Gertrude Bell L’inglese che fece l’Iraq

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Conferenza del Cairo del 1921

“Non c’è nulla di più difficile da valutare delle emozioni, provate a osservare il deserto di prima mattina e morite, se potete!”. Così scriveva Gertrude Bell, inglese di nascita, prima donna a laurearsi in storia all’Università di Oxford, studiosa della lingua persiana e araba. Libera dalle rigide convenzioni dell’età vittoriana divenne grande conoscitrice dell’Impero Ottomano tanto da essere soprannominata nel mondo arabo “Khatun”, regina del deserto. Nonostante le ostilità che dovette subire lavorando in un ambiente prettamente maschile, Gertrude gettò le basi per creare una convivenza pacifica fra sunniti, sciiti e curdi, contribuendo a formare il destino del Medio Oriente “moderno”, fu ricevuta ovunque come fosse una regina e rispettata più di un re. Si appassionò all’archeologia, studiò le lingue e parlava correttamente francese, tedesco, italiano, persiano, turco e arabo. Visse a Gerusalemme, esplorò Petra, percorse il Giordano, il Mar Morto, la Palestina e la Siria, fino a Damasco, Beirut, Antiochia e Alessandretta. Fu proprio per questa sua profonda conoscenza del territorio, per i contatti diretti con i capi delle tribù, l’accesso a tante informazioni, che Gertrude Bell divenne il primo ufficiale donna dell’intelligence militare britannica. Svolse un’attività segreta di sostegno alla rivolta araba durante la Prima Guerra Mondiale e al termine del grande conflitto ebbe un ruolo fondamentale nella creazione del moderno Stato dell’Iraq, contribuendo a tracciarne i confini nei quali raggruppò le tre province ottomane, preesistenti nella regione mesopotamica. Divenne la sola donna ad aver assunto l’incarico di funzionaria politica nelle forze armate britanniche e ricevette il titolo di “Ufficiale di collegamento Corrispondente a Il Cairo” (cioè l’Arabian Bureau cui era stata assegnata). Gertrude Bell fu l’artefice della nascita dello stato iracheno che riunì le tribù sotto il Re Faysal, gradito al Regno Unito grazie ai forti interessi personali nella zona. L’obiettivo a lei affidato era proteggere la via d’accesso all’India e mantenere un controllo sui giacimenti di petrolio, in quanto non esisteva occidentale che conoscesse meglio di lei quei luoghi. Quando le truppe britanniche conquistarono Baghdad (il 10 marzo 1917), Gertrude Bell fu presentata col titolo di “Segretario per l’Oriente” (Oriental Secretary), insieme a Percy Zachariah Cox, maggiore generale della British Indian Army e Lawrence d’Arabia che conobbe a Carchemish durante le esplorazioni per conoscere Babilonia e Najaf. Gertrude Bell fu inserita nel ristretto gruppo di “orientalisti” convocati da Winston Churchill per prendere parte alla Conferenza del Cairo nel 1921. Fu grazie al suo intervento che fu promossa l’istituzione degli Stati della Trasgiordania e dell’Iraq. Narra il suo viaggio da Aleppo a Baghdad nelle pagine di “Vicino Oriente”, traduce le liriche di Hafez, il poeta dello stilnovo persiano, scrive un saggio comparando Dante, Hafez e Goethe, ricevendo grandi consensi di critica letteraria. Fondò il Museo Archeologico di Baghdad, la Scuola Britannica di Archeologia e le prime scuole femminili musulmane. La guerra, le miserie umane che calpestavano la dignità di persone innocenti, l’elusione dei controlli inglesi da parte del Re Faysal che la escluse da qualsiasi decisione determinarono la sua depressione che piano piano la trasformò da esploratrice e spia britannica a burocrate esecutrice. Gertrude Bell morì nel 1926 e riposa nel cimitero inglese di Baghdad.


English
Gertrude Bell
the Englishwoman who founded Iraq

“There is nothing more difficult to measure than the value of visible emotion,” said Gertrude Bell, English by birth, first woman to graduate in history at the University of Oxford, scholar of the Persian and Arab languages. Free from the stern norms of the Victorian era, she became a great connoisseur of the Ottoman Empire, so much so that in the Arab world she earned the alias of “Khatun,” queen of the desert. Despite the hostilities she had to endure working in a primarily male environment, Gertrude set the foundations to create a peaceful coexistence between Sunnis, Shiites and Kurds, contributing to shape the fate of the “modern” Middles East, and was received everywhere like a queen, and was respected more than a king. She became fascinated with archaeology, studied languages, and was fluent in French, German, Italian, Persian, Turkish and Arabic. She lived in Jerusalem, explored Petra, and travelled to Jordan, the Dead Sea, Palestine and Syria, reaching as far as Damascus, Beirut, Antioch and Alexandretta. It was this deep knowledge of the territory, her direct contacts with tribe leaders, the access to lots of information, that allowed Gertrude Bell to become the first woman official of the British military intelligence. She carried out a secret activity to support the Arab revolt during WWI, and after the great conflict she had a fundamental role in the creation of the modern state of Iraq, contributing to trace its borders, in which she included the three Ottoman provinces, pre-existent in Mesopotamia. She became the only woman to have taken on the role of political official in the British armed forces, and received the title of “Liaison Officer, Correspondent to Cairo” (in other words, the Arabian Bureau she had been assigned to). Gertrude Bell was the artifice of the birth of the Iraqi state that reunited the tribes under King Faisal, esteemed by the UK thanks to the strong personal interests in the area. Her goal was to protect the access way to India and maintain control over the oil deposits, since there was no one in the West who knew those areas better than her. When the British troops conquered Baghdad (March 10, 1917), Gertrude Bell was awarded the title of “Oriental Secretary”, together with Percy Zachariah Cox, major general of the British Indian Army, and Lawrence of Arabia, who she knew in Carchemish during the explorations to reach Babylonia and Najaf. Gertrude Bell was included in the small group of “orientalists” summoned by Winston Churchill to take part at the Conference of Cairo in 1921. It was thanks to her involvement that the institution of the Emirates of Transjordan and Iraq was promoted. She narrated her trip from Aleppo to Baghdad through the pages of “Persian Pictures,” translated the lyrics of Hafez, the new style Persian poet, wrote a sage comparing Dante, Hafez and Goethe, receiving great acclaim by literary critique. She founded the Archaeological Museum of Baghdad, the British School of Archaeology and the first Muslim girls’ schools. The war, the human misery that trampled the dignity of innocent people, the elusion of the British controls by King Faisal, who excluded Gertrude from any decision, determined her depression that slowly transformed her from British explorer and spy to a mere bureaucrat. Gertrude Bell died in 1926 and now rests in the British cemetery in Baghdad.

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