Il Vecchio Conventino

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Al tempo della Controriforma l’ordine monastico delle Carmelitane Scalze, fondato nel 1562 da Santa Teresa del Gesù, ad Avila, giunse anche a Firenze, stabilendosi nel quartiere di Sant’Ambrogio. Qui un vecchio complesso, riedificato in nuovo monastero dall’architetto Coccapani, fu benedetto dall’Arcivescovo di Firenze nel 1633 alla presenza della fondatrice Madre Geronima. Negli anni che seguirono le monache si mantennero con le offerte, le doti delle novizie e soprattutto con i lavori di cucito e ricamo. Giunsero anni bui tra 1700 e 1800: la riforma di Napoleone e quella italiana del 1866, riguardanti la soppressione degli ordini religiosi, sconvolsero anche la loro vita. Il loro convento fu requisito e adibito a carcere penale (complesso delle Murate). Dopo aver peregrinato nell’area di Arcetri, il Capitolo della Comunità decise di edificare un nuovo monastero su un terreno situato in via San Francesco di Paola, oggi via Villani, alle pendici della collina di Bellosguardo; fu eretto tra il 1893 e il 1896 nello stile neogotico allora imperante, con linee semplici, a forma di quadrilatero: all’interno un vasto cortile senza portico, su tre lati si affacciavano le celle e sul quarto sorgeva la chiesa, dedicata a Nostra Signora della Misericordia, ad unica navata. Il monastero racchiudeva anche un orto e un giardino dotato di alberi da frutto e sempreverdi. Tra le molte opere che adornavano i locali del monastero ne restano attualmente alcune pregevoli, dislocate nel convento di Santa Teresa di Via dei Bruni, sulla via Bolognese: un trittico sull’altare maggiore della chiesa dedicato alla Madonna del Carmine, opera grandiosa eseguita nello stile trecentesco allora di moda, artificiosa, ma bell’esemplare che bene si accompagnava alle strutture architettoniche neogotiche. Si conservano anche quattro quadri dello stesso formato con le storie di Cristo senza attribuzione certa, ma evidentemente opera di un buon artista che accolse le suggestioni della pittura manierista del 1500 fiorentino, con riferimenti ad Andrea del Sarto e Dürer. Nella sagrestia una splendida crocifissione, che la critica attribuisce a Francesco Furini. Durante la Prima Guerra Mondiale il monastero di via Villani fu requisito e trasformato in ospedale militare; le Carmelitane lo abbandonarono e nel 1925 cedettero le parti della chiesa e della foresteria alle Suore della Madonna della Misericordia, tuttora proprietarie dei due immobili, adibiti per lungo tempo a scuola. Nel 1920 la Società Artistica Vignali acquistò il resto del monastero, rinominato popolarmente Conventino. Divenuto poi proprietà del Cavalier Uzielli, egli lo adattò a uso locativo per artigiani, artisti, studi e laboratori d’arte. Luogo frequentato e abitato da pittori, intellettuali, scrittori quali Annigoni, Rosai e Venturi. Durante il Fascismo vi si tennero attività clandestine e fu anche nascondiglio di dissidenti. Nel 1975 il Comune di Firenze acquistò la struttura e iniziò un progetto di restauro, concluso nel 2009. Oggi è sede del progetto Officina Creativa by Artex, che ospita trenta realtà artigianali specializzate in produzioni di manufatti tipici tradizionali. Questo luogo merita certamente una visita e si può frequentare da Lunedì a Sabato, dalle 8.00 alle 21.00.

ENGLISH
The Vecchio Conventino

During the Counter-Reformation, the monastic order of the Discalced Carmelites, founded in 1562 by St. Therese of Lisieux, in Avila, arrived also to Florence, establishing itself in the neighbourhood of Sant’Ambrogio. Here, in 1633, in the presence of the founder Mother Geronima, the Archbishop of Florence blessed an old complex that had been rebuilt into a new monastery by the architect Coccapani. In the years that followed, the nuns supported themselves with the offerings, the dowries of the novices, and especially thanks to their sewing and knitting works. Many dark years came between 1700 and 1800: the reform of Napoleon and the Italian one of 1866, which concerned the suppression of religious orders, shocked even their lives. Their convent was stripped away and turned into a criminal prison (the complex of Le Murate). After roaming to the area of Arcetri, the Chapter of the Community decided to build a new monastery on the land situated in Via San Francesco di Paola, now Via Villani, at the foothills of Bellosguardo; it was erected between 1893 and 1896 in the neo-gothic style prevalent at the time, with simple lines, in the shape of a quadrilateral: inside, a vast courtyard with no porch, the cells overlooked on three sides, and on the fourth was the church, dedicated to Our Lady of Mercy, with just one nave. The monastery also had a vegetable garden and a garden with fruit trees and evergreens. Among the many artworks that adorned the halls of the monastery, there are still some remarkable ones, located in the convent of St. Therese in Via dei Bruni, on Via Bolognese: a triptych on the main altar of the church dedicated to Our Lady of Carmel; a great work realized in fourteenth century style that was trendy at the time, contrived, yet a good example that blended well with the neo-gothic architectural structures. There are also four paintings in the same format portraying the stories of Christ without certain attribution, but clearly the work of a good painter who welcomed the ideas of Florentine Mannerist painting of the 1500s, with references to Andrea del Sarto and Dürer. In the sacristy, a magnificent crucifixion, which critics attribute to Francesco Furini. During WWI, the monastery of Via Villani was requisitioned and transformed into a military hospital; the Carmelites abandoned it, and in 1925 they gave up the church and the guest quarters to the Nuns of Our Lady of Mercy, who still own the two buildings, which were used for many years as a school. In 1920, the Vignali Arts Society purchased the rest of the monastery, commonly renamed Conventino. It then became the property of Cavalier Uzielli, who adapted it for rental use by artisans, artists, art studios and labs. A place that was popular among painters, intellectuals and writers, such as Annigoni, Rosai and Venturi. During Fascism, clandestine activities were carried out here, and it was also a hideout for dissidents. In 1975, the City of Florence purchased the structure and began a restoration project, concluded in 2009. Today it’s the headquarters of the Officina Creativa by Artex project, which homes thirty artisan realities specialized in the production of typical traditional artefacts. It is certainly worthy of a visit and can be accessed from Monday to Saturday, from 8am to 9pm.

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