Rinasce Firenze Firenze, bella come sa essere, vi aspetta di nuovo

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Firenze, un pomeriggio di fine giugno scorso. Un gruppo di giovani, distanziati tra loro, sta parlando vicino alla grande statua del Nettuno di Bartolomeo Ammannati, che troneggia in piazza della Signoria.

Poco più in là una coppia di turisti stranieri sta bevendo un caffè seduta in un dehor di un locale. Mi si stringe il cuore a vedere che Firenze, la mia città, a poco a poco si sta rianimando. Abbiamo tutti scolpite nella mente le terribili immagini dei mesi scorsi, nel pieno della pandemia da Covid-19. Le migliaia di morti, l’affanno degli ospedali, il lavoro instancabile dei sanitari, e il vuoto terribile delle nostre città. Ci siamo chiusi in casa per salvarci e le città sono rimaste mute e silenziose ad attenderci. Che pena vedere le nostre piazze, le nostre chiese, i nostri musei, i nostri quartieri svuotati di persone e anche di senso. Che gioia adesso averli visti animarsi di nuovo. Ma non tutto è come prima. L’impatto che il Coronavirus ha lasciato è, senza giri di parole, disastroso: nella città metropolitana di Firenze calcoliamo 1 miliardo di euro di danni al turismo, 1,2 miliardi di euro di danni al commercio e 5,5 miliardi di euro di danni all’export (moda, meccanica e altri settori) nel quale Firenze è tradizionalmente leader. Per il comune stimiamo un ammanco di quasi 200 milioni di euro a meno che non arrivino gli aiuti dal Governo che il Presidente Conte ha promesso ai sindaci italiani. Attorno a noi respiriamo ancora paura e diffidenza. Che fare dunque? Firenze non può rimanere con le mani in mano. Abbiamo riaperto i nostri musei e monumenti, abbiamo consentito ai locali di poter avere più spazi all’aperto per consentire di far tornare le persone in sicurezza, se abbiamo dovuto annullare i grandi eventi live l’Estate non sarà comunque priva di appuntamenti culturali: dal festival Fabbrica Europa alla Città dei lettori, dai cinema sotto le stelle in location suggestive come il Chiostro grande di Santa Maria Novella e Villa Bardini agli eventi della Manifattura Tabacchi. La situazione sanitaria, per fortuna, ci fa guardare ai prossimi mesi con tranquillità. Ma oltre all’immediato, Firenze vuole guardare al futuro con rinnovata fiducia. Per questo abbiamo presentato il piano Rinasce Firenze che riguarda tutti i settori della vita della città e abbiamo predisposto un Iban (IT75I0306902887100000300015) dove convogliare le offerte e siamo convinti che queste arriveranno dai nostri concittadini, dagli italiani e da tutto il mondo. Abbiamo già ricevuto alcune donazioni da cittadini russi e americani e ci hanno contattato anche da altri Paesi.

Proprio come aveva dichiarato il sindaco Piero Bargellini all’indomani dell’alluvione del 1966, “Firenze ha bisogno del mondo, ma il mondo ha bisogno di Firenze”. Oggi come allora siamo convinti che in molti risponderanno al nostro appello. La città è patrimonio Unesco ed è universalmente riconosciuta come la culla dell’Umanesimo, dell’arte e della cultura. Ora abbiamo di fronte a noi la sfida di un nuovo Rinascimento, e Firenze deve essere all’altezza di questa sfida, puntare a essere ancora di più una città innovatrice, ambiziosa, ancorata alle sue radici ma proiettata nella contemporaneità. Con le donazioni ricevute vorremmo prima di tutto aiutare il settore culturale a risollevarsi: questo, come il comparto turistico, è stato uno dei più flagellati dalla crisi dovuta alla pandemia. Ogni anno spendiamo 10 milioni di euro per la manutenzione del patrimonio culturale di nostra proprietà. Auspico che la cifra raccolta possa consentirci anche altri interventi, a partire dal sociale e dai servizi per i più deboli che, pur nelle difficoltà di questi mesi, non abbiamo mai accantonato. E a chi dona voglio fare una promessa: come Firenze non ha dimenticato i suoi “angeli” del fango del 1966, così non dimenticherà questi nuovi  “angeli” di Firenze del mondo post-covid. Il loro contributo alla rinascita della città sarà ricordato degnamente come ancora oggi ricordiamo i benefattori di Firenze dal Medioevo in poi. A loro, a tutti gli altri, vogliamo mandare questo messaggio: Firenze, bella come sa essere, vi aspetta di nuovo.

Dorin Vasilescu Photographer
©2020 Dorin Vasilescu | www.timmistudio.com

ENGLISH
Rinasce Firenze
Florence, beautiful as always, is ready to welcome you again

Florence, in an evening of late June: a group of youngsters, distanced from one another, is talking near the great statue of Neptune by Bartolomeo Ammannati, which rises majestically in Piazza della Signoria.

A little farther away, a couple of foreign tourists are sipping on a coffee while sitting at the patio of a bar. It breaks my heart to see Florence, my city, as it slowly recovers. The terrible images of the past months are still very vivid, in the midst of the Covid-19 pandemic: the thousands of dead, the overwhelmed hospitals, the tireless work of healthcare staff, and the horrific emptiness of our cities. We were locked in our homes to save ourselves, while the city remained silent and eerie, as it waited for our return. What a pity to see our piazzas, our churches, our museums, and our neighbourhoods, emptied of their people and also of their meaning. What joy to see them now, reinvigorated with new life. But nothing is as it was. Without beating around the bush, the impact that Coronavirus had is devastating: in the metropolitan city of Florence, we calculate about 1 billion euro in damages to the tourism industry, 1.2 billion euro in damages to commerce, and 5.5 billion euro in damages to export (fashion, mechanical industry and other sectors), in which Florence is namely a leader. For the City of Florence, we estimate a shortfall of almost 200 million euro, unless we receive funding from the Government, which President Conte promised to Italian mayors. Around us, fear and diffidence are still tangible. So what should we do? Florence cannot sit on its hands and do nothing. We reopened our museums and monuments, we allowed restaurants and bars to have more outdoor seating for clients to feel safe, and, despite having to cancel the main events scheduled for this summer, the Estate Fiorentina will still be filled with cultural moments: from the Fabbrica Europa festival at the Città dei Lettori to the open-air cinemas in suggestive locations, such as the grand Cloister of Santa Maria Novella and Villa Bardini, or even the events at the Manifattura Tabacchi. The healthcare situation, luckily, allows us to look at the next few months with a certain degree of tranquillity. However, besides the immediate present, Florence wants to look at the future with renewed trust. For this reason, we presented the Rinasce Firenze plan, which involves all of the different sectors of the city’s life, and we set up a bank account (IT75I0306902887100000300015) to gather funds; we are convinced that donations will come from our fellow citizens, from other Italians, and from people all over the world. We have already received donations from American and Russian citizens, and other countries have contacted us too.

In the words of mayor Piero Bargellini, the day after the flooding of 1966, “Florence needs the world, but the world needs Florence.” Now, like then, we are convinced that many will respond to our plea. The city is a UNESCO World Heritage site, and is universally known as the cradle of Humanism, art, and culture. Today we are facing the challenge of a new Renaissance, and Florence must rise to this feat, with the aim of becoming an even more innovative and ambitious city, anchored to its roots but projected into contemporaneity. With the donations we have received, we’d like to, first of all, help the cultural sector bounce back: this is, indeed, along with the tourism industry, one of the most affected fields of the crisis that ensued from the pandemic. Every year we spend 10 million euro for the maintenance of the cultural heritage that we own. I hope that the amount of donations we will gather will allow us to carry out further interventions, starting from welfare and services for the most needy, who we never abandoned, albeit the difficulties of these months. And to those who donate, I want to make a promise: just like Florence never forgot its “mud angels” from 1966, it will never forget these new “angels” in the post-Covid era. All contributions towards the rebirth of the city will be aptly remembered, just as we are still celebrating the benefactors of Florence from the middle ages onwards. To them, to all the rest, we want to send this message: Florence, beautiful as always, is ready to welcome you again.

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