VARDAN LEVONI BABAYAN ARARAT DELIVERY Five years of success for the ancient authentic Armenian and Georgian cuisine in Florence

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Your entrepreneurial journey as a restaurateur is quite impressive. After realizing important and successful projects in Armenia, you opened Italy’s first Armenian restaurant in Florence (Le Bracerie Ararat), appreciated by the city’s Armenian community. What is the philosophy behind Ararat?
To spread the knowledge of Armenian customs thanks to our ancient culinary tradition, which is an important and integral part of our cultural heritage. A rich and generous table, where friendly encounters, anniversaries, celebrations, or even proficient business deals take place. My guests are interested not only in our food, but also in our country, and our history. Ours is more than just a restaurant, it’s a valued and significant Armenian “island” in Italy. Here, everyone feels as if received in an inviting Armenian home, where everyone is welcome. I believe that warm hospitality is a key factor that attracts Italian clients to ARARAT. We are tied to a centuries-old tradition of hospitality.
Your extensive Armenian menu features also Georgian dishes. What led to this decision?
We are loyal to our origins. Our two nations are close. This is why my ARARAT has united the culinary traditions of two ancient cultures: Armenian and Georgian. This union is harmonious.
Your creativity is a guarantee for successful business, but it’s also what steered you in Florence’s multicultural dialogue. With the aim of transmitting the culture of the ancient Armenian population, on October 29, 2018, at the Rifredi Theatre, you sponsored an Armenian music concert dedicated to the great jubilee for the 2800 years since the foundation of Yerevan, the capital of Armenia. Why did you choose to realize this special event?
My “genetic code” started to tingle: simply put, I couldn’t have done otherwise. The concert was a great success, and for this I thank Patricio Castori, my marketing psychology professor, who then became a dear friend of mine. He was among the first in Italy to believe in my business potential, in the success of a project that, at the time, existed only in my head. The brilliant interpretation of jazz compositions, the dynamic direction of the concert, the selection of the artists and the repertoire; all the credit goes to him. I’m grateful also to my musician friend, Gevorg Mkrtchan, who specifically came from Paris. The Duduk (the wind instrument played by Gevorg) is unique: it is one of the symbols of Armenia’s ancient cultural identity and is also known as the “soul of the apricot tree,” since it’s obtained solely from this wood. Our history has also some tragic folds; during the Armenian holocaust, 1.5 million compatriots were massacred. In the centenary from this tragedy (in 2015), I promoted and sponsored a commemorative event, as I believe that organizing and supporting such initiatives is part of my spiritual and cultural mission.
Are you planning any cultural initiatives for this year?
Of course, this year we will celebrate the 5th anniversary since the foundation of the concept of ARARAT. It’s a complicated project for which we will present to the public many elements of our people’s gastronomic and musical heritage. The project is ambitious, but I’m used to looking forward and realizing my ideas.
In your projects, you are able to combine tradition and modernity with harmony and functionality. This is the case, for example, of the new format of your services, ARARAT DELIVERY. When will it launch, and how does it work?
The updated version of our website is ararat-delivery.it. Soon, our clients and friends will be able to order their favourite plates directly to their home. The idea of the DELIVERY format was born 4 years ago, and the project was immediately developed, raising interest from our clients. However, I decided to put it on hold to better understand the right marketing strategy. Now, everything is ready to launch. The projects will begin in Florence next October. A further expansion isn’t excluded, but we’ll talk about this next time. (He smiles)
Do you have a message you would like to send to our readers?
With pleasure: “much happiness to all!” And, of course, “Buon appetito!” Or, as we would say in Armenian: “bari akhorzhak!”

Monastero Khor Virap ai piedi del monte Ararat (Armenia).
Khor Virap Monastery at the foot of Mount Ararat (Armenia).

ITALIANO

VARDAN LEVONI BABAYAN
ARARAT DELIVERY
Cinque anni di successo dell’autentica antica cucina armena e georgiana a Firenze

Il suo percorso imprenditoriale di ristoratore è decisamente impressionante. Dopo aver realizzato importanti progetti di successo in Armenia, Lei ha aperto a Firenze il primo ristorante armeno in Italia (Le Bracerie Ararat), apprezzato sia dalla comunità armena della città che dei fiorentini. Quale è la filosofia del suo “Ararat”?
La conoscenza della cultura armena attraverso le nostre antiche tradizioni culinarie, che ne sono parte importante e integrale. A un tavolo ricco e generoso si svolgono incontri amichevoli, anniversari, celebrazioni, e vengono conclusi anche buoni accordi commerciali. I miei ospiti sono interessati non solo al cibo, ma anche al nostro paese, alla nostra storia. Le persone non entrano solo in un ristorante, ma in una preziosa e significativa “isola” armena in Italia. Qui tutti si sentono accolti in una casa armena ospitale, tutti sono miei graditi ospiti. Credo che l’accoglienza calorosa sia un fattore aggiunto che attira i clienti italiani ad ARARAT. Siamo legati a secolari tradizioni di ospitalità.
Il Suo ampio menu armeno offre anche piatti georgiani. Cosa ha determinato questa scelta?
La nostra è fedeltà alle origini. Le nostre due nazioni sono vicine. Ecco perché al mio ARARAT ho unito le tradizioni culinarie di due antiche culture: armena e georgiana. Quest’unione è armoniosa.
La Sua creatività è garanzia del successo commerciale, ma è anche ciò che la guida nel dialogo multiculturale a Firenze. Proprio con l’obiettivo di trasmettere la cultura dell’antico popolo armeno, il 29 ottobre 2018 nel Teatro di Rifredi, Lei ha sponsorizzato il concerto di musica armena dedicato al grande giubileo di 2800 anni dalla fondazione di Yerevan, capitale dell’Armenia. Perché ha voluto realizzare questo speciale evento?
Si è attivato il mio “codice genetico”: semplicemente non avrei potuto fare diversamente. Il concerto è stato un successo e per questo ringrazio Patricio Castori, il mio professore di psicologia del marketing, in seguito diventato mio caro amico. È stato uno dei primi in Italia a credere nel mio potenziale commerciale, nel successo di un progetto che esisteva a quel tempo solo nella mia immaginazione. La brillante interpretazione di composizioni jazz, la vivida direzione del concerto, la selezione degli artisti e il repertorio, tutto ciò è merito suo. Sono grato anche all’amico musicista Gevorg Mkrtchan, che è venuto appositamente da Parigi. Il Duduk (lo strumento a fiato che suona Gevorg) è unico: è uno dei simboli dell’antica identità culturale dell’Armenia ed è chiamato anche “anima dell’albero di albicocca” perché si ottiene solo da questo legno. La nostra storia ha anche pagine tragiche; durante l’olocausto armeno furono massacrati 1,5 milioni di miei compatrioti. Nel centenario di questa tragedia (nel 2015), ho promosso e sponsorizzato una serata commemorativa poiché ritengo che organizzare e sostenere tali iniziative, sia parte della mia missione spirituale e culturale.
Sta programmando qualche iniziativa culturale anche per quest’anno?
Certamente, quest’anno celebriamo il 5° anniversario dalla fondazione del concept ARARAT. È un progetto complesso per il quale presenteremo al pubblico molte proposte della cultura gastronomica e musicale del mio popolo. Il progetto è ambizioso, ma sono abituato a guardare avanti e realizzare le mie idee.
Nei Suoi progetti Lei riesce a combinare, con armonia e funzionalità, tradizione e modernità. Lo dimostra il nuovo format dei servizi, ARARAT DELIVERY. Quando parte e come funzionerà?
La versione aggiornata del nostro sito è ararat-delivery.it. Presto i clienti e amici di “Ararat” potranno ordinare i loro piatti preferiti anche a domicilio. L’idea del formato DELIVERY è nata 4 anni fa e il progetto iniziò immediatamente a svilupparsi, suscitando l’interesse dei clienti. Eppure, ho preferito metterlo in pausa per capire meglio la giusta strategia di marketing. Ora è tutto pronto per il lancio. Il progetto parte a Firenze nell’ottobre di quest’anno. Un’espansione successiva non è esclusa, ma ne parliamo la prossima volta. (Sorride).
Vuole fare un augurio ai nostri lettori?
Con piacere. “Tanta Felicità a tutti!” E, certamente, “Buon appetito!” O, come si dice in armeno, “bari akhorzhak”!

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