Dante Alighieri e la circolarità del suo viaggio  

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“Nel mezzo del cammin di nostra vita” a Dante non capitò di “trovarsi” in una “selva oscura”, ma di “ritrovarsi” in quella selva che “rinova” la paura. E, ancora, Dante non sa ben “ridir” come vi entrò. Perché, in particolare nel primo Canto dell’Inferno, vi è questo costante riferimento alla ripetizione? Lo stesso Virgilio è pressoché esplicito quando chiede: “ma tu perché ritorni a tanta noia?” (v-76). Nel secondo canto del Purgatorio, al suo amico (e probabilmente collaboratore in musica) Casella, Dante dice espressamente: “per tornar altra volta / là dov’io son, fo io questo viaggio”, v.91-92). Davvero, la Commedia è disseminata di indizi che ci fanno capire come questo percorso non sia lineare, ma sia piuttosto circolare, nel senso di ripetibile. L’Inferno stesso inizia con Dante che ha perduto la memoria e sta cercando di ricostruire i propri passi. Sembra una persona che era svenuta e che ora stia faticosamente recuperando la lucidità. E, in parallelo, l’ultima fase del Paradiso è di colui che avverte di perdere (nuovamente, appunto), i sensi, perché in prossimità della visione di Dio. E come descritto nei secoli da mistici e asceti, al culmine di questo viaggio spirituale, è inevitabile ricominciare tutto da capo: “sì come rota ch’igualmente è mossa”.

ENGLISH
Dante Alighieri and his circular journey

“In the middle of the journey of our life,” Dante did not happen to “be” in a “dark wood,” but rather he “came to” himself in said wood, which “recreates” fear. And, furthermore, Dante is unable to “rightly say” how he entered it. Why – especially in the first Canto of the Inferno – is there such a constant reference to repetition? Even Virgil is somewhat explicit when he asks: “why do you turn back towards such pain?” (v. 76). In the second canto of the Purgatorio, to his friend (and, most likely, his musical collaborator) Casella, Dante clearly says: “I make this journey / in order to return here again / where I am” (v. 91-92). Truly, the Commedia is filled with clues that make us understand how this path is not linear, but rather quite circular, in the sense that it is repeatable. The Inferno itself starts with Dante who has lost his memory and is trying to recall his footsteps. He appears like a person that had fainted and that is now struggling to recover his lucidity. And, at the same time, the last stage of the Paradiso is that of someone who feels that he his losing (once again, in fact), his senses, because he is in the proximity of the vision of God. And as described in the centuries by mystics and ascetics, at the peak of this spiritual journey, it is inevitable to start over from the beginning: “like a wheel that is turned, equally.”

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