Lo Spedale del Bigallo a Bagno a Ripoli

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Disegno di Massimo Tosi tratto da I LUOGHI DI LEONARDO volume edito da Federighi Editori, 2019 Drawing by Massimo Tosi, from I LUOGHI DI LEONARDO Volume published by Federighi Editori, 2019

Lo Spedale del Bigallo, sito sulla strada collinare che da Firenze porta ad Arezzo, deve molto probabilmente il suo nome alla struttura viaria e al toponimo bivius galli, in quanto posto al bivio tra l’antica via del Gallo e la via Aretina. Fu fondato nel 1214 lungo quell’importante direttrice viaria per aiutare i poveri e rifocillare i pellegrini. Sappiamo anche il nome del donatore e fondatore, Dioticidiede di Bonaguida del Dado. La compagnia fiorentina detta di Santa Maria Maggiore, una confraternita religiosa, lo gestì dal 1245, e in seguito cambiò il nome in Compagnia del Bigallo, proprio dal nome di questo spedale. Un gallo in campo azzurro con la sigla S. M. B. (Santa Maria del Bigallo), è lo stemma della compagnia, visibile in più esemplari all’interno e all’esterno dell’edificio. In epoca successiva la confraternita si unì alla confraternita della Misericordia. Divenne monastero di clausura per le monache di Casignano, in via definitiva dal 1503; la funzione di ricovero per poveri e i viandanti rimase, ma gli ambienti monastici furono separati in maniera netta da quelli dedicati all’ospitalità La chiesa subì una trasformazione nel XVII secolo quando fu creata la sagrestia. Anche questo monastero venne soppresso nel 1808 dal governo francese e gli ambienti furono trasformati in abitazioni per contadini.

Proprio di fronte all’ospedale è sita la fonteviva che rifornisce di acqua sorgiva tutto il complesso. Questa presenza risulta fondamentale per il ristoro dei pellegrini e dei viandanti, come anche è fondamentale l’altro pozzo all’interno del cortile dell’ospedale stesso. Recentemente il complesso ha subito interventi di risanamento e riqualificazione che hanno permesso di riportarlo all’antica funzione di accoglienza: oggi è una struttura turistica comunale. Nonostante la complessità della sua storia, lo spedale conserva ancora numerosi ambienti particolari molto suggestivi, come il grande refettorio su cui si affaccia il pulpito per le letture, la monumentale cucina dominata dal grande camino impostato su colonnine in pietra e l’antico lavabo in pietra. Esistono ancora le camerate utilizzate in passato come corsie ospitaliere e come posti letto delle monache. La chiesa è costituita da un unico ambiente parallelo alla via, al quale si accede dal caratteristico loggiato formato da cinque arcate a tutto sesto sorrette da massicci pilastri quadrangolari. Il complesso è dotato di corte che serviva per la distribuzione interna degli spazi compreso il seminterrato, dove è situata la stanza del bucato, dotata di un antico incavo dove si poneva la conca di cotto per lavare i panni. Interessante e originale anche il sistema di approvvigionamento delle acque, fatto di arcate rette da rozzi e massicci pilastri che attraverso canali convogliavano all’interno sia l’acqua dalla fonte che quella piovana.

ENGLISH
The Hospital of the Bigallo in Bagno a Ripoli

The Hospital of the Bigallo, situated on the panoramic route that stretches from Florence to Arezzo, probably owes much of its name to the roads and the toponymy of the bivius galli, located at the crossroads between the ancient via del Gallo and via Aretina. It was realized in 1214 along this important route to help the poor and refresh the pilgrims; the donor and founder was Dioticidiede di Bonaguida del Dado. The Florentine company of Santa Maria Maggiore, a religious brotherhood, managed it from 1245, and changed its name to Compagnia del Bigallo, from the name of this hospital. A rooster on a blue background with the initials S. M. B. (Santa Maria del Bigallo) is its crest and is visible in several copies, both in and outside the building. Later on, the brotherhood joined the confraternity of the Misericordia. The structure became a cloistered monastery for the nuns of Casignano, definitively since 1503; it remained a refuge for the poor and wayfarers, although the monastic areas were clearly separated from those dedicated to hospitality. The church underwent a transformation in the 17th century, when the sacristy was realized. The monastery was suppressed in 1808 by the French government, and its spaces were transformed into farmers’ homes.

Facing the hospital is the fonteviva, which provides spring water to the entire complex. This presence is crucial for the refreshment of pilgrims and wayfarers, as is the other well found inside the courtyard of the hospital itself. Recently, the complex has undergone restoration and requalification interventions that have allowed the recovery of its ancient hospitality function; today, it’s a municipal tourist structure. Despite the intricacy of its history, the hospital still retains numerous unique and highly suggestive areas, such as the great refectory, on which the pulpit for the readings overlooks, the monumental kitchen dominated by the grand fireplace based on stone pillars, and an ancient limestone sink. The rooms that once were hospital wards and sleeping areas for nuns still exist. The church consists of a single space, parallel to the road, which can be accessed through the characteristic gallery formed by five round arches, supported by massive square pillars. The structure has a court, which was used for the internal distribution of spaces, including the basement, where the laundry room is located, which features an ancient recess where the terracotta basin for washing clothes was found. The water supply system is also remarkable and original, made of arches held up by coarse and thick pillars that channelled both the water from the source and rain.

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