La Certosa d’Ema al Galluzzo Un luogo di storia e spiritualità alle porte di Firenze

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Disegno realizzato dall'architetto fiorentino Andrea Ponsi. Andrea Ponsi is an architect, designer and painter residing in Florence. His architecture is based around finding harmony with the surrounding landscape. He also designs his own products and furniture. He has authored several books on drawing exercises and methods directed to designers and architects. www.studioponsi.it

A pochi chilometri da Firenze, sulla collina di Monte Acuto, stretta tra il torrente Ema e Greve, si trova la Certosa, detta anche del Galluzzo, nome che le deriva dal piccolo centro al quale fa da sfondo. Una struttura imponente, apice e coronamento della piccola collina, che vede come in un unico blocco la struttura del convento e Palazzo Acciaioli, detto anche “Palazzo degli Studi”, che si distingue dal resto del complesso per la sua forma di castello medievale. Nel 1341 che le terre e i beni necessari alla costruzione dell’edifico monastico vennero donati all’Ordine dei Certosini, grazie all’illustre fiorentino Niccolò Acciaioli. Nel 1365 la struttura risultava quasi del tutto completata. La Certosa come oggi appare è il risultato di ulteriori rimaneggiamenti e ampliamenti realizzati nel corso del tempo. La Certosa trae il suo nome, così come la tipologia architettonica, dalla Grande Chartreuse, in Francia, che costituisce la prima casa dell’Ordine dei Certosini. Fu costruita nel 1084 da San Bruno sul Massiccio della Chartreuse non lontano da Grenoble. Come ogni altra Certosa, anche quella di Firenze, fu edificata lontano dal centro abitato in un luogo che per il suo isolamento potesse garantirne il silenzio. La Certosa di Firenze fu inizialmente denominata Certosa di San Lorenzo in Monte Santo, in quanto dedicata al martire San Lorenzo, mentre in tempi più recenti ha preso il nome di Certosa del Galluzzo o di Val d’Ema. A partire dal 1810, a seguito delle soppressioni degli ordini religiosi, molte delle opere d’arte conservate al suo interno furono irrimediabilmente disperse. Molte le opere di artisti importanti come Andrea Orcagna, Gherardo Starnina, Bernardino Poccetti e lo stesso Jacopo Corucci detto il Pontorno che nella Certosa trovò rifugio dalla peste nel 1523 e dove dipinse il ciclo della “Passione di Cristo” per il Chiostro Grande, opere staccate e oggi conservate nella Pinacoteca di Palazzo Acciaioli. Fu solo alla fine dell’Ottocento che i Certosini poterono rientrare e nel 1958 vennero sostituiti dai Benedettini Cistercensi. Dal 2017 la Comunità di San Leolino, comunità di sacerdoti e laici dediti all’insegnamento e all’evangelizzazione della cultura, ha preso il posto dei benedettini nella sua gestione. Rimane emblematico il lungo e attento studio che ad essa dedicò uno dei più importanti architetti del Novecento, Le Corbusier, nel 1909 e nel 1911, allora poco più che ventenne, in viaggio in Toscana. I suoi disegni e appunti della Certosa – che nei suoi taccuini risulta come la “Chartreuse d’Ema” – ne confermano l’unicità nella struttura che Le Corbusier definì “organica”, e alla quale, in seguito, si ispirò per la progettazione dell’unità di abitazione – avendo come modello le abitazioni dei monaci certosini – secondo un principio di dimensioni minime necessario riferimento per la costruzioni degli appartamenti moderni.
Durante l’estate visite guidate
tutti i giorni alle ore
10.00, 11.00, 15.00, 16.00 e 17.00.

Chiuso il lunedì e la domenica mattina.

English
The Certosa d’Ema del Galluzzo
A place of history and spirituality at the gates of Florence

A few kilometres from Florence, on the hill of Monte Acuto, enclosed between the Ema stream and Greve, is the Florence Charterhouse, also known as the Certosa del Galluzzo that takes its name from the small town for which it acts as a backdrop.An impressive structure, the apex and coronation of a small hill, which features as a single unit the convent’s structure and the Acciaioli Palace, also known as “Palazzo degli Studi,” which stands out from the rest of the complex for its Medieval castle shape.In 1341, the lands and resources necessary to build the monastic structure were donated to the Order of the Carthusians, thanks to the illustrious Florentine Niccolò Acciaioli. In 1365, the structured appeared to be almost complete, however, the Certosa as it is known today is the result of further alterations and amplifications. The Certosa owes its name, as its architecture, to the Grande Chartreuse in France, which represents the first home of the Order of the Carthusians. It was built by Saint Bruno, in 1084, on the Massif of the Chartreuse, near Grenoble. As any other Certosa, the one in Florence was also built far away from the city centre, in a place isolated enough to guarantee silence. The Certosa of Florence was first named Certosa of San Lorenzo in Monte Santo, as it is dedicated to San Lorenzo the martyr, while more recently it has taken on the name of Certosa del Galluzzo, or di Val d’Ema. Since 1810, after the suppressions of the religious orders, many of the artworks found inside the Certosa were irrevocably lost. Works by important artists, such as Andrea Orcagna, Gherardo Starnina, Bernardino Poccetti, and also Jacopo Corucci, known as Pontorno, who, in 1523, found refuge from the plague at the Certosa, where he painted the cycle of the “Passion of Christ” for the Grand Cloister; works which have been detached and are now kept in the Picture Gallery of the Acciaioli Palace. It was only at the end of the 1800s that the Carthusians were allowed to return, and where then substituted in 1958 by the Benedictine Cistercians. From 2017, the Community of San Leolino, a community of priests and laypeople dedicated to the teaching and to the evangelisation of culture, has replaced the Benedictines as custodians. The long and careful study carried out by one of the most important architects of the 1900s, Le Corbusier, remains emblematic. Between 1909 and 1911, when Le Corbusier was in his early twenties and traveling through Tuscany, the sketches and notes he took of the Certosa – which is mentioned in his notebooks as the “Chartreuse d’Ema” – confirm its unique structure, which he defined as “organic,” and, later on, inspired the design of the residential unit – modelled upon the residences of the Carthusian monks – according to a principle of minimum dimensions; a necessary reference for the construction of modern apartments.
In the summer, guided tours
are carried out at 10:00 and 11:00 am, and at 3:00, 4:00 and 5:00 pm.

Closed on Monday
and Sunday mornings.

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