Gianfranco Luzzetti Antiquario, collezionista, mecenate e poeta, ha dedicato la sua vita all’arte e alla bellezza

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A Firenze, la sua torre medievaleospita opere d’arte dal valore inestimabile

Sono in una magnifica torre medioevale in Borgo San Iacopo, cinque piani che un giorno potrebbero divenire un museo tutelato dal FAI, sono seduta davanti al suo proprietario, Gianfranco Luzzetti, un imprenditore della bellezza che mi racconta la sua vita come fosse un romanzo d’altri tempi. Nato nel 1932 a Giuncarico, in Maremma, fin da giovanissimo ha fortemente creduto nell’immaginazione, ha sognato ad occhi aperti guardando il volo dei gabbiani. L’atmosfera che respiro è sospesa tra un tempo che non esiste e uno spazio privo di definizione, perché questa torre è realmente un museo al pari dei più importanti del mondo per le opere che ospita, ed è anche una vera casa, quel luogo che accoglie, abbraccia e ripara. Al suo interno niente è lasciato al caso. Figlio di due genitori che lo hanno molto amato e che sono riusciti a trasmettergli quel potere, quasi magico, di guardare oltre una realtà illusoria e decadente, ma figlio anche di un’epoca nella quale la seconda guerra mondiale stava distruggendo tutto, dove il coraggio di immaginare la libertà e la ricostruzione di un mondo devastato non era certo speranza comune. Bello e ambito dal cinema di Luchino Visconti, Gianfranco Luzzetti è stato protagonista dei primi fotoromanzi, immortalato dal fotografo americano Bobby Kriegel su Vogue America, nel 1956, è poi divenuto antiquario, collezionista, mecenate, poeta. Nella sua autobiografia Luzzetti si racconta come un giovane uomo sempre “in fuga”, non tanto per scappare, bensì per contrastare la staticità che offusca gli orizzonti della conoscenza. Niente e nessuno l’ha tenuto fermo nell’agiatezza che la Milano degli anni ‘60 gli aveva donato; diviene il confidente dei potenti, l’ospite accogliente di un salotto di via Montenapoleone dove vende arte e bellezza, ma non solo, è l’arredatore per le più note celebrità dell’industria e della cultura, amico di uomini e donne più importanti di un’Italia che stava ritrovando fiducia e ricostruendosi con molta fatica. La Collezione di Gianfranco Luzzetti, è composta di statue, arredi, arazzi, sculture e dipinti; tra di essi Vasari, Botticelli, Pinturicchio, gli Arcimboldo, Andrea della Robbia, Guercino, Foggini e addirittura una statua michelangiolesca. Ogni stanza è piena di opere d’arte di una bellezza inaudita, sfrontata, insieme a fotografie, argenti e attimi di vita vissuta intensamente in giro per il mondo. Da circa vent’anni Luzzetti sta predisponendo le trattative per donare settantasette opere d’inestimabile valore alla città di Grosseto. Nel novembre 2018 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria mentre Fondazione CR Firenze e Fondazione Grosseto Cultura, con il sostegno del Governo nell’ambito del progetto “Bellezza recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”, hanno restaurato la sede che ospiterà il percorso espositivo museale nel Complesso delle Clarisse e nell’attigua Chiesa dei Bigi, con opere di Giambologna, Antonio Rossellino, Camillo Rusconi, Pier Dandini e molti altri artisti. Inoltre la casa-torre medievale nella quale Gianfranco Luzzetti vive a Firenze e che ospita tesori d’arte inestimabili, per volontà del suo proprietario diverrà una “donazione”, una casa-museo, un luogo dedicato alla bellezza dell’arte e visitabile da tutti. Cinque piani arredati con gusto raffinatissimo, con una meticolosa attenzione per il più piccolo dettaglio e un amore scandito dalla poesia che l’amico di una vita, Eugenio Montale, ha condiviso con lui. Una straordinaria lezione di vita per tutti coloro che ammirando il suo lascito e che, anche grazie al suo esempio, comprenderanno la capacità di conoscere e amare oltre qualsiasi possibile limite.


ENGLISH
Gianfranco Luzzetti
Antiquary, collector, patron and poet, he dedicated his life to art and beauty

In Florence, his medieval tower is home to many priceless artworks

I’m in a magnificent medieval tower in Borgo San Jacopo, five floors that one day could become a museum listed by FAI, and I’m sat facing its owner, Gianfranco Luzzetti, an entrepreneur of beauty who tells me of his life as if it was an old fashioned romantic novel. Born in 1932 in Giuncarico, in Maremma, he has always strongly believed in imagination, and since a very young age he daydreamed observing seagulls fly. The atmosphere I breathe is suspended between a time that does not exist and a space with no definition, because this tower, for the artworks it holds, is actually a museum on par with the most important ones in the world, and it’s even an actual residence, with that vibe that welcomes, embraces and shelters you. Inside, nothing is left to chance. The son of two parents who loved him very much and who were able to transmit him that power, almost magical, to look beyond an illusionary and decaying reality, but also the son of an era in which WWII was destroying everything, in which the courage of imagining freedom and the rebuilding of a tarnished world was not common hope. Beautiful and yearned by the cinema of Luchino Visconti, Gianfranco Luzzetti was the protagonist of the first photo novels, immortalized by American photographer Bobby Kriegel on Vogue America, in 1956; he then became an antiques dealer, collector, patron and poet. In his autobiography, Luzzetti talks about himself as a young man always “on the run,” not so much for escaping, but in contrast with the immobility that clouds the horizons of knowledge. Nothing and no one held him still in the comfort that Milan of the ‘60s had given him; he became the confidant of powerful men, the welcoming guest of a salon in Via Montenapoleone where he sold art and beauty, but he also became the interior designer for the most famous celebrities in business and culture, and the friend of the most important men and women of an Italy that was regaining confidence and was struggling to rebuild itself. The Collection of Gianfranco Luzzetti includes statues, furnishings, tapestries, sculptures and paintings, and among these, the ones by Vasari, Botticelli, Pinturicchio, by Arcimboldo, Andrea della Robbia, Guercino, Foggini and even a statue by Michelangelo. Every room is covered in art of extraordinary beauty, impudent, along with photographs, silverware and moments of a life lived intensely around the world. From about twenty years, Luzzetti has been working on the agreement to donate seventy-seven invaluable artworks to the city of Grosseto. In November 2018, he was given the honorary citizenship, while Fondazione CR Firenze and Fondazione Grosseto Cultura, with the support of the Government, as part of the “Beauty let’s recover the forgotten places of culture” project, have restored the location that will host the museum exhibition itinerary in the Complex of the Poor Clares and in the adjacent Church of the Bigi, with works by Giambologna, Antonio Rossellino, Camillo Rusconi, Pier Dandini and many other artists. Moreover, the home-medieval tower where Gianfranco Luzzetti lives in Florence and that is home to inestimable art treasures, as by wish of its owner, will become a “donation,” a home-museum, a place dedicated to the beauty of art and open to everyone. Five floors furnished with highly refined taste, meticulous attention for the smallest detail, and a love marked by the poem that a friend of a lifetime, Eugenio Montale, shared with him. An extraordinary lesson of life for all those who will admire his heritage and who, thanks also to his example, will understand the capacity of knowing and loving beyond any possible limit.

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