EDUCATORIO DI FULIGNO

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L’edificio sede dell’Educatorio detto di Fuligno (Foligno) si trova in via Faenza, 48: fa parte dei numerosi istituti che, nella Firenze del 1300, offrivano assistenza e ospitalità al popolo bisognoso ed erano anche luoghi di preghiera e devozione. Originariamente ricovero per eremiti, già attestato nel 1316, poi sede di suore benedettine, nel 1419 fu acquistato da Ginevra Bardi, vedova di Albertaccio degli Alberti con l’intento di trasformarlo in un grande convento; azione finalizzata a rinnovare il buon nome degli Alberti, che erano stati esiliati da Firenze in seguito al Tumulto dei Ciompi (1378). Vi s’insediarono le Terziarie francescane, provenienti dal monastero di Sant’Anna di Fuligno, fondato dalla nobile Angiolina della Corbara, e, poiché furono mandate a Firenze due consorelle nobili, il convento fu detto “di Fuligno” o “delle Contesse”, connotando così l’aspetto “femminile” di questo luogo che si è conservato nei secoli. Consacrato nel 1429 a Sant’Onofrio, fu ampliato negli anni, arricchito di un grande dormitorio e di un refettorio, la struttura venne abbellita da opere d’arte grazie alle donazioni delle famiglie nobili fiorentine. Nel periodo napoleonico la Congregazione di San Giovanni Battista fece del convento di via Faenza lasciato dalle terziarie un luogo di accoglienza; fu poi acquistato da Maria Luisa di Borbone, Regina d’Etruria, che ne affidò il restauro all’architetto Giuseppe Del Rosso (l’attuale esterno è sua opera) e divenne Educatorio di Fuligno, destinato alle fanciulle povere che potevano studiare e imparare un mestiere. Durante il Risorgimento, le Suore di Carità di San Vincenzo de’ Paoli vi aprirono una delle prime scuole elementari di Firenze. L’attività di Educatorio cessò negli anni ’70. Vi si avvicendarono diversi Enti (ANFFAS, UNESCO e CARITAS) che non avevano una sede propria, finché nel 1977 fu intrapreso un grande restauro, terminato nel 2001, al fine di salvaguardarne il grande patrimonio artistico. Oggi è centro servizi e formazione di Montedomini, braccio operativo del Comune di Firenze, con due competenze: una come ASP (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona) per accoglienza e assistenza ai bisognosi, l’altra come sede per convegni e per le attività del Centro di formazione di Montedomini. Restano sorprendentemente intatti gli affreschi risalenti al 1419-1429, della scuola di Bicci di Lorenzo, autore tardo gotico di grande eleganza. Nella sala d’ingresso le storie della vita di Cristo e dei santi venerati dal Terzo ordine francescano (Natività con Sant’Onofrio e San Francesco, Storia di Santa Margherita, ecc.) e nella stanza attigua all’ingresso (Sala del Capitolo) si può ammirare una bellissima crocifissione; gli affreschi sono affiancati dalle sinopie a memoria di quando essi furono staccati per il restauro in seguito all’alluvione del 1966. Dal piano terra si accede alla chiesa, restaurata alla fine del 1500 e abbellita con la costruzione di un coro e nuovi altari ornati da dipinti bellissimi: Assunzione della Vergine del Passignano, Stimmate di San Francesco del Cigoli, Adorazione dei Magi di Jacopo Ligozzi, ora conservati in altri musei fiorentini; anche gli affreschi del soffitto sono ben conservati. Il Cenacolo, ex-refettorio, è l’unica parte visitabile di tutto il complesso: dal 1810 ha avuto una storia indipendente e conserva un pregevole affresco dell’ultima Cena, a lungo attribuito a Raffaello ma ormai accertato come produzione della scuola del Perugino.

English
The Educatorio di Fuligno

The site of the Educatorio detto di Fuligno (Foligno) is located in via Faenza, 48. It one of the many institutes that, in 14th century Florence, offered assistance and hospitality to those in need, and was also a place of prayer and devotion. Once a refuge for hermits, documented since 1316, and then a premise for Benedictine nuns, in 1419 it was purchased by Ginevra Bardi, widow of Albertaccio degli Alberti, with the intent of transforming it into a magnificent convent; an action finalized to restore the good name of the Alberti, who had been exiled from Florence following the Ciompi Revolt (1378). The Franciscan Third Order that settled here came from the monastery of Sant’Anna in Fuligno, founded by the noble Angiolina della Corbara, and, since the two noble sisters were sent to Florence, the convent was called “di Fuligno,” or “of the Contesse,” thus implying the “feminine” aspect of this place that had been preserved for centuries. Consecrated in 1429 in Sant’Onofrio, it was extended over the years, with the addition of a large dormitory and a refectory, and was improved with the presence of works of art donated by noble Florentine families. During the Napoleonic era, the Congregation of San Giovanni Battista turned the convent of via Faenza, occupied by the sisters of the Third Order, into a place of assistance; it was then sold to Maria Luisa di Borbone, Queen of Etruria, who assigned its restoration to architect Giuseppe Del Rosso (the current outer look is his work) and it became the Educatorio di Fuligno, destined to poor, young women who could come here to study and learn a profession. Here, during the Renaissance, the Sisters of Charity of Saint Vincent de Paul opened one of the first primary schools in Florence. The activity of the Educatorio came to an end in the ‘70s. Thereafter, many institutions that did not have a premise of their own occupied the structure (ANFFAS, UNESCO and CARITAS), up to when, in 1977, a great restoration was carried out, which ended in 2001, with the aim of protecting this great artistic heritage. Today, it is a centre for the services and training of Montedomini, an operative branch of the City of Florence, with two main competencies: one as APSP (The Public Personal Care Services) for the shelter and care for the poor and sick, and the other as a headquarters for conferences and for the activities of the Training Centre of Montedomini. The frescoes, dating back to 1419-1429, are still incredibly intact, and are attributed to the school of Bicci di Lorenzo; a very elegant, late gothic artist. In the entrance hall are the stories of the life of Christ and of the saints worshipped by the Franciscan Third Order (Nativity with Sant’Onofrio and Saint Francis, Story of Saint Margaret, etc.), while in the room adjacent to the entrance (Chapter House) it is possible to admire a beautiful crucifixion; the frescos are found by the sinopies, reminding us how they had been removed during the restoration after the flooding of 1966. The church is accessed from the ground floor, restored at the end of the 1500s and embellished with the construction of a chorus and new altars adorned by beautiful paintings: the Assumption of the Virgin of by Passignano, the Stigmata of Saint Francis by Cigoli, the Adoration of the Magi by Jacopo Ligozzi, now kept in other Florentine museums; even the ceiling’s frescoes are well preserved. The Cenacle, the former refectory, is the only part of the whole complex that can be visited: since 1810, it holds an independent story and retains a prestigious fresco of the Last Supper, attributed for a long time to Rafael, but now established as a work by the school of Perugino.

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