Giusto Manetti Battiloro The Manetti family has an antique story that begins in Florence during the ruling of the Medici

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Restauro di Prometeo al Rockefeller Center, New York, USA

The chronic recount that in 1602, a lightning has destroyed the golden ball from the dome of Santa Maria del Fiore and Matteo Manetti, one of the best goldsmiths of the time, was assigned to restore the dome; this wasn’t an easy task, but he finished in only a month and on September 18, 1602, he was appointed the “Opera Goldsmith” by the Grand Duke of Tuscany.

Famiglia Manetti

Ever since then, the tradition of producing the “golden foil” was never interrupted in Florence and the “golden foil” produced by Giusto Manetti Battiloro has the noblest of origins: craftsmanship, the “know-how” of the antic Florentine “battiloro” that still today, provide the golden foil to artists, gilders, architects and artisans in order to guilt and restore churches, palaces, cathedrals, monuments, furniture, frames… and not only. The technique is perfected in the ‘800 and the industrial production of the “golden foil” is started by Giusto Manetti Battiloro in 1820 when Luigi Manetti leaves the shop to his son Giusto: it will be him to create the brand that still holds his name and launch an entrepreneurial start of the family that intertwines with the history of Florence, a business that has grown over time in constant innovation and is recognized worldwide for its excellence.

The “golden foil” of Giusto Manetti Battiloro embellishes every corner of the world: from the Kremlin to Louvre, from the Rockefeller Center in New York to the Opera in Paris, from the La Fenice in Venice to the Versaille Palace, from the gates of Buckingham Palace to the Church of the Holy Sepulcher in Jerusalem, and the Chapel of St. Basil in Texas. “Our history is our identity, is experience. Our activity is done on an industrial scale with advanced technologies, from laser to nanotechnology, but it is also based on a craftsman trade. We don’t have 120 workers, we have 120 artisans, people who with the know-how of their hands turn a technology into a finished product” said Niccolò Manetti, head of Marketing and Communications.

Italiano

Le cronache raccontano che nel 1602 un fulmine distrusse la palla d’oro della cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze e Matteo Manetti, uno dei migliori orefici del tempo, venne incaricato del restauro della Cupola. Non era certo un lavoro semplice, ma lo completò in un mese ed il 18 settembre del 1602 venne nominato “Orefice dell’Opera” dal Granduca di Toscana.

Da allora, a Firenze, la tradizione di produrre la “foglia d’oro” non si è mai interrotta e la “foglia d’oro” prodotta da Giusto Manetti Battiloro vanta la più nobile origine: la maestria artigiana, il “saper fare” degli antichi “battiloro” fiorentini che, allora come oggi, forniscono la foglia d’oro ad artisti, doratori, architetti e artigiani per impreziosire e restaurare chiese, palazzi nobiliari, cattedrali, monumenti, mobili e cornici… ma non solo. La tecnica si perfeziona all’inizio dell’800 e la produzione industriale della “foglia d’oro” Giusto Manetti Battiloro inizia nel 1820 quando Luigi Manetti lascia la bottega artigiana di battiloro al figlio Giusto: sarà lui a creare il marchio che ancora oggi porta il suo nome e dare l’avvio ad una storia familiare ed imprenditoriale che si intreccia con la storia di Firenze e che è cresciuta nel tempo all’insegna della continua innovazione, fino a divenire riconosciuta eccellenza mondiale.

Restauro Galleria degli Specchi, Versailles

La “foglia d’oro” Giusto Manetti Battiloro impreziosisce ogni angolo del mondo: dal Cremlino al Louvre, dal Rockefeller Center di New York a l’Opera di Parigi, da La Fenice di Venezia alla reggia di Versailles, dai cancelli di Buckingham Palace alla chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, alla Cappella di San Basilio in Texas. “La nostra storia è la nostra identità, è l’esperienza. La nostra è un’attività fatta a livello industriale con tecnologie anche molto avanzate, dal laser alle nanotecnologie, ma che si basa su un mestiere artigiano. Noi non abbiamo 120 operai, abbiamo 120 artigiani, persone che con il saper fare delle loro mani trasformano una tecnologia in un prodotto finito” afferma Niccolò Manetti, responsabile Marketing e Comunicazione.

Giusto Manetti Battiloro S.p.A.
Via Tosca Fiesoli, 89 M
50013 Campi Bisenzio (FI) – Italy
​Tel. +39 055 4362614
Fax +39 055 352817
goldleaf@manetti.it
www.manetti.com

Restauro Iowa Capitol State, USA
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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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