FIORENTINI D’ADOZIONE: Isolde Kurz, “la bionda” La scrittrice tedesca che raccontò Firenze e la Toscana in Germania

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Ponte Santa Trinità, Firenze. Disegno realizzato dall'architetto fiorentino Andrea Ponsi. Andrea Ponsi is an architect, designer and painter residing in Florence. His architecture is based around finding harmony with the surrounding landscape. He also designs his own products and furniture. He has authored several books on drawing exercises and methods directed to designers and architects. www.studioponsi.it

Una scrittrice che con i suoi romanzi e le sue novelle ha contribuito in modo importante alla costruzione dell’immagine di Firenze e della Toscana nella mentalità tedesca è Isolde Kurz. Il nome non dirà niente ai più, anche in Germania è abbastanza caduta nel dimenticatoio.
La bionda Isolde arriva a Firenze all’età di 24 anni, delusa dall’atmosfera opprimente della madre patria; figlia di un poeta, Hermann Kurz, rampolla di una famiglia moderna e socialdemocratica. Unica femmina, aveva 4 fratelli: Erwin, Edgar, medico, Alfred, medico, e il più giovane Garibaldi, detto Balde. La madre Marie von Brunow, di origine nobile ma progressista, era detta Maria la Rossa. Isolde aveva una profonda cultura e conosceva il greco, l’italiano e il francese, lingue con le quali iniziò a guadagnarsi da vivere traducendo testi. Nel 1877 la famiglia Kurz, senza il padre, defunto, e senza Erwin, si trasferisce a Firenze, dove Edgar esercitava la professione di medico tenendo un ambulatorio per la comunità tedesca in Piazza Santa Trinita. Isolde apprezza subito la città, vi si muove con disinvoltura anche da sola, suscitando la curiosità dei fiorentini che non sono abituati a vedere giovani donne in giro da sole, anche se il biondo dei capelli faceva intendere che si trattasse di una “straniera” dal comportamento anomalo. La famiglia vive insieme anche quando il fratello Edgar si sposa; Isolde non s’inserisce bene nel menage familiare dove da una donna ci si aspetta che si occupi prevalentemente dei lavori domestici. Isolde è diversa, scrive, legge, non cerca un marito, è un’altra ragazza che cerca “una stanza tutta per sé”; frequenta la colonia tedesca di Firenze che vive isolata dalla realtà fiorentina del tempo e incontra un pittore, Althofen, che le suggerisce di scrivere dei testi per un libro di schizzi su Firenze che lui ha in mente. Isolde si butta nell’impresa e studia documenti sulla Firenze dei Medici alla Biblioteca Nazionale (istituita nel 1861); del libro non se ne farà nulla ma la carriera della scrittrice inizia qui. Isolde Kurz si distacca dall’atteggiamento snob degli expat, osservando profondamente la società fiorentina di fine Ottocento. Dopo le Florentiner Novellen (novelle fiorentine), che la resero famosa da un giorno all’altro, scrisse le Italienische Erzählungen (racconti italiani) che sono ben radicate nel suo tempo e raccontano la società toscana, la piccola gente che Isolde vedeva ogni giorno, senza stereotipi. Isolde Kurz si vantava di aver potuto acquistare una casetta vicino alla spiaggia di Forte dei Marmi, pagandola con i proventi del suo lavoro. Isolde Kurz ha lasciato cronache dove assume il punto di vista dei fiorentini nelle spassose descrizioni dei turisti tedeschi che incedono sulle maestose scalinate di Palazzo Pitti in calzoncini di pelle, scarpe da montagna e zaino.
Nel 1904 muore il fratello Edgar e dopo poco anche Alfred, che viveva a Venezia; madre e figlia si distaccano da Firenze, dove è diventato troppo doloroso vivere e si ricongiungono a Erwin, a Monaco. Isolde manterrà la casa di Forte dei Marmi, dove esiste una Piazza Kurz, per tornarvi ogni estate. Morì nel 1944 ed è sepolta a Tübingen.

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FLORENTINES BY ADOPTION
Isolde Kurz, “the blonde”
The writer who told Germany the story of Florence

A writer who gave an important contribution to the construction of the image of Florence and of Tuscany for the German mentality, thanks to her novels and short stories, is Isolde Kurz. The name may say little or nothing to most, and is now quite forgotten even in Germany.The blonde Isolde arrived to Florence at the age of 24, disappointed by the oppressive atmosphere of her homeland; daughter of a poet, Hermann Kurz, descendant of a modern and social democratic family. The only girl among 5 siblings, she had 4 brothers: Erwin, Edgar, a doctor, Alfred, another doctor, and the youngest, Garibaldi, known as Balde. Her mother, Marie von Brunow, was a noblewoman yet also progressive, known as Maria the Red. Isolde was very cultured and knew Greek, Italian and French, languages that gave her a living by translating texts. In 1877, the Kurz family – all but the deceased father and Erwin – moved to Florence, where Edgar was a doctor and visited patients of the German community in Piazza Santa Trinita. Isolde immediately loved the city, which she navigated easily even on her own, stirring curiosity by the Florentine people who weren’t used to seeing young women out by themselves, albeit the blonde hair clearly gave her away as a “foreigner” with an unusual behaviour. The family continued to live together even after Edgar got married; Isolde didn’t fit in well in a family ménage, where women were expected to take care of domestic chores. Isolde was different: she writes, reads and doesn’t seek for a husband, she is a different woman that wants “a room all for her own.” She spent time with the German colony in Florence, which lived isolated from the Florentine reality of the time, and met a painter, Althofen, who asked her to write the texts for a sketchbook on Florence he had in mind. Isolde delved into the task and studied documents on the Florence of the Medici at the National Library (instituted in 1861); the book didn’t give her fortune, but it did act as a springboard for her writing career. After Florentiner Novellen (Florentine Novels), which gave her immediate fame, she wrote Italienische Erzählungen (Italian Stories), which is deeply embedded in her time and tells the story of Tuscan society, the common people Isolde saw every day, devoid of stereotypes. Isolde Kurz boasted how she was able to purchase a small home near the sea in Forte dei Marmi, which she paid with the profits from her work. Isolde Kurz left reports where she takes the point of view of Florentines in the amusing descriptions of German tourists who solemnly climb the majestic steps of the Pitti Palace wearing leather shorts, mountain shoes and backpacks. In 1904, her brother Edgar died, and then shortly after Alfred, who lived in Venice. Isolde and her mother left Florence, where it had become too painful to live, and reunited with Erwin, in Munich. Isolde will maintain her home in Forte dei Marmi – where there is also a Piazza Kurz – where she spent her summers. She died in 1944 and was buried in Tübingen.

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