Alba rosa Pitture al femminile di Elisabetta Rogai

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Un’alba rosa. Come quella che finalmente iniziamo a intravedere dopo il lockdown. Come il sorgere del sole, specialmente in estate. Come lo sono sempre le rinascite e come accade quando sono le donne a rimettersi in marcia. Riunisce tutto questo e molto di più il titolo che abbraccia i dipinti di Elisabetta Rogai esposti nel foyer del Gran Teatro Puccini di Torre del Lago (Viareggio, Lucca), fino al 21 agosto. È stato lo sguardo al femminile della presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Maria Laura Simonetti, a volere che l’universo delle donne ritratte dall’artista fiorentina accompagnasse il pubblico del teatro, in modo che più arti si incontrassero e si intrecciassero a margine del cartellone della stagione, in un’unica sinfonia di colori e musica. È nata così la mostra “Alba rosa. Pitture al femminile di Elisabetta Rogai”, con una folla di signore che sulla tela raccontano la loro storia, la loro vitalità, la speranza e il fascino. E saranno queste protagoniste le prime a festeggiare idealmente i primi 50 anni di attività dell’artista che le ha dipinte, esplorando nel corso del tempo le tecniche più diverse, tradizionali e non. Dal 2011 il cammino della Rogai prosegue sul sentiero dell’ “Enoarte”, risultato di una sua intuizione rivoluzionaria: sulla tavolozza, infatti, il vino diventa arte grazie alla tecnica di fissaggio naturale. I colori cioè non sbiadiscono oltre una certa soglia. E il vino quindi invecchia sulla tela passando dalle cromie tipicamente giovanili a quelle caratteristiche della maturità. Di norma, in cantina questo processo richiede diversi anni, mentre sulla tela la trasformazione della nouance si avvia già dopo un mese e si completa nei mesi successivi. Lo stesso vale per l’aceto balsamico, di cui in mostra si potrà ammirare un’opera. Per dimostrare questa straordinaria tecnica pittorica, durante il vernissage del 10 luglio, Elisabetta Rogai ha dato vita a una live performance di Enoarte con una dedica speciale a Giacomo Puccini. Elisabetta Rogai ha donato alla Fondazione Festival Pucciniano un’opera dipinta col vino ispirata a Madama Butterfly. Del resto Elisabetta Rogai è un’artista abituata alle eroine, di ieri e di oggi. Come quando ha dipinto il ritratto di Oriana Fallaci per il Consiglio Regionale della Toscana, oppure quando, nel 2015, ha realizzato il Drappellone del Palio di Siena, rappresentando la Madonna Assunta in cielo con un’aureola di spighe di grano, con esplicito riferimento al contenuto dell’Expo “Nutrire il pianeta”. Elisabetta Rogai è l’unica artista donna che ha eseguito l’affresco celebrativo per i 70 anni della Scuola di Guerra Aerea di Firenze e una “sintesi”, olio su tela, donata dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica al Presidente della Repubblica, per gli 85 anni della Forza Armata.

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Pink dawn. Women paintings by Elisabetta Rogai

A pink dawn. Just as the one that we are beginning to finally glimpse after lockdown. Just like sunrise, especially during summer. As rebirths always are and as it happens when women lead the march. All of this, and much more, is encompassed by the title that embraces the paintings of Elisabetta Rogai, exhibited at the foyer of the Gran Teatro Puccini in Torre del Lago (Viareggio, Lucca), until August 21. It is the president of the Festival Pucciniano Foundation, Maria Laura Simonetti, who requested that the universe of women depicted by the Florentine artist accompanied the theatre’s audience, so that several members would intersect beside the seasonal playbill, in a single symphony of colours and music. Thus, the exhibit “Pink dawn. Women paintings by Elisabetta Rogai” came to be, with a crowd of women who told their story, their vitality, hope and charm through canvases. And it will be these protagonists who will ideally be the first ones to celebrate the first 50 years of activity of the artist who portrayed them, exploring, in time, very different techniques, both traditional and not. Since 2011, the Rogai’s journey continued on the path of “Enoarte,” the result of a revolutionary intuition: on the canvas, wine turns into art thanks to her natural fastening technique. The colours, in fact, do not fade beyond a certain level. Thus, wine ages on the canvas, going from typically young shades to the ones that characterize maturity. This process namely requires several years in wine cellars, whereas on canvas the transformation of the nuances occurs already after a few weeks, and is completed in the following months. The same is true for balsamic vinegar, of which a work is present and can be admired at the show. To demonstrate this extraordinary pictorial technique, during the vernissage of July 10, Elisabetta Rogai started a special live performance by Enoarte dedicated to Giacomo Puccini. Elisabetta Rogai donated to the Festival Pucciniano Foundation an artwork painted using wine and inspired to Madama Butterfly. After all, as an artist, Elisabetta Rogai is used to heroines, of both yesterday and today. Just like when she painted the portrait of Oriana Fallaci for the Regional Council of Tuscany, or when, in 2015, she realized the Drappellone for the Palio of Siena, depicting Madonna Assunta in the sky with an areola of corn ears, an explicit reference to the theme of Expo: “Nourish the planet.” Elisabetta Rogai is the only woman artist who has carried out the celebratory fresco for the 70 years of the School of Air War of Florence as well as a “synthesis,” oil on canvas, donated by the Chief of State of Aviation to the President of the Republic, in occasion of the celebration of the 85 years of the Armed Forces.

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