Raffaello e Firenze Il 6 aprile 2020 ricorrono i cinquecento anni dalla morte di Raffaello Sanzio

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Nell’anno delle celebrazioni in memoria della morte di Raffaello è interessante ricordate i legami tra l’artista e la Città del Giglio. Quando Raffaello arriva a Firenze, nel 1504, ha già varie esperienze pregresse: nato ad Urbino nel 1483 e figlio di un pittore, aveva lavorato a Città di Castello e Perugia, e nei primi anni guarda a Perugino e realizza disegni in rapporto con la biblioteca Piccolomini di Pinturicchio, all’epoca costoro erano i due pittori umbri più celebri. Raffaello arriva con la raccomandazione di Giovanna Feltria, figlia di Federico da Montefeltro, e capisce la potenza rivoluzionaria di quel cruciale momento: il David di Michelangelo è appena terminato e Leonardo lavora alla Battaglia di Anghiari per Palazzo Vecchio. I mercanti fiorentini iniziano a commissionargli ritratti: fra i tanti, Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, i proprietari del Tondo Doni di Michelangelo. Realizza molte Madonne, ormai migrate all’estero, con le poche e importanti eccezioni della Madonna del Granduca a Palazzo Pitti e la Madonna del Cardellino agli Uffizi. Importante commissione è la Pala per la Cappella Dei in Santo Spirito a Firenze, mai terminata per il trasferimento di Raffaello a Roma nel 1508 e ora a Palazzo Pitti. Nella Città Eterna, Raffaello diventa il pittore di riferimento di Papa Giulio II e, come rivale, ha Michelangelo che, tra 1508 e 1512, sta dipingendo la volta della Cappella Sistina. Raffaello in pochi anni crea alcune delle più straordinarie immagini del Rinascimento italiano, ad esempio gli affreschi della Stanza della Segnatura in Vaticano, e studia in modo sempre più approfondito la Roma antica, in sintonia con gli interessi del nuovo papa, il fiorentino Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico, eletto nel 1513. Raffaello ritrae vari membri della famiglia Medici, Giuliano Duca di Nemours e Lorenzo Duca di Urbino, rispettivamente fratello e nipote del Papa, questi raffigurato in un ritratto, ora a Firenze, accanto a suo cugino Giulio, futuro Papa Clemente VII. Negli anni del pontificato leonino si colloca l’ultimo periodo della vita di Raffaello, morto il 6 aprile 1520. L’artista è occupato in un numero incredibile di progetti, dalla ricostruzione di San Pietro alla pianta di Roma antica, dalla pittura della loggia della Farnesina a quella delle Stanza Vaticane, fino alla celeberrima Trasfigurazione, creata per il cardinal Giulio de’ Medici. Nel suo periodo romano Raffaello avrebbe partecipato alla gara per la facciata di San Lorenzo a Firenze, vinta da Michelangelo, e avrebbe creato per la stessa città il progetto di Palazzo Pandolfini in via San Gallo, dipingendo capolavori oggi conservati a Firenze, particolarmente la Madonna della Seggiola, la Madonna dell’Impannata e la Velata.

ENGLISH
Raffaello and Florence
April 6, 2020 marks the 500 years since the death of Raffaello Sanzio
In the year that marks the quincentenary since the death of Raffaello, it’s interesting to recall the ties the artist had with the “City of the Lily.” When Raffaello arrived in Florence, in 1504, he had already collected several previous experiences: the son of a painter, born in Urbino in 1483, he had worked in Città di Castello and Perugia, and during the first years he studied Perugino and realized drawings in relation to the Piccolomini library by Pinturicchio, who, at the time, were the two of the most famous Umbrian painters. Raffaello arrived under the recommendation of Giovanna Feltria, daughter of Federico da Montefeltro, and understood the revolutionary power of that moment: the David by Michelangelo had just been finished, and Leonardo was working on The Battle of Anghiari in Palazzo Vecchio. Florentine merchants began to commission him portraits: among others, Agnolo Doni and Maddalena Strozzi, owners of the Doni Tondo by Michelangelo. He realized many Madonnas that are now found in foreign countries, with a few important exceptions such as the Madonna del Granduca in Palazzo Pitti and the Madonna of the Goldfinch at the Uffizi. An important commission was the Altarpiece for the Dei Chapel in Santo Spirito in Florence, which was never completed due to the transfer of Raffaello to Rome in 1508, and is now in Palazzo Pitti. In the Eternal City, Raffaello became the painter of reference for Pope Julius II, rivalled only by Michelangelo, who, between 1508 and 1512, painted the vault of the Sistine Chapel. In a few years, Raffaello created some of the most extraordinary images of the Italian Renaissance, such as the frescoes in the Stanza della Segnatura in the Vatican, and also learned always more about ancient Rome, in accord with the interests of the new pope, the Florentine Leo X, son of Lorenzo the Magnificent, elected in 1513. Raffaello realized the portraits of several members of the Medici family, including Giuliano Duke of Nemours and Lorenzo Duke of Urbino, respectively the brother and nephew of the Pope, who was depicted in a portrait, now in Florence, beside his cousin Giulio, then Pope Clement VII. The years of the leonine papacy coincide with the last period of the life of Rafaello, who died on April 6, 1520. The artist was busy with an incredible number of projects, from the reconstruction of Saint Peter’s to the plan of ancient Rome, from painting the loggia of the Farnesina to that of the Vatican Rooms, until the world-famous Transfiguration, which he realized for cardinal Giulio de’ Medici. While in Roman, it is said that Raffaello took part in the competition for the façade of San Lorenzo in Florence, won by Michelangelo, and for the same city he had created the project for Palazzo Pandolfini in via San Gallo, realizing artworks that are now kept in Florence, in particular the Madonna della Seggiola, the Madonna dell’Impannata and the Velata.

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