Palazzo della Gherardesca Sede dell’hotel Four Seasons a Firenze: alcune curiosità

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Il Palazzo della Gherardesca, situato in Borgo Pinti, 99, a Firenze, fu costruito a partire dal 1474 per Bartolomeo Scala. Costui, homo novus, figlio di contadini originari di Colle Val d’Elsa, grazie allo studio e alla volontà ottenne a soli trent’anni, nel 1474, la carica di Cancelliere della Repubblica e fu protagonista della vita politica fiorentina per oltre venticinque anni. Divenuto letterato, fu considerato pari ai più noti cancellieri umanisti (Poggio Bracciolini, Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Carlo Marsuppini) che ressero le sorti dello stato con impegno civile e cultura umanistica.

Un Libro di conti inerente la costruzione della sua dimora, emerso casualmente dagli archivi di note famiglie fiorentine, ha fornito notizie interessanti del cantiere dal 1474 al 1477, la cui direzione è attribuita a Giuliano da Sangallo, ma non certa, perché l’elenco degli artigiani che lavorarono in quel periodo attesta che provenissero quasi tutti dalla bottega dei fratelli Rossellino. Bartolomeo aveva acquistato il terreno con case coloniche dall’Ospedale degli Innocenti nel 1473 e la casa fu costruita velocemente, seguendo l’esempio di una Domus romana con uso di volte a botte e atrium alla maniera albertiana. Avrebbe dovuto essere una casa “nuova e antica” allo stesso tempo, perché partecipe di quella cultura umanistica che doveva seguire gli antichi exempla architettonici (Vitruvio, Plinio) e perché, scrittore lui stesso di apologhi, volle vederli illustrati nel cortile della casa. Questo è il nucleo concettuale ed espressivo del Palazzo, ornato da dodici grandi altorilievi in stucco bianco: la loro sistemazione originaria fu alterata durante i successivi rifacimenti. Gli apologhi sono un genere letterario, con il proposito di educare attraverso il mito e l’allegoria: in questo caso alludono al progredire dell’umanità dal vizio verso la virtù e anche al percorso umano del padrone di casa che da umile mezzadro diviene uomo di fiducia dei Medici. Bartolomeo Scala attraverso questi altorilievi volle esprimere il suo programma di vita alla maniera del fregio in terracotta con la Storia dell’anima che si trova nella villa di Lorenzo il Magnifico a Poggio a Caiano. Lo scultore artefice degli altorilievi è Bertoldo di Giovanni, famoso per le sue medaglie.

Con l’estinzione della famiglia Scala e il passaggio della proprietà al cardinale Alessandro de’ Medici (futuro Papa Leone XI), nel 1585, fu chiusa la loggia superiore del cortile e rinnovata l’intera decorazione, arricchita da grottesche e putti. Dal cardinale il Palazzo passò a sua sorella Costanza, moglie di Ugo della Gherardesca, potente famiglia immortalata da Dante Alighieri nella Divina Commedia per la triste vicenda del conte Ugolino, e restò a loro fino alla fine dell’Ottocento, subendo molte trasformazioni: fu ingrandito dall’architetto Gherardo Silvani nel 1624, Antonio Maria Ferri rifece la facciata su Borgo Pinti nel 1713 e Alessandro Geri negli stessi anni costruì la galleria a stucchi decorata con affreschi illustranti la storia della famiglia. Subito dopo il periodo di Firenze capitale d’Italia (1865-1870) che portò all’abbattimento delle mura, venne realizzato a cura dell’architetto Giuseppe Poggi un ingresso monumentale su quello che oggi è Viale Matteotti. Nel 1885 ne divenne proprietaria la Società italiana per la strade ferrate e nel 1940 passò alla Società metallurgica italiana del gruppo Orlando. Ceduto infine al gruppo Fingen dei fratelli Fratini, nel 2008 è divenuto sede dell’hotel Four Seasons, dal prezioso giardino romantico, abbellito da statue, tempietti e boschetti.

English
Palazzo della Gherardesca
A few curious facts on the location of the Four Seasons Hotel in Florence

Palazzo della Gherardesca is located in Borgo Pinti 99, in Florence. It was first built starting in 1474 for Bartolomeo Scala, an homo novus, the son of farmers from Colle Val d’Elsa, who thanks to his education and resolve achieved at just 30 years of age, in 1474, the role of Chancellor to the Republic and was the protagonist of Florence’s political life for over twenty five years.

Once he became a literary, he was considered at par with the most renowned humanist chancellors (Poggio Bracciolini, Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Carlo Marsuppini) who governed the fate of the state with civic duty and humanist culture. A ledger on the making of his abode emerged by chance from the archives of famous Florentine families, providing interesting insights on the construction site from 1474 to 1477, who was said to be led by Giuliano da Sangallo, although this is not certain since the list of artisans that worked at that time shows how almost all of them came from the workshop of the Rossellino brothers. Bartolomeo had purchased the land with colonial homes from the Ospedale degli Innocenti in 1473. The residence was quickly built, following the example of a Domus Romana with the use of barrel vaults and atriums in Albertian style. It was meant to be both “new and old,” as it was part of that humanist culture that needed to follow the ancient architectural exempla (Vitruvius, Pliny) and because, since he was a writer of apologues, he wanted them to be illustrated in the courtyard of the home. This was the conceptual and expressive core of the Palace, adorned by twelve great high reliefs made with white stucco; their original position was altered during subsequent renovations. Apologues are a literary genre that aim to educate through myths and allegories: in this case, they allude to the progression of humanity from vice to virtue, and also to the human journey of the patron that goes from being a humble sharecropper to becoming a right-hand man of the Medici.

Through these high reliefs, Bartolomeo Scala wanted to express his life plan via terracotta frieze through the Story of the soul, which is found at the villa of Lorenzo the Magnificent in Poggio a Caiano. The sculptor who realised such high reliefs, Bertoldo di Giovanni, was famous for his medals. After the Scala family became extinct, and following the transfer of ownership to cardinal Alessandro de’ Medici (future Pope Leo XI) in 1585, the loggia above the courtyard was closed and the entire decorations renewed, enriched with grotesques and putti. The palace then passed from the cardinal to one of his sisters, Costanza, the wife of Ugo della Gherardesca, a powerful family portrayed by Dante Alighieri in his Divine Comedy for the sad story of the count Ugolino, and remained theirs until the late 1800’s, enduring many transformations: it was made bigger by architect Gherardo Silvani in 1624, Antonio Maria Ferri redid the façade on Borgo Pinti in 1713, and, in the same years, Alessandro Geri built the gallery decorated with stucco and frescoes depicting the family’s history. Immediately after the period that saw Florence as the capital of Italy (1865-1870), which led to the destruction of the walls, architect Giuseppe Poggi realised a monumental entrance on what is now Viale Matteotti. In 1885, the owner became the Società italiana per la strade ferrate, and in 1940 it passed on to the Società metallurgica italiana of the Orlando group. It was then sold to the Fingen group of the Fratini brothers and in 2008 it became the location of the Four Seasons Hotel, with its beautiful romantic garden, adorned with statues, small shrines and tree groves.

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