Museo Marino Marini

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Foto di Marie-Claire Desjardin

Appena dietro la vivace Piazza di Santa Maria Novella e a pochi passi da via Tornabuoni, il museo Marino Marini permette ai visitatori un ristoro tranquillo dalle strade affollate del centro cittadino. La collezione permanente del museo, donata in parte alla città dall’artista e moglie Marina Marini dopo la sua morte nel 1980, offre uno spazio per contemplare il lavoro di uno dei più rinomati scultori contemporanei d’Italia all’interno di un edificio dalla storia complessa.
Il contrasto fra l’esterno in pietra grezza e il moderno ingresso industriale al primo piano colpisce subito. Dopo essere saliti sulla scala esterna, che apparteneva alla chiesa oggi sconsacrata di San Pancrazio, i visitatori sono accolti in un grande spazio con travi in metallo e legno al naturale che richiamano i materiali utilizzati nelle sue sculture da Marini. Con l’attestazione del suo utilizzo per scopi ecclesiastici documentato sin dal lontano IX secolo, l’edificio ha ospitato un convento di suore benedettine, che è stato poi utilizzato da frati vallombrosani, e ha subito la prima radicale ristrutturazione nel XV secolo con un progetto diretto dal celebre architetto rinascimentale Leon Battista Alberti. Questa prima rinnovazione è stata resa possibile dal patronato della famiglia Rucellai, e dal 2013 il sepolcro Rucellai, un monumento funerario di piccole dimensioni ma decorato, può essere visitato attraverso il museo con l’acquisto di un biglietto aggiuntivo. Durante il XIX secolo, sotto l’occupazione dell’Italia da parte di Napoleone, la chiesa fu privata della sua funzione religiosa, fu sconsacrata, e sarebbe stata poi utilizzata come manifattura di tabacco, attraverso molti altri sviluppi successivi. La collezione permanente è composta da disegni, dipinti, incisioni e sculture che coprono cinquant’anni di carriera dell’artista. All’interno sono presentati esempi rappresentativi di temi ricorrenti del suo portfolio: le sempre presenti statue equestri emblematiche del suo lavoro, piccoli ritratti in scultura e dipinti colorati rappresentanti il dinamismo teatrale della danza. A partire da settembre 2019, il museo offrirà un innovativo programma di asilo per bambini dai 3 ai 5 anni, chiamato “L’Asilo nel Museo” proposto dalla direttrice Patrizia Asproni. Il programma, che mira all’inclusività con particolare attenzione alle famiglie svantaggiate, offre l’opportunità per i bambini di essere educati fra le opere scultoree con la speranza di ispirare la creatività nelle generazioni future.

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MARINO MARINI MUSEUM
THE FLORENCE’S FIRST CONTEMPORARY ART MUSEUM

Just behind the bustling Piazza di Santa Maria Novella and steps from via Tornabuoni, the Marino Marini Museum allows visitors a peaceful reprise from the busy streets of the city center. The museum’s permanent collection, donated to the city in part by the artist and his wife Marina Marini after his death in 1980, provides space to contemplate the work of one of Italy’s most renowned contemporary sculptors in a building with a complex history. The contrast between the rough stone exterior and the modern industrial first floor entrance is immediately striking. After climbing the exterior staircase, which belonged to the now deconsecrated church of San Pancrazio, visitors are greeted into the cavernous space with metal beams and natural wood that recall the materials used to realize Marini’s sculptures. With documentation of its ecclesiastical use dating as far back as the 9th century, the building has housed a convent for Benedictine nuns, was later taken over by Vallombrosan friars, and underwent the first extensive reconstruction during the 15th century in a project directed by famed Renaissance architect Leon Battista Alberti. This initial renovation was made possible by the patronage of the Rucellai family, and since 2013 the Rucellai sepulchre, a small but ornate funerary monument, can be visited through the museum with the purchase of an additional ticket. During the 19th century, under the Napoleonic occupation of Italy, the church was divorced from its religious function, deconsecrated, and would be used as a tobacco manufacturer, amongst several other successive redevelopments. The permanent collection is composed of drawings, painting, engravings and sculptures spanning fifty years of the artist’s career. Present within are representative examples of reoccurring themes in his portfolio: the ever-present equestrian sculptures emblematic of his work, small portrait sculptures, and colorful paintings representing the theatrical dynamism of dance. As of September 2019, the museum will offer an innovative daycare program for children 3-5 years old called “L’Asilo nel Museo” proposed by the director of the museum, Patrizia Asproni. The program, aiming for inclusivity with particular attention on underprivileged families, offers the opportunity for children to be educated amongst the sculptors works with hopes of inspiring creativity in future generations.

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