Francesco d’Assisi, Dante e Frate Elia “...Di questa costa, là dov’ella frange più sua rattezza, nacque al mondo un sole, come fa questo talvolta di Gange...”

0
Archivio Fotografico Sacro Convento Assisi

Francesco d’Assisi nacque nel luogo che si trova tra i fiumi Topino e Chiascio e che scende dal monte Ausciano e degrada alla costiera del monte Subasio dal quale Perugia riceve il calore estivo e il freddo invernale dal lato di Porta Sole; dalla parte opposta del monte ci sono invece Nocera Umbra e Gualdo Tadino. Da questa costiera meno ripida del monte, ad Assisi, nacque un Sole per il mondo intero, Francesco. Per Dante, Francesco è l’Oriente, colui che è nato con una “illuminazione” completa. Il Sommo Poeta prova per Francesco grande amore e ammirazione. Pur potendo seguire altri ideali, Francesco ha il coraggio di rinunciare a tutti i suoi beni “terreni” per sposare “Madonna Povertà”. Dalle cronache di Frate Mariano da Firenze, divulgate nel 1600 da Antonio Tognocchi da Terrinca, e grazie all’affresco nella Basilica Inferiore d’Assisi, “Allegoria della Castità” di scuola giottesca, nel quale sono enunciate le tre famiglie dell’Ordine Francescano, sappiamo che Dante fu terziario dell’Ordine. I Francescani hanno reso onore al Sommo Poeta nei secoli, commentando e condividendo i versi della Divina Commedia nelle chiese, con le opere d’arte che lo raffigurano e con monumenti in suo onore, e custodendo gelosamente le sue ossa a Ravenna. Nel 1519, anche grazie a una supplica di Michelangelo al Papa Leone X, venne concesso a Firenze di riportare in patria le ossa del poeta esiliato, ma all’apertura del sarcofago le ossa erano scomparse. I frati Francescani poco prima avevano praticato un foro nel muro dal chiostro retrostante per “mettere in salvo” i resti del poeta, considerato uno di loro. A nulla valsero le suppliche di restituzione. Lo stesso sarcofago fu trasferito nel chiostro di San Francesco e gelosamente sorvegliato. Nel 1810 i frati nascosero le ossa di Dante ancora una volta per evitare che divenissero bottino di guerra, tanto che non si seppe più nulla riguardo alla loro collocazione fino alla metà dell’Ottocento. Ad Assisi, il 12 dicembre del 1818, dopo seicento anni, anche la salma di San Francesco veniva ritrovata e portata alla luce. Dante e Francesco, due grandi figure della storia, unite nel loro destino quali fari dell’umanità. Alla morte di Francesco, l’Ordine fu portato avanti da Frate Elia da Cortona, il primo Custode del Sacro Convento, della Tomba di San Francesco e della Basilica, proclamata da Gregorio IX “Caput e Mater” di tutto l’Ordine Minoritico, ma fu anche il progettista ed esecutore della splendida Basilica di Assisi dedicata a Francesco. Frate Elia fu scomunicato insieme all’imperatore Federico II, che intervenne direttamente in sua difesa in occasione della deposizione e rimozione dall’Ordine nel maggio del 1239, accusato di tendenze ghibelline. Fu in quel momento che Federico II, tra il 1241 e il 1242, inviò Frate Elia quale suo Legato in Oriente, per risolvere la critica situazione tra l’imperatore latino di Costantinopoli, Baldovino, e quello greco, Vatacio di Nicea. Federico II fu battezzato e visse i suoi primi anni tra Foligno e Assisi, e la sua figura, insieme a quella della madre, Costanza d’Altavilla, sono scolpite nella facciata romanica del Duomo di San Rufino in Assisi. Oggi il nostro Papa, primo gesuita al soglio pontificio nella storia della chiesa, ha scelto di chiamarsi Francesco cercando di avviare un nuovo ciclo per “riscoprire la sapienza francescana”, come lui stesso ha dichiarato.

ENGLISH
Francis of Assisi, Dante and Friar Elias
“…Out of this hillside, where it breaketh most
its steepness, to the world a sun was born,
as out of Ganges this one is at times…”

Francis of Assisi was born in the area found between the Topino and Chiascio rivers, which descends from the Ausciano Mountain and slopes down to the coast of mount Subasio, from which Perugia receives the summer heat and the winter cold facing the side of Porta di Sole; on the opposite site of the mount, instead, are Nocera Umbra and Gualdo Tadino. On this less steep side of the mountain, in Assisi, a Sun for the whole world was born: Francis. For Dante, Francis was the East, he who was born with a complete enlightenment. The Divine Poet felt great love and admiration for Francis. Even if he could follow different ideals, Francis had the courage to give up all of his terrestrial possessions to marry “Lady Poverty.” From the chronicles of Friar Marian of Florence, divulged in the year 1600 by Antonio Tognocchi of Terrinca, and thanks to the fresco in the Lower Basilica of Assisi, “Allegory of Chastity,” of the school of Giotto, in which the three families of the Franciscan Order are enunciated, we learn that Dante was a tertiary of the Order. Throughout the centuries, the Franciscans have revered the Divine Poet, commenting and sharing the verses of the Divine Comedy in churches, through artworks that depict him, monuments in his honour, and by jealously safeguarding his bones in Ravenna. In 1519, also thanks to a plea by Michelangelo to Pope Leo X, Florence was granted the right to repatriate the bones of the exiled poet, however, when the sarcophagus was opened, the bones were gone. Shortly before, the Franciscan friars had made a hole in the wall of the rear cloister to “salvage” the remnants of the poet, who they considered to be one of them; to no avail were the prayers of restitution. In 1810, the friars hid Dante’s bones once more to protect them from becoming spoils of war, so much so that their whereabouts remained unknown until the mid 1800s. In Assisi, on December 12, 1818, after six hundred years, the psalm of Saint Francis was also found and brought back to light. Dante and Francis, two great historic personalities, united in their destiny as beacons of humanity. Upon the death of Francis, Friar Elias of Cortona led the Order, the first Custodian of the Sacred Convent, of the Tomb of Saint Francis and of the Basilica, proclaimed by Gregory IX “Caput e Mater” of all the Minor Order, but was also the one who conceived and executed the splendid Basilica of Assisi dedicated to Francis. Friar Elias was excommunicated together with emperor Federico II, who intervened directly in his defence in occasion of the deposition and removal of the Order in May 1239, accused of Ghibelline tendencies. It was in that moment that Federico II, between 1241 and 1242, sent Friar Elias as his Legate in the East, to resolve the critical situation between the Latin emperor of Constantinople, Baudouin, and the Greek one, Vatatzes of Nicaea. Federico II was baptized and lived his first years between Foligno and Assisi, and his figure, together with that of his mother, Constance of Hauteville, is carved in the Romanesque façade of the Duomo of San Ruffino, in Assisi. Our current Pope, the first Jesuit in the history of the Church to assume the Pontificate, chose to be named Francis, in an attempt to begin a new cycle of “rediscovery of the Franciscan knowledge,” as he himself has said.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.