Paola Staccioli: Living pottery, by Ornella Casazza

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In Italian, below

When you cross the threshold of the workshop you are awash in a feeling of closeness, almost as if you were entering a private, secret place. The objects arranged in the rooms combine small sizes with a powerful, and magnetic presence and a throbbing physicality that come from who knows which recesses of the mind. It’s a fascinating world, filled with poetry and Paola reveals it through pure, enchanting eyes. Unlikely coffee cups some with, others without saucers, delicate coloured bowls, curving teapots that seem to sway on short little feet, and the bold colours on bizarre round shapes saturate our eyes: creativity and function do not always harmonize.

Nonsensical humour is the keynote of this arrangement and suddenly we remember Lewis Carroll’s Alice in Wonderland and like the guests at the “unbirthday party” we see hot, puffing, curvy teapots dancing on the tables, as they pour steaming tea into trembling cups, to the accompaniment of lively, cheerful sugar bowls.
Even the most mundane household items that continue to fulfil their primary purpose seem to acquire a new soul, be they vases on small pedestals, or standing flat on the table, bowls, trays and cups, decorated with symbols inspired by – and brilliantly adapted from – Chinese art or the impeccably clean lines of the Japanese tradition. The artist’s paintbrush moves with nonchalance as it gives meaning to the “symbols” and invents watery landscapes, and shimmering red sunsets, as it suggests the most beautiful hydrangeas and tiny wildflowers, often with a little rabbit that suddenly shows its head. Could it be the White Rabbit waiting to celebrate the “un-birthday”?

The festive air is enriched by the artist’s inventive skills so that the quality of the polychrome glazing gleams in the light and the material becomes so delicate as to practically eliminate the usual plasticity of pottery. She uses a special mixture of white clay and paper that lets itself be modelled into forms so thin that they seem like porcelain. Dreams and reality fiow together to become a little girl reaching for a glass on a high table – too high for her – and these two elements even join forces to make tables with elaborate, curved legs that hold the most natural and spontaneous settings.

Italiano

Varcata la soglia del laboratorio, ci coglie una sensazione di prossimità, quasi stessimo entrando in uno spazio intimo e segreto. Le opere dislocate nelle sale coniugano le dimensioni ridotte con una pre- senza potente, magnetica e una pulsante fisicità, emergente da chissà quali recessi psichici. Ci troviamo in un mondo pieno di fascino e di poesia che ci viene raccontato da Paola attraverso occhi incantati e puri. Improbabili tazzine da caffè senza piattino, alcune con piattino, fragili coppe colorate, ondeggianti teiere si animano su corte e incerte gambe, bizzarre forme sferiche accese da intensi colori saturano i nostri occhi: non sempre c’è accordo tra creatività e funzionalità. Siamo colpiti da questa particolare disposizione per l’umorismo del nonsense e a un tratto ci ricordiamo dei libri di Lewis Carroll, di Alice nel paese delle meraviglie e, come gli invitati alla festa di “non-compleanno”, vediamo danzare sui tavoli, sinuose, calde e soffianti teiere, che versano un tè fumante in traballanti tazzine, affiancate da semoventi e allegre zuccheriere. Ma acquistano un’anima nuova anche le suppellettili più domestiche che non perdono mai il loro ruolo primario, che siano vasi montati su piccoli piedistalli o poggianti sul tavolo, coppe, vassoi e tazzine seppur decorate con indicazioni tratte, con naturale appropriazione, dall’arte cinese o dal rigore impeccabile del gusto giapponese. Il pennello con estrema disinvoltura dà significato al “segno” e inventa paesaggi lacustri, cangianti e rossi tramonti, suggerisce i fiori più belli delle ortensie e i piccoli fiori di campo, spesso in compagnia di un coniglio che ci appare di sorpresa. Si tratta ancora una volta del Bianconiglio che aspetta di celebrare la festa di non-compleanno? All’aria di festa contribuisce la vivacità di un percorso inventivo dove la qualità dell’invetriatura policroma variamente si illumina alla luce e la materia resa ancora più fragile e delicata quasi ad annullare la consueta plasticità, per l’utilizzo di un particolare impasto composto da terraglia bianca unita a carta, si lascia plasmare in pareti sottili, con un effetto pari alla porcellana. Sogno e realtà si incontrano e dan- no vita a una bambina che si allunga con il braccio per raggiungere un bicchiere su di un tavolo troppo alto, fino a quel momento per lei inaccessibile e costruiscono persino tavole con gambe elaborate e ridondanti, che sorreggono la più naturale e spontanea delle apparecchiature.

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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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