By Ornella Casazza – Professor, Art Historian and former Director of the Museo degli Argenti at Palazzo Pitti

When you cross the threshold of the workshop you are awash in a feeling of closeness, almost as if you were entering a private, secret place. The objects arranged in the rooms combine small sizes with a powerful, and magnetic presence and a throbbing physicality that come from who knows which recesses of the mind. It’s a fascinating world, filled with poetry and Paola reveals it through pure, enchanting eyes. 8_QSC4548QUnlikely coffee cups some with, others without saucers, delicate coloured bowls, curving teapots that seem to sway on short little feet, and the bold colours on bizarre round shapes saturate our eyes: creativity and function do not always harmonize.

Nonsensical humour is the keynote of this arrangement and suddenly we remember Lewis Carroll’s Alice in Wonderland and like the guests at the “unbirthday party” we see hot, puffing, curvy teapots dancing on the tables, as they pour steaming tea into trembling cups, to the accompaniment of lively, cheerful sugar bowls.

Even the most mundane household items that continue to fulfil their primary purpose seem to acquire a new soul, be they vases on small pedestals, or standing flat on the table, bowls, trays and cups, decorated with symbols inspired by – and brilliantly adapted from – Chinese art or the impeccably clean lines of the Japanese tradition. The artist’s paintbrush moves with nonchalance as it gives meaning to the “symbols” and invents watery landscapes, and shimmering red sunsets, as it suggests the most beautiful hydrangeas and tiny wildflowers, often with a little rabbit that suddenly shows its head. Could it be the White Rabbit waiting to celebrate the “unbirthday”?

scultura h 30 circaQThe festive air is enriched by the artist’s inventive skills so that the quality of the polychrome glazing gleams in the light and the material becomes so delicate as to practically eliminate the usual plasticity of pottery. She uses a special mixture of white clay and paper that lets itself be modelled into forms so thin that they seem like porcelain. Dreams and reality fiow together to become a little girl reaching for a glass on a high table – too high for her – and these two elements even join forces to make tables with elaborate, curved legs that hold the most natural and spontaneous settings.

Italiano

Varcata la soglia del laboratorio, ci coglie una sensazione di prossimità, quasi stessimo entrando in uno spazio intimo e segreto. Le opere dislocate nelle sale coniugano le dimensioni ridotte con una presenza potente, magnetica e una pulsante fisicità, emergente da chissà quali recessi psichici. Ci troviamo in un mondo pieno di fascino e di poesia che ci viene raccontato da Paola attraverso occhi incantati e puri. Improbabili tazzine da caffè senza piattino, alcune con piattino, fragili coppe colorate, ondeggianti teiere si animano su corte e incerte gambe, bizzarre forme sferiche accese da intensi colori saturano i nostri occhi: non sempre c’è accordo tra creatività e funzionalità. Siamo colpiti da questa particolare disposizione per l’umorismo del nonsense e a un tratto ci ricordiamo dei libri di Lewis Carroll, di Alice nel paese delle meraviglie e, come gli invitati alla festa di “non-compleanno”, vediamo danzare sui tavoli, sinuose, calde e soffianti teiere, che versano un tè fumante in traballanti tazzine, affiancate da semoventi e allegre zuccheriere. Ma acquistano un’anima nuova anche le suppellettili più domestiche che non perdono mai il loro ruolo primario, che siano vasi montati su piccoli piedistalli o poggianti sul tavolo, coppe, vassoi e tazzine seppur decorate con indicazioni tratte, con naturale appropriazione, dall’arte cinese o dal rigore impeccabile del gusto giapponese. Il pennello con estrema disinvoltura dà significato al “segno” e inventa paesaggi lacustri, cangianti e rossi tramonti, suggerisce i fiori più belli delle ortensie e i piccoli fiori di campo, spesso in compagnia di un coniglio che ci appare di sorpresa. Si tratta ancora una volta del Bianconiglio che aspetta di celebrare la festa di non-compleanno?
All’aria di festa contribuisce la vivacità di un percorso inventivo dove la qualità dell’invetriatura policroma variamente si illumina alla luce e la materia resa ancora più fragile e delicata quasi ad annullare la consueta plasticità, per l’utilizzo di un particolare impasto composto da terraglia bianca unita a carta, si lascia plasmare in pareti sottili, con un effetto pari alla porcellana.
Sogno e realtà si incontrano e danno vita a una bambina che si allunga con il braccio per raggiungere un bicchiere su di un tavolo troppo alto, fino a quel momento per lei inaccessibile e costruiscono persino tavole con gambe elaborate e ridondanti, che sorreggono la più naturale e spontanea delle apparecchiature.

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