sempre ai Medici è riconducibile anche la creazione della celeberrima Biblioteca Laurenziana che ospita la raccolta di libri di Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico. Iniziata da Clemente VII nel 1524 fu ideata da Michelangelo che lavorò al progetto fino al 1534 e fu terminata al tempo di Cosimo I grazie all’intervento di Ammannati. La sala possiede ancora le vetrate, i plutei, il pavimento in terracotta e il soffitto intagliato che aveva in origine, splendidi nelle loro decorazioni, mentre il vestibolo, di struttura imponente, mostra una scala, pensata da Michelangelo in legno ma realizzata poi in pietra serena, simile ad un fiotto di lava pietrificato. Nel 1659 la famiglia Medici ha venduto il suo palazzo cittadino alla famiglia Riccardi. Tra gli interventi più celebri operati da costoro sul Palazzo Medici Riccardi c’è la creazione della galleria, decorata con splendidi affreschi dal napoletano Luca Giordano e terminati nel 1685 nel più gioioso stile barocco. Se molti conoscono questo ambiente pochi sanno che a questo corrisponde una parallela sala di lettura, oggi cuore della Biblioteca Riccardiana, affrescata dallo stesso Giordano con una Allegoria della Divina Sapienza e acquistata dal Comune di Firenze nel 1813 per essere poi ceduta allo stato italiano. Ingiustamente meno conosciuto è poi Palazzo Fenzi Marucelli, in origine dimora patrizia e oggi sede dell’Università di Firenze, che ospita al piano terreno la biblioteca del dipartimento di Geografia in sale decorate da importantissime opere del veneto Sebastiano Ricci; la sala di lettura, decorata con le Storie di Ercole, e l’ingresso con la tela di Amore punito sono tra i massimi capolavori della sua carriera e ai vertici del Rococò europeo. Ricordo poi la fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz, collocata nel Palazzo Grifoni Budini Gattai, capolavoro di Ammannati e caratterizzato da un’inusuale presenza di mattoni di tonalità diverse che creano motivi geometrici sui muri esterni dell’edificio. Altra sede eccezionale è quella della Biblioteca delle Oblate, non caratterizzata da capolavori artistici ma collocata in una posizione strategica che consente di poter vedere dalla sua terrazza sommitale, già stenditoio per le monache che prima vivevano lì, una delle vedute più belle della cupola di Santa Maria del Fiore, capolavoro di Filippo Brunelleschi e simbolo dell’intera città.

English
In Florence, even libraries are art places

Besides the noteworthy wealth of books present in Florence, the beauty of the places hosting such heritage is outstanding. One of the most ancient is the Library of San Marco, which was founded as the home of the extraordinary collection of humanist Niccolò Niccoli (1365-1437), as requested by Cosimo the Elder. The reading room, designed by Michelozzo, consists three naves divided by limestone columns and was originally green in colour. Unfortunately, there are no traces of the original desks, however, luckily the Malatestiana Library of Cesena, which was inspired to that of San Marco, is still intact and can help us imagine how it once was. Also attributed to the Medici is the realization of the famous Laurenziana Library, which holds a collection of books of Cosimo the Elder and Lorenzo the Magnificent. Started by Clement VII in 1524, it was ideated by Michelangelo, who worked on the project until 1534, and was terminated during the time of Cosimo I thanks to the intervention by Ammannati. The room still features the original windows, the plutei, the terracotta flooring and the engraved ceiling, magnificent in its decorations, while the imposing vestibule is characterized by a staircase, designed by Michelangelo in wood but then realized in limestone, resembling a petrified lava spurt. In 1659, the Medici sold their city palace to the Riccardi family. Among the most famous interventions made by them to Palazzo Medici Riccardi is the creation of the gallery, decorated with splendid frescoes by Neapolitan artist Luca Giordano, and then finished in 1685 in a very elated baroque style. Although many know this place, few are aware that it has a parallel reading room, now the heart of the Riccardiana Library, also frescoed by Giordano with an Allegory of Divine Wisdom, and which was acquired by the City of Florence in 1813 and then sold to the Italian State. Less renowned, albeit unjustly, is Palazzo Fenzi Marucelli, in origin a patrician home and today the headquarters of the University of Florence, which features the library of the Geography department on its ground floor, in rooms ornate with very important works by Venetian artist Sebastiano Ricci; the reading room, decorated with the Labours of Hercules, and the entryway with the canvas of Punished Love are among the greatest masterpieces of his career and at the top of European Rococo. Worthy of mention is also the photo library of the Kunsthistorisches Institute in Florence, situated in Palazzo Grifoni Budini Gattai: a masterwork by Ammannati, characterized by an unusual presence of bricks in different hues that create geometric patterns on the building’s exterior walls. Another exceptional place is the Library of the Oblate, which is not characterized by the presence of great artworks but rather by its strategic position, which provides stunning views from its rooftop terrace that was once used as a drying area by the nuns who lived there, and from which it is possible to admire the Duomo of Santa Maria del Fiore, the marvel by Filippo Brunelleschi and symbol of the entire city.

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