Dante Alighieri e Alberico di Settefrati Una lezione sul pentimento

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Inferno, Canto X, Divina Commedia, Dante Alighieri

Da dove proviene il pentimento? Che cosa accade nell’animo che si trasforma dopo aver molto peccato? Queste domande sono centrali nel cristianesimo e nell’opera di Dante Alighieri. Se la riflessione sulle proprie azioni sbagliate è solo un fatto razionale, l’anima soffre e si lacera nel conflitto tra il proprio passato e come aspirerebbe a essere (“per dritta opposizione” (Inferno, X, 50). Invece il pentimento profondo, quello che davvero permette a una persona di entrare in una fase nuova della propria vita, ad un livello più alto, non si sa da dove provenga. È qualcosa che, come una forza esterna, travolge pensieri, opere e sentimenti. Per spiegare meglio questo concetto, ci viene incontro una storia, che dà una stupefacente chiave di lettura della trilogia dantesca: è il viaggio nell’Aldilà narrato dal monaco Alberico di Settefrati, attorno al 1110. Nel Chronicon Casinese di Pietro Diacono, Alberico descrive la vicenda, bellissima, del pentimento di un uomo ricco, importante e lussurioso, che per tanto tempo aveva provato, senza riuscirvi, a sedurre una donna sposata. Il marito della donna viene rapito dai saraceni, e lei, rimasta sola, decide di concedersi al ricco lussurioso in cambio del denaro necessario al riscatto. Ed è lì, che chissà come, chissà perché, “il ricco, nell’udir questo discorso, incominciò a tremare, e ricordandosi delle sue passate malvagità, ne pianse amaramente; e chiedendo alla Donna ciò che era necessario pel riscatto del suo Consorte, le ne fece generosamente lo sborso, senza voler in verun modo abusare della medesima”. Quel che si dice una “conversione di cuore”, contro la propria stessa volontà.

ENGLISH
Dante Alighieri and Alberico di Settefrati
A lesson on regret

Where does regret come from?
What happens to the soul that transforms after having sinned?
These questions are central in Christianity and in the work of Dante Alighieri. If the self-reflection on our wrongdoings is only a rational fact, the soul suffers and tears apart in the conflict between its past and how it aspires to be (“which of a sin is just the opposite” (Purgatorio, XII, 49-50). Instead, we don’t know where to find deep regret, the one that really allows a person to enter a new phase of their life, at a higher level. It’s something that, like an external force, crushes views, works and feelings. There’s a story that better explains this concept, which provides an important key in understanding the Dantean trilogy: it’s the journey to the Beyond narrated by the monk Alberico di Settefrati, around 1110. In the Chronicon Casinese by Pietro Diacono, Alberico describes the remarkable case of regret of a rich, important and lustful man, who for a long time tried to seduce a married woman, but failed. The Saracens kidnapped the woman’s husband, and she, alone, decided to concede herself to the lascivious rich man in exchange for the money necessary to pay the ransom. And it’s then that, who knows how, or why, “the rich, in hearing such words, began to tremble, and remembering his past cruelty, cried bitterly; and asking the Woman what was necessary for the Husband to be surrendered, made a generous payment, without in any way abusing of her.” What we call a true “change of heart,” against one’s own will.

 

Alberico da Settefrati

Alberico da Settefrati, detto il Visionario, nacque da famiglia nobile a Settefrati, nell’anno 1101, è stato un monaco dell’Abbazia di Montecassino e protagonista di una visione onirica in cui narra di aver viaggiato nell’oltretomba. Racconta di aver visto San Pietro e che costui lo condusse ad osservare le pene dei dannati nell’inferno, il fiume del purgatorio e lo splendore dei santi in paradiso. La visione è riportata nel codice cassinese manoscritto n° 257 ed ha grande importanza per la storia della letteratura italiana. Sicuramente la visione fu d’ispirazione per Dante Alighieri che nei suoi viaggi a Napoli, verso il 1290-97, dovette sostare nel monastero di Montecassino e qui ebbe probabilmente occasione di consultare il manoscritto, da cui trasse l’idea del suo mistico viaggio attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.

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