La magia di Lolita Valderrama Savage In mostra a Palazzo Bastogi, a Firenze

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La scelta espressiva dell’arte di Lolita valorizza la creazione di un fondale, un background universale, nel colore o in assenza di colore: un’eterna natura che eternamente crea se stessa e offre il suo grembo per generare vita. Ecco il mondo, l’universo ove si libra la pittura, la forma artistica di Lolita, capace di prendere e accogliere l’osservatore che diviene subito parte di questo viaggio; anzi, la magia di Lolita sta proprio nel renderlo fin da subito protagonista e portarlo via, portarlo altrove, in un mondo nuovo in cui può muoversi a proprio agio, in cui può provare altre emozioni. Allora, torno a dare ragione a Jung quando pone il concetto di empatia al centro della sua teoria estetica. Chi guarda l’oggetto artistico, dice Jung, “si trasforma in quell’oggetto, s’identifica con esso e si libera in tal modo da se stesso”. Ciò ha un valore catartico potente: si esce fuori dal tempo e da se stessi. Un’operazione che può drenare molte sovrastrutture, e quindi ricreare la realtà, per cui al termine il traguardo raggiunto è importante: una nuova visuale per guardare alla propria storia. Le immagini in cui si è catturati sono dinamiche, si muovono attorno e dentro a chi ne fa esperienza.

Come è per questa specifica mostra, che parte lieve con disegni, schizzi a matita e inchiostro di vigneti, cipressi, fiori, giardini, case coloniche, uliveti tipici della terra di Toscana, fino ad arrivare ad un’esplosione grandiosa di colori tenui di tre grandi tele ad olio, che aprono su di un immenso, pacificato mare. Il silenzio del disegno è divenuto sussurro e il sussurro musica: la musica delle onde del nostro mare interiore, una musica che creiamo in ogni istante, che è influenzata dall’estero, in uno scambio continuo. Musica e silenzio si alternano nelle luci e nelle ombre. La pittura di Lolita è anche empowerment, dal momento che ci ricorda il potere della nostra libertà e contestualmente della nostra responsabilità. Tutto qui accade con note di rispetto e di accoglienza: ogni onda, anche la più travolgente, ha il suo senso e il suo momento. L’arte di Lolita diviene allora anche un antidoto per la paura, prevenzione per il conflitto e la violenza. Una musica pittorica che può regolare le emozioni. Quando il colore si fa movimento, armonia di suono e di forme, profumo di novità… qualcosa in noi accade. Queste immagini aprono a un’esperienza, per tutti. Non ci sono esclusi. Potremmo dire che si tratta di un’arte “democratica”? Io preferisco definirla “femminile”, perché è alla donna che appartiene in modo peculiare proprio questo: l’accoglienza e il dono di sé, l’andare verso l’altro donando sempre qualcosa della propria essenza. In questo senso, ogni donna è madre. In questo senso, la pittura di Lolita è materna.


ENGLISH
The magic of Lolita

The expressive choice of the art of Lolita enhances the creation of a backdrop, a universal background, in colour or in the absence of colour: an eternal nature that eternally creates itself and offers its womb to generate life. Here is the world, the universe where the painting, the artistic form of Lolita hovers, able to receive and welcome the observer who immediately becomes part of this journey; indeed, the magic of Lolita lies in making him or her immediately the protagonist and … taking him or her away, taking him or her elsewhere, to a new world where he or she can move at ease, where he or she can try other emotions. So I return to account for the concept of empathy when laying Jung the core of his aesthetic theory. The one who watches the art object, Jung says, “becomes the object, is identified with it and frees him from himself”. This has a cathartic value powerful: you exit out of time and out of yourself. An operation that can drain many superstructures, and therefore recreate the reality, so at the end the achievement is important: a new visual to look at one’s own history. The images where one is captured are dynamic, moving around and within those who experience it. As is for this specific exhibition, mildly travelling, at the beginning, with light drawings, pencil and ink sketches of vineyards, cypresses, flowers, gardens, farmhouses, olive groves typical of the Tuscan land, up to a great explosion of soft colours of three large oil paintings, that open onto huge peaceful sea. The silence of the drawing has become a whisper and the whisper: music of the waves of our inner sea, a music that we create at every moment, which is influenced from abroad, in a continuous exchange.

Music and silence are alternated in highlights and shadows. Therefore, Lolita’s painting is also empowerment, since it reminds us of the power of our freedom and contextually of our responsibility. Everything here happens with notes of respect and acceptance: each wave, even the most overwhelming, has its meaning and its moment. The art of Lolita then also becomes an antidote to fear, prevention of conflict and violence. A pictorial music that can regulate emotions. When colour becomes movement, harmony of sound and shapes, scent of novelty … something happens in us. These pictures open up to an experience for everyone. Anyone feels left out. So could we say that it is a “democratic” art? I prefer to call it “feminine”, because it is the woman who belongs in a particular way just that: the welcome and the gift of self, going towards others always giving something of their own essence. In this sense, every woman is a mother. In this sense, Lolita’s painting is maternal.

“In cerca dei sogni – In search of dreams”
Mostra personale di Lolita Valderrama Savage
Lolita Valderrama Savage’s solo exhibition
Palazzo Bastogi
Via Cavour 18, Firenze
dal 1 al 17 Ottobre 2019
1 – 17 October 2019
Inaugurazione: martedì 1 Ottobre 2019, ore 17.30
Opening: Tuesday, 1 October 2019, 5.30 pm
Orari della mostra: dal lunedì al venerdì ore 10-12 e 15-19
Opening hours: monday to Friday, 10-12 am and 3-7 pm

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