Il giardino di Pian dei Giullari “Se intorno a una biblioteca hai un giardino, niente altro devi desiderare” (Cicerone)

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Afferma Cicerone: “Se intorno a una biblioteca hai un giardino, niente altro devi desiderare”. È il caso della “casa dei libri” di Giovanni Spadolini a Pian dei Giullari. Una biblioteca di decine di migliaia di volumi, di raccolte napoleoniche e risorgimentali, di collezioni artistiche: il tutto collocato in una campagna di boschi, cipressi e olivi, otto ettari di terra affacciati su Firenze. L’aspetto nuovo, a venticinque anni dalla scomparsa dello statista, storico e giornalista fiorentino è che giardino e terreni, fino ad ora impraticabili, vengono riportati a nuovo splendore grazie all’impegno appassionato di una mecenate canadese, Suzie Pewter, presidente dell’Associazione Passignano. Scopo dell’associazione è quello di recuperare patrimoni artistici e naturali trascurati. Trascuratezza, ovviamente dovuta agli alti costi di manutenzione.

Ecco quindi il facile accordo fra le due istituzioni: l’Associazione Passignano si è assunta l’onere del mantenimento e valorizzazione del giardino e dell’antico podere, col recupero delle oltre trecento piante di ulivo, e la produzione dell’olio “Pian dei Giullari”, non a scopo di lucro ma per riconoscimento a quanti contribuiscono all’abbellimento del parco. Non solo bellezza naturale, panorama ineguagliabile, ma anche tanta storia. Si tratta degli angoli fiabeschi dell’età favolosa dove Giovanni Spadolini trascorreva con la famiglia le estati nella casa del nonno, acquistata insieme ai terreni nei primi anni del Novecento, vicino alla Chiesa di Santa Margherita a Montici. Luoghi mirabilmente descritti dal Professore fiorentino, fondatore del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, nelle pagine di un libretto ormai introvabile, Il Capanno di Pian dei Giullari: il bosco, il capanno per la caccia agli stormi, il vecchio pozzo, in un dolce pendio che dalla cima della collina – da dove gli spagnoli cingevano d’assedio la città nel 1530 – degrada verso via Pietro Tacca. Ricorda Spadolini: “Quel bosco. Querce, olmi, pini stagionati. Dall’alto un’unica macchia verde, dalle tinte più cupe a quelle più chiare…Niente “segnali indicatori”: tutto è lasciato alla natura. Piccole macchie di pungitopo, di lentiggine e di alloro, strati di edera, famiglie di funghi, cuscini di muschio, fanno oggi come ieri da punto di riferimento”.

Oltre il sottobosco, ora folto, ora improvvisamente rado, la ricongiunzione al podere. Al di là della macchia si trova un paesaggio inatteso. Il terreno scende, prima con un balzo, poi con un leggero pendio. Per questo, superata la normale barriera, si può girare nel sottobosco senza difficoltà, con la sensazione di essere in alto, tanto più in alto quanto più in alto sono le grandi querce secolari che puntano verso il cielo, proteggono dai raggi del sole, smorzano il caldo o la luce accecante. Ed ecco che ritroviamo il prato, i fiori multicolori, il pozzo con vicino antichi strumenti del contadino. Obiettivo delle due istituzioni culturali è il risanamento completo dei terreni e la loro messa in sicurezza, il ripristino dei percorsi fra gli antichi muri a secco: per renderli percorribili ai visitatori che saliranno su questa collina, la “Repubblica di Pian dei Giullari”, la città-giardino cara a Spadolini: armonica unione fra cultura e natura, nella ineguagliabile cornice dei monumenti fiorentini.

ENGLISH
The garden of Pian dei Giullari
“When you have a garden around a library, there’s nothing left to be desired”

“When you have a garden around a library, there’s nothing left to be desired,” said Cicero.This is the case of the “house of books” of Giovanni Spadolini, in Pian dei Giullari. A library with tens of thousands of volumes, of Napoleonic, Risorgimento and art collections: surrounded by countryside, with woods, cypress and olive trees, eight hectares of land overlooking Florence. The novelty, twenty-five years since the death of the Florentine statesman, historian and journalist, is that gardens and grounds that were inaccessible till now have been brought to new splendour. And this has been made possible thanks to the passionate efforts by a Canadian patron, Suzie Pewter, the president of the Passignano Association. The association’s goal is to recover overlooked artistic and natural heritages; negligence clearly linked to the high maintenance costs.

Thus, we reached an agreement between the two institutions: the Association Passignano has taken on the burden of maintaining and improving the garden and the old homestead, recovering over three hundred olive plants and the production of the “Pian dei Giullari” oil, not to generate profits but to recognise the work of all those who contribute to the revamping of the park. Not just natural beauty and unparalleled views, but also lots of history. Here we can find the fairy-tale corners of Giovanni Spadolini’s childhood, where he spent his summers together with the family at his grandfather’s home, purchased in the early 20th century along with the lands, near the Church of Santa Margherita a Montici. Places that have been wonderfully described by the Florentine Professor, founder of the Ministry of Cultural Heritage and Environmental Conservation, in the pages of a booklet which is now impossible to be found, Il Capanno di Pian dei Giullari: the woods, the shack for starling hunting, the old well, all in a gentle rise that from the top of the hill – from where the Spaniards encircled the city during the assault of 1530 – slopes down towards via Pietro Tacca. “Those woods. Oaks, elms, seasoned pines. From above, a single green patch, with sombre and bright tones… No “indicator signs:” everything is left up to nature. Small brushes of buther’s broom, laurestine and bay leaf, layers of ivy, families of mushrooms and pillows of moss, are today, like yesterday, a point of reference.” Besides the underbrush, now dense, now suddenly thin, the reunification to the homestead. Beyond all this green is an unexpected landscape.

The terrain descends, first steeply, then with a slight gradient. And after moving beyond the barrier, it is possible to move around the scrub with no difficulty, with the feeling of being up high, so much more as the ancient trees grow higher, pointing at the sky, protecting from the sun rays, blocking out the heat or the blinding light. Here we find the grass, the coloured flowers, and the well with old farming tools. The objective of the two cultural institutions is to completely restore and secure the grounds, recovering the paths between the ancient stone walls, and making them accessible to the visitors who will climb up this hill, the “Republic of Pian dei Giullari,” the garden-city dear to Spadolini: a harmonious union between culture and nature, in the unrivalled scenery provided by the Florentine monuments.

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