CREARE

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illustrazione di Fausto Gelormini

L’Uomo, fortunatamente, non può creare nulla dal nulla. Nella sfera umana sarebbe più lecito definire la creatività quale capacità di trasformazione dell’esistente. Ogni opera umana è semplicemente trasformazione. L’Arte risponde esattamente a questa regola: non è creazione dal nulla ma è trasformazione dell’esistente. Fino agli inizi del ‘900 l’Arte è stata trasformazione fisica: trasformazione del marmo in scultura, della parete in affresco, della tela in dipinto, della materia grezza in forma; prevalentemente basata su soggetti rappresentativi della realtà circostante, di metafore simboliche, di emozioni, di auspici, di superstizioni, di atti di fede. Dal 1917 in poi con l’atto rivoluzionario di Marcel Duchamp dell’opera “Fontana”, ovvero un orinatoio acquistato in un bazar di Parigi e esposto rovesciato su un piedistallo, l’Arte diviene trasformazione teorica, concettuale. L’obiettivo della creazione dell’artista non è più una rappresentazione ma una focalizzazione su un nuovo punto di vista da mostrare al fruitore, creato modificando o trasformando un punto di vista socialmente condiviso. In questo senso anche il concetto di bellezza si trasforma. Un’opera d’arte non deve essere esteticamente bella ma è bella se è concettualmente originale, innovativa, cioè in grado di mostrare un nuovo punto di osservazione della realtà. Passando dalla trasformazione della materia alla trasformazione del concetto si mette fine al fraintendimento che l’Uomo sia in grado di creare dal nulla. L’Uomo può attraverso l’Arte, o qualsiasi altro atto “creativo”, solo trasformare l’esistente, focalizzando il nuovo, non creandolo ma scoprendolo. L’atto di creazione non è quindi atto di genesi ma è atto di trasformazione, di scoperta, di esplorazione.

ENGLISH

TO CREATE

To create in imitation of God has always been Mankind’s most innate ambition. Often, the great misconception of being able to create from nothing has entailed at times euphoria and arrogance when the work that is realized is original, at times frustration and depression if the work turns out to be of low importance. Thankfully, Mankind cannot create anything from nothing. In the human sphere, it would be more appropriate to define creativity as the capacity of transforming the existent. Every human creation is simply an act of transformation. Art answers precisely to this rule: it isn’t creation from nothing, but transformation of the existent. Since the first 1900s, Art has been physical transformation: transformation of marble into sculpture, walls into frescoes, canvases into paintings, raw materials into form; widely based on representative subjects of the surrounding reality, of symbolic metaphors, of emotions, of auspices, of superstitions, of acts of faith. Since 1917, through the revolutionary act of Marcel Duchamp with the artwork “Fontana,” in other words a urinal purchased at a bazaar in Paris and set upside down on a pedestal, Art became hypothetical transformation, or conceptual. The goal of the artist’s creation is no longer to represent but rather to focus on new points of view to offer the spectator, created by modifying or transforming a socially shared perspective. In this sense, even the concept of beauty is changed. An artwork doesn’t need to be aesthetically beautiful, however it is beautiful if it is conceptually unique, innovative, and thus capable of presenting a new perspective on reality. Passing from the transformation of matter to the transformation of a concept puts an end to the misconception that Mankind is capable of creating from nothing. Through Art, or any other “creative” act, Mankind can only transform the existent, focusing on the new, not creating it yet discovering it. Thus, the act of creation is not one of genesis but one of transformation, of discovery, of exploration.

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