Istituto di Scienze Militari storia, architettura e opere d’arte Un esempio di architettura fiorentina degli anni Trenta

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Nel 1923, affermandosi l’importanza del mezzo aereo come strumento strategico militare, fu costituita la Regia Aeronautica, terza forza armata dopo l’Esercito e la Marina e negli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale si dette avvio alla costruzione di strutture adeguate alla forza militare nascente. Il Regime fascista decise di istituire a Firenze, punto centrale e di raccordo fra Nord e Sud Italia, la Scuola di Applicazione della Regia Aeronautica con decreto legge del 1937. La sua funzione era quella di completare la cultura militare e di fornire adeguate competenze tecnico-professionali ai sottotenenti in SPE (Servizio Permanente Effettivo). Attualmente è l’Istituto di Scienze Militari, conosciuto comunemente come SGA (Scuola di Guerra Aerea) al Parco delle Cascine. L’architetto fu Raffaello Fagnoni, per il quale una struttura deve corrispondere alle funzioni del progetto, seguendo criteri chiari, sobri ed espressivi. Ed è ciò che egli persegue nella distribuzione degli edifici e degli spazi di cui è costituito il complesso; non trascura citazioni dal passato, infatti nella Palazzina Italia, che accoglie le aule didattiche, costruisce un porticato che richiama fortemente quello interno di Palazzo Vecchio. L’architettura del complesso è valorizzata da opere d’arte di artisti degli anni Trenta. La Palazzina Italia deve il suo nome ad una statua di tre metri situata nell’atrio d’ingresso che rappresenta la “Giovane Italia” contro ogni ingiustizia, opera dello scultore Bruno Catarzi di Signa, marito di Mippia Fucini, nipote dello scrittore Renato Fucini. Nel cortile della Palazzina del Comando si può ammirare un Pegaso alto di travertino, simbolo della Scuola, opera dello scultore pratese Giorgio Gori. Pegaso è un simbolo forte per il volo, per le azioni eroiche, superando la materia per affrontare l’ignoto, come il volo spirituale del poeta. All’interno della Palazzina Ufficiali il pittore Giovanni Colicicchi raffigura a tempera su muro, con modelli di foto aeree, le città di fondazione fascista:Sabaudia, Littoria (oggi Latina), Aprilia, Guidonia, Arsia (oggi Raša). Nella sala di lettura due affreschi più recenti: uno del maestro Pietro Annigoni (1988) nel quale un Pegaso vola su Firenze, e di fronte ad esso un’opera più recente della pittrice Elisabetta Rogai. L’interno conserva arredi originali di produzione italiana e lampadari della manifattura Venini. La SGA, realizzata in poco più di nove mesi (aprile 1937 – gennaio 1938) è una delle tre grandi architetture fiorentine degli anni Trenta, insieme allo Stadio Artemio Franchi e alla Stazione di Santa Maria Novella.

English
The Military Science Institute: history, architecture and artworks
An example of Florentine architecture from the 1930s

In 1923, due to the proven importance of airplanes in military strategy, the Regia Aeronautica was established, the third armed force after the Army and the Navy, opening the path to the construction of adequate structures for the emerging military force in the years that preceded the Second World War. The Fascist Regime chose Florence – a central point of connection between the North and the South of Italy – to institute the Suola di Applicazione della Regia Aeronautica by legislative decree in 1937. Its function was to complete the existing military culture and provide the necessary technical and professional knowledge to the second lieutenants in SPE (Permanent Effective Service). Currently, it’s the Military Science Institute, commonly referred to as SGA (Areal War School) at the Cascine Park. The architect was Raffaello Fagnoni, according to whom a structure must correspond to the functions of the project, following clear, sober and expressive criteria. And this is exactly what he pursued in the distribution of the buildings and spaces of the complex; he didn’t disregard citations to the past, in fact, in the Palazzina Italia, where the classrooms are found, he built a portico that strongly recalls the one inside Palazzo Veccho. The architecture of the complex is enhanced by artworks of artists from the ‘30s. The Palazzina Italia owes its name to a three-metre tall statue, situated in the entrance hall, which represents the “Young Italy” against all injustice, a piece by sculptor Bruno Catarzi from Signa, husband of Mippia Fucini, granddaughter of writer Renato Fucini. In the courtyard of the Palazzina del Comando, a tall travertine Pegasus can be admired, an emblem of the School, realized by sculptor Giorgio Gori from Prato. Pegasus is a strong symbol linked to flight, for heroic actions, overcoming matter to face the unknown, just as the spiritual flight of the poet. Within the Palazzina Ufficiali, painter Giovanni Colicicchi created a tempera on wall portraying models of aerial photos of the cities founded during fascism: Sabaudia, Littoria (now Latina), Aprilia, Guidonia, Arsia (now Raša). In the reading rooms, two newer frescoes: one by the maestro Pietro Annigoni (1988), in which Pegasus flies over Florence, and, facing it, a more recent work by painter Elisabetta Rogai. The interiors still maintain the original furnishings of Italian productions and chandeliers made by Venini. The SGA, realized in little more than nine months (April 1937 – January 1938) is one of the three great Florentine architectures from the ‘30s, together with the Artemio Franchi Stadium and the Santa Maria Novella Station.

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