Railways and Futurism Here we are far from the Renaissance

0

Even if trains where you can stick your head out of the window have become rare (French writer Georges Perec wrote that “vietato sporgersi” (do not lean out) was the best-known Italian phrase in France), if you arrive by train at Santa Maria Novella station in Florence, look out on the right for a red building striking for its science-fiction shape. This bizarre construction, which dates back to the 1930s and of which only the façade can be seen from the train, has an enigmatic name, Thermal Power Plant and Central Equipment Room. There is nothing like it in Italy, perhaps not in Europe. A favourite with architecture enthusiasts, and ignored by the general public, this 1930’s feat by architect Angiolo Mazzoni is like an immense “machine”, that Marinetti, the leader of Futurism, had raised to the heights of futurist construction par excellence. Its most astounding feature actually a dual machine: the thermal power plant, equipped with four colossal boilers with standpipes, supply and distribution pumps; and the electrical control room with some 280 levers for railway signals and points. This aesthetic is unmissable: rectangular façade, glazed partitions with vertical bands and windows stretched out like cornices, a semi-circular section to rejoin the equipment room, blunt-tailed, flat-roofed and bulging into an apparent oval. If you’re looking at the building from the two nearby quiet streets, you’ll find the same collection of bay windows, circular surfaces and plane parallel shapes, as well as four chimneys interlinked by an aerial walkway reached by climbing up a perilous spiral staircase. We are far from the Renaissance here.

Italiano

Anche se ormai sono rari i treni dai quali ci si può affacciare al finestrino (Georges Perec scrisse che “vietato sporgersi” era la locuzione italiana più celebre in Francia), arrivando in treno a Santa Maria Novella si osservi, sulla destra, un edificio rosso dalla forma avveniristica. Solo dal treno si ha modo di vedere di fronte la “Centrale termica e Cabina apparati centrali”, come quasi enigmaticamente si chiama una costruzione novecentesca che in Italia, e forse in Europa, non ha eguali. Ignorata dal grande pubblico, ma opera culto per gli appassionati di architettura, questo edificio degli anni ‘30 di Angiolo Mazzoni è soprattutto un’immensa macchina nel cuore della città – esaltata da Marinetti a modello di edificio futurista. Anzi, una macchina doppia: la Centrale termica, per riscaldare a carbone l’intera stazione, con quattro colossali caldaie a tubi verticali, pompe di alimentazione e vani per la scomposizione del carbone; e la Cabina elettrica, con la bellezza di 280 leve per il comando di segnali e scambi. Il tutto con una varietà impressionante di forme: facciata rettangolare, vetrate a strisce verticali e finestre allungate a mo’ di cornicione, corpo semicilindrico, coda stondata, tetto piatto e sporgente dalla fisionomia ovale. Oltre che dalla ferrovia, si osservi l’edificio nelle due tranquille strade adiacenti, dove la massa avveniristica presenta vetrate, superfici circolari e forme a parallelepipedo, quattro fumaioli legati da una passerella aerea, una spericolata scala a elica. Futurista ed espressionista, la centrale è ben altro rispetto al Rinascimento.

Previous articleSavanna Milasuski & Britt Barclay
Next articleAfter fifty years the “Ultima Cena” by Giorgio Vasari returns to Santa Croce

Niccolò Rinaldi si considera doppiamente fortunato: nato a Firenze, è cresciuto alla scuola di una bellezza e di curiosità che ignorava i compartimenti stagni. Poi ha lasciato la culla e ha cominciato un'esistenza nomade scoprendo il mondo. Non sa bene dove sia casa sua, ma nel Mugello possiede una iurta mongola. Ha sempre lavorato molto, e anche scritto, e non ha mai disdegnato l'impegno per la sua comunità. Valdese, laico, europeista, è abituato alle posizioni scomode e al volontariato.

Ha conosciuto la guerra vera come incaricato ONU per l’informazione in Afghanistan dal 1989 al 1991; è stato euro-deputato e vice-presidente dei liberal-democratici europei dal 2009 al 2014, ed è attualmente membro della Segreteria del Partito Radicale Transnazionale. Funzionario UE, è responsabile per l’Asia, l’Australia e la Nuova Zelanda al Parlamento Europeo.

Viaggiatore e alpinista, scrive regolarmente su Solidarietà internazionale, Critica Liberale, Huffington Post Italia, Rewriters e cura la “Lettera da Bruxelles” per Il Commento Politico. Ha pubblicato “Islam guerra e dintorni, viaggio in Afghanistan” (in francese, col titolo "Dieu, guerre et autre paysages” con prefazione di Daniel Cohn-Bendita), “Droga di Dio”, “Notte a Gaza”, “L’invenzione dell’Africa”, “Piccola anatomia di un genocidio - Auschwitz e oltre”, “Shoah, Ruanda - due lezioni parallele”. In “Giro del mondo in cinquanta barbieri” racconta della sua abitudine di tagliarsi i capelli in viaggio. La sua guida “Firenze insolita e segreta” è stata edita più volte e tradotta in quattro lingue. Ha dedicato un libro anche alla strada dove abita a Firenze, "Anatomia di una strada", e ai grandi navigatori fiorentini, "Oceano Arno". Il suo ultimo libro è “Tappeti volanti - cinque storie fiorentine in Afghanistan” (Stampa alternativa, 2020).

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.