La Madonna del Baldacchino di Raffaello a Palazzo Pitti

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Visitando la collezione di quadri antichi di Palazzo Pitti a Firenze non è certo una sorpresa vedere la grande pala di Raffaello soprannominata la Madonna del Baldacchino; in realtà non è così ovvio che l’opera sia conservata a Firenze ancora oggi. Nel 1507, durante il suo periodo fiorentino, il giovane Raffaello riceve la commissione per una pala da eseguire, secondo la volontà testamentaria di Rinieri di Bernardo Dei, per ornare l’altare della cappella di famiglia nella chiesa di Santo Spirito, a Firenze. Per questo sono qui raffigurati, intorno alla Madonna in trono con Gesù Bambino, i loro santi protettori, e cioè Ranieri, Bernardo e Pietro, accompagnati da Sant’Agostino, fondatore della comunità agostiniana cui ancora oggi è affidata Santo Spirito. Quest’opera è davvero unica nella vita di Raffaello; negli anni fiorentini, infatti, egli esegue esclusivamente Madonne per la devozione privata o ritratti ma nessun lavoro per una collocazione pubblica. La tavola inoltre colpisce per la sua monumentalità mostrando un impianto simile a creazioni del suo amico Fra Bartolomeo. Le figure sono disposte tridimensionalmente a semicerchio e questa struttura è riecheggiata dalla nicchia all’antica del fondale e dal baldacchino sospeso in aria vicino ai due angeli in volo. Questa impressionante grandiosità è ormai segno dell’incredibile maturazione che Raffaello dimostrerà a Roma nella Stanza della Segnatura dei Palazzi Vaticani e in particolare nella Scuola di Atene. Egli però, andando a vivere presso la corte papale, lascia la pala incompiuta e questa non raggiungerà mai il suo altare a Santo Spirito, sostituita da un olio di Rosso Fiorentino, anch’esso oggi conservato a Palazzo Pitti. Per motivi ignoti Baldassarre Turini ottiene il lavoro raffaellesco dal pittore o dai Dei e lo colloca nella sua cappella nel Duomo di Pescia e qui rimane fino al 1697. Quell’anno il Gran Principe Ferdinando, figlio primogenito di Cosimo III de’ Medici, Granduca di Toscana, acquisisce l’opera, con grande scandalo degli abitanti di Pescia; per questo il quadro viene prelevato di notte e, successivamente, sostituito con una copia. Ferdinando era avvezzo a tali azioni avendo creato buona parte della sua collezione con analoghe imprese. Seguendo la moda dell’epoca, che prevedeva un’esposizione di dipinti in coppie di analoghe misure, il dipinto viene poi ingrandito nella zona superiore dal pittore Cassana. La sua storia però non finisce qui; nel 1799, durante il periodo in cui la Toscana è occupata da Napoleone, l’opera viene inviata insieme a molte altre in Francia e, non ritenuta degna del Louvre, nel 1810 viene spostata a Bruxelles, per far ritorno a Firenze solo dopo la sconfitta di Waterloo, il 22 luglio 1816. Nel 1942 sarà trasferita a Montefugoni, per difenderla dai pericoli della Seconda Guerra Mondiale; potrà ritornare definitivamente nella Galleria Palatina solo a guerra finita, il 6 agosto 1945.

ENGLISH
The Madonna of the Baldacchino, by Raphael in Palazzo Pitti

When visiting the Palazzo Pitti collection of ancient paintings in Florence, it comes as no surprise to see the Madonna of the Baldacchino, the great altarpiece by Raphael. Actually, it is not all that foregone that this artwork is still found in Florence today. In 1507, after his Florentine stay, young Raphael was commissioned with the realization of an altarpiece, according to the testamentary will by Rinieri di Bernardo Dei, to decorate the altar of the family chapel in the church of Santo Spirito, in Florence. For this reason, the patron saints – or in other words Ranieri, Bernardo and Pietro – are portrayed around the Madonna in throne with the Child, accompanied by Saint Augustine, founder of the Augustinian community that is still entrusted with the care of Santo Spirito. This artwork was truly unique for of Raphael. During his Florentine years, in fact, he exclusively realized Madonnas for private devotion, or portraits, but none for public settings. Moreover, the altarpiece is also striking for its monumentality, showing similarities to the works of his friend Fra Bartolomeo. The figures are placed in a semicircle, three-dimensionally, and this structure is echoed by the old-fashioned niche in the backdrop and by the canopy suspended in mid air nearby the two flying angels. This impressive grandeur is now a mark of the incredible maturity that Raphael will denote, in Rome, in The Room of the Segnatura at the Vatican Palaces and, in particular, in The School of Athens. However, when he moved to the papal court, the altarpiece was left unfinished: it never reached its altar in Santo Spirito and was substituted with an oil painting by Rosso Fiorentino, also kept in Palazzo Pitti. For reasons yet unknown, Baldassarre Turini obtained the Raphaelesque work either from the painter or from the Dei, and placed it in his chapel at the Duomo of Pescia, where it remained until 1697. That year, the Grand Prince Ferdinand, firstborn child of Cosimo III de’ Medici, the Grand Duke of Tuscany, purchased the artwork, to the great astonishment of the citizens of Pescia; for this reason, the painting was taken at night, and then substituted with a copy. Ferdinand was known for such stunts, having created much of his private collection by engaging in similar feats. Following the trends of the time, which foresaw paintings exhibited in pairs and similar in size, the top section of the artwork was enlarged by the painter Cassana. Its history, however, does not end here; in 1799, when Tuscany was occupied by Napoleon, the work was sent to France, along with many others, and, discarded by the Louvre, in 1810 it was then moved to Brussels, to finally return to Florence only after the battle of Waterloo, on July 22, 1816. In 1942 it was relocated to Montefugoni to protect it from the events of WWII; it then returned definitively to the Palatine Gallery after the war, on August 6, 1945.

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