Il Battistero fiorentino di San Giovanni…come lo vide Dante Alighieri

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La tavola rappresenta la proposta ricostruttiva dell’interno del Battistero fiorentino di San Giovanni nell’undicesimo secolo, con l’abside semicircolare che contiene l’altare al posto della scarsella odierna. Nel catino dell’abside è stata ipotizzata una decorazione musiva al pari di quella presente nella copertura a spicchi del Battistero stesso. Il tema raffigurato nel catino, secondo il Professor Guido Tigler, poteva essere un Cristo Pantocratore nella mandorla, attorniato dai simboli dei quattro evangelisti su fondo blu. Al centro il disegno fa vedere come doveva apparire l’apparato battesimale costituito da una recinzione ottagonale del fonte e il retrostante recinto quadrangolare. Il fonte del “Bel San Giovanni” (Inferno XIX,17) dove nel 1266, il Sabato Santo, venne battezzato Dante Alighieri, in una cerimonia collettiva ancora presente in quell‘epoca, non esiste più, al suo posto oggi si trova una pavimentazione marmorea di forma ottagonale. Si ricorda che allora il Battesimo veniva impartito mediante immersione del neofita nell’acqua e non come adesso per aspersione. Il gesuita Giuseppe Richa, nel 1757, riprendendo da fonti precedenti, ci informa delle dimensioni del fonte e dell’ottagono; il primo aveva lati di cinque metri e il secondo lati lunghi tre metri e mezzo. Il bellissimo recinto marmoreo è stato smontato nel 1577 dal Buontalenti e, secondo una testimonianza dell’epoca, i pezzi smembrati sono finiti presso le mura della città alla mercé di chiunque volesse prenderli. Sono stati anche ritrovati come materiali da costruzione in vari luoghi di Firenze e alcuni sono finiti, dopo vicende complesse, in una Chiesa di Sarteano, dove si trovano tuttora. La storica dell’arte Nicoletta Matteuzzi li ha rinvenuti, studiati e descritti in più di un saggio. Alcune di queste formelle sono conservate al Museo dell’Opera del Duomo.

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The Florentine Baptistery of San Giovanni… as seen by Dante

The panel represents the proposed reconstruction of the interiors of the Florentine Baptistery of San Giovanni from the XI century, with the semi-circular apse that contains the altar instead of the current rectangular scarsella. In the basin of the apse, we find a mosaic decoration like the one present in the covering of the segments of the Baptistery itself. The scene depicted in the basin, according to Professor Guido Tigler, could be that of a Christ Pantocrator in the almond, surrounded by the symbols of the four evangelists on a blue background. The centre of the drawing shows how the baptismal apparatus appeared, with an octagonal enclosure of the font and a quadrangular fence in the back. The font of the “Bel San Giovanni” (Inferno XIX, 17) where in 1266, on Holy Saturday, Dante Alighieri was baptized during a collective ceremony, which was common in those days yet does not exist anymore, and in its place we can now find an octagonal marble floor. We recall how Baptism was issued by fully immersing the neophyte in the water and not as it happens today with just a light sprinkling. The Jesuit Giuseppe Richa, in 1757, retrieving from past fonts, informs us of the dimensions of the font and of the octagon; the former had five metre sides, while the sides of the latter measured three metres and a half. The beautiful marble enclosing was taken apart in 1577 by Buontalenti and, according to a testimony of the time, the dismembered pieces ended up by the walls of the city, at the mercy of whoever wanted to take them. They were also employed as construction materials in many places around Florence, while others, after a complex series of events, ended up in a Church of Sarteano, where they still are today. Art historian Nicoletta Matteuzzi has found, studied and described them in more than one essay. Some of these tiles are kept in the Museo dell’Opera del Duomo.

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