I capelli di Leonardo da Vinci e la storicità di Beatrice

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In mezzo alla numerose iniziative per celebrare Leonardo da Vinci, nel cinquecentenario dalla sua morte, rimarrà nella memoria collettiva il ritrovamento di una sua ciocca di capelli. Ma, se anche questi capelli fossero di Leonardo, cosa si aggiungerebbe alla comprensione della sua pittura? O del suo apporto alla scienza? Niente. Si tratta di operazioni discutibili, che non hanno nulla a che vedere con la sua opera in quanto tale. E sono mosse da una curiosità analoga a quella per cui si vorrebbe ricostruire la figura storica di Beatrice, senza aggiungere niente alla comprensione della Beatrice letteraria, e anzi spesso provocando un danno di immagine a lei e al suo poeta. Vano è ricondurre la Beatrice letteraria ad una Beatrice Portinari che non viene mai nominata da Dante, né esplicitamente né implicitamente. D’altronde, chi si sforza di fissare Beatrice, alla fine del viaggio in Paradiso (Canto XXXI, 59-66) , rischia di rimanere deluso perché, al posto dell’avvenente creatura dipinta dai preraffelliti, si ritrova davanti al “vecchio” San Bernardo: “credea veder Beatrice e vidi un sene / vestito con le genti gloriose. Diffuso era per li occhi e per le gene di benigna letizia, in atto pio / quale a tenero padre si convene. E Ov’è ella? Sùbito diss’io”. Una domanda, questa, a cui non si può rispondere con le ricerche storiografiche.


English
The hair of Leonardo da Vinci and the historical significance of Beatrice

Out of the many initiatives organised to celebrate the five hundred years since the death of Leonardo da Vinci, one will remain vivid in the collective memory: the rediscovery of a lock of his hair. But even if this were to be Leonardo’s hair, what would this add to the understanding of his painting, or of his scientific contributions? Nothing. These are questionable acts that have nothing to do with his works as such. And they are moved by the same curiosity that leads us to want to construct the historic image of Beatrice yet adding no value to the understanding of the literary Beatrice, and often causing damage to both her and her poet. It’s futile to try and connect the literary Beatrice to a Beatrice Portinari that is never mentioned by Dante, neither explicitly nor implicitly. Besides, those who strive to focus on Beatrice, at the end of the journey in Paradise (Canto XXXI, 59-66), might be disappointed, because, instead of the graceful creature depicted by the Pre-Raphaelites, they find themselves facing the “old” San Bernardo: “I thought I would see Beatrice, but instead 60 I saw an old man, clothed like those in glory. His eyes and cheeks shone with a friendly gladness, And all his gestures showed such loving kindness As is suited to a tender hearted father. “Where is she?” I immediately asked.” A question that cannot be answered through historiographic research.

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