Emilio Pucci La Moda a colori, il colore nella Moda

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La moda italiana dopo il Rinascimento subì un lungo oblio perché Luigi XIV, tra Seicento e Settecento, pose le basi della supremazia francese. Allora l’abito, segno di appartenenza ad una classe sociale, era ideato dalla nobiltà e non dai sarti, meri esecutori dei desideri dei clienti. La moda moderna nasce a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento con Worth, primo creatore di moda a diventare arbitro dell’eleganza delle proprie clienti. La supremazia francese venne minata nel Novecento, dalla crisi del 1929, dalla Seconda Guerra Mondiale e dal nascere del ready-to-wear americano. In questo momento Giovanni Battista Giorgini capisce che c’è spazio per l’Italia e il 12 febbraio 1951 organizza a casa sua, a Palazzo Torrigiani, a Firenze la prima sfilata di moda italiana, primo passo delle manifestazioni di Palazzo Pitti. Gli abiti italiani sono vincenti perché pratici, colorati ed economici rispetto a quelli francesi, pur mantenendo un’alta qualità artigianale. Spopola così la moda boutique, non fatta su misura come in Francia, ma disponibile in taglie ed eseguita manualmente, non industrialmente come in America. Uno degli esponenti più celebri della moda boutique è stato il marchese Emilio Pucci (1914 – 1992), discendente da antica famiglia fiorentina documentata già nel Duecento. L’incontro con il mondo della moda è per lui casuale. Dopo aver studiato in America ed essere stato aviatore durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1947 un suo completo da sci indossato da una conoscente viene pubblicato su “Harper’s Bazaar’s” decretandone il successo nei grandi magazzini di lusso americani. A questo segue la moda mare, venduta nella sua boutique di Capri e poi ogni genere di creazione, disponibile presso il palazzo di famiglia a Firenze, sede dei laboratori. Grande sperimentatore, è in contatto con varie industrie tessili che sviluppano per lui nuovi tessuti come l’emilioform, che da lui prende nome. Sua caratteristica distintiva è il colore: realizza centinaia di fotografie sottomarine, studia la Grotta Azzurra a Capri, cercando di cogliere i più sottili accordi delle sfumature naturali per i suoi tessuti di tinte accese ma mai dissonanti. Tra le sue creazioni più celebri i pantaloni Capri a mezza gamba, divisa vacanziera delle donne eleganti del bel mondo, le collezioni dedicate ai colori della Sicilia, al Palio di Siena, a Botticelli, gli abiti con tagli ispirati all’Oriente. Tra le sue clienti dobbiamo ricordare Marylin Monroe, Greta Garbo, Sofia Loren o Gina Lollobrigida per ricordarne solo alcune. Uomo gentile, colto ed elegante fu anche consigliere comunale a Firenze e, poco prima di morire, donò una scelta delle sue creazioni al Museo della Moda a Palazzo Pitti.

ENGLISH
Emilio Pucci
Fashion in colour, colour in fashion

After the Renaissance, Italian fashion sunk into oblivion, when between the 17th and 18th centuries Louis XIV laid the foundations of French supremacy. At the time, fashion and clothing were a symbol of social class, and were ideated by nobility, and not by tailors, who were just the mere executors of clients’ desires. Modern fashion started in Paris during the second half of the 19th century with Worth, the first creator of fashion to become the arbiter of elegance for his clients. The French domain was undermined in the 20th century, due to the crisis of 1929, to WWII and to the rise of American ready-to-wear clothing. At this time, Giovanni Battista Giorgini understands that there is fertile ground for Italy, and, on February 12, 1951, he organizes and hosts the first Italian fashion show at his house, in Palazzo Torrigiani, Florence; the first step towards the events at Palazzo Pitti. Italian garments gain success because they are practical, colourful and affordable compared to the French ones, yet also maintained a high artisanal quality. Thus, boutique fashion became a great hit, albeit not made-to-measure like in France, but still available in different sizes and executed manually, and not industrially, as in the United States. One of the greatest advocates of boutique fashion was marquis Emilio Pucci (1914 – 1992), a descendant of the ancient Florentine family documented as far back as the 13th century. He fell into the world of fashion by chance: after studying in the USA and becoming an aviator in WWII, in 1947 one of his ski suits worn by a friend was published on “Harper’s Bazaar,” launching his success in American luxury department stores. Then came the beachwear, sold in his boutique in Capri, and then all other sorts of creations, available at the family palace in Florence, where the workshops were based. A great creative, he had relations with several textile industries that developed new fabrics specifically for him, such as the emilioform, named after him. The distinguishing trait of his creations is colour: he realized hundreds of underwater images, studied the Blue Grotto in Capri, trying to capture the finest pitches of natural hues for his bright yet never conflicting tones. Among his most renowned creations are the Capri pants, the vacation attire of elegant, wealthy women, cropped between knee and calf length, and also the collections dedicated to the colours of Sicily, to the Palio of Siena, to Botticelli, and the Oriental-style dresses. He worked with many high profile clients, such as Marylin Monroe, Greta Garbo, Sofia Loren and Gina Lollobrigida. A kind, cultured and elegant man, who also acted as counsellor for the City of Florence and, shortly before dying, donated a selection of his creations to the Museum of Fashion in Palazzo Pitti.

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