Paolo e Paola Staccioli Padre e figlia insieme per la grande mostra “Passaggi”

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Paolo e Paola Staccioli nel loro laboratorio a Scandicci

Una famiglia di artisti, precisamente di ceramisti, gli Staccioli. Il loro mondo è animato da misteriose creature, da cavalieri e guerrieri armati in attesa di partire per un viaggio ignoto, dai loro cavalli dalle fattezze etrusche, da oggetti e personaggi fiabeschi, vasi bizzarri, teiere e zuccheriere animate e impreziosite di fiori, magnifiche sfere dai colori intensi, illuminate da riconoscibili bagliori metallici, dorati e ramati. Anche se con modalità e poetiche diverse, Paola e Paolo Staccioli lavorano entrambi lo stesso materiale: la ceramica. Inaugurata il 30 settembre scorso, la mostra “Passaggi”, curata da Marco Tonelli, è visitabile fino al 3 dicembre 2017 a Scandicci, dove i due artisti vivono e lavorano. Il termine designato per la mostra, “Passaggi”, testimonia metaforicamente, e concretamente, la storia di un viaggio, o meglio di un passaggio, tra i due artisti che sono padre e figlia e che si tramandano il medesimo mestiere, ma anche un passaggio tra i luoghi che ospitano la mostra itinerante, ovvero il grande Piazzale della Resistenza, l’Auditorium e la pensilina della fermata Resistenza della Linea 1 della Tramvia, che collega Firenze a Scandicci. È proprio qui che le grandi opere realizzate in bronzo e ceramica da Paolo Staccioli invadono gli spazi esterni della città.

opere di Paolo Staccioli

Figure del mito e figure del quotidiano accolgono i viaggiatori in arrivo e in partenza dalla fermata della Tramvia, mentre guerrieri, guerriere e cavalli su ruote, anch’essi in bronzo, fanno la guardia del Piazzale antistante il Nuovo Centro, realizzato nel 2013 su progetto dell’architetto Richard Rogers e accompagnano il visitatore fino all’Auditorium dove, ad attenderli, ci sono 40 “sentinelle arcaiche” realizzate in ceramica dipinta a lustro da Paolo e 15 gruppi di oggetti in ceramica smaltata di Paola, prevalentemente vasi e teiere. La mostra è la metaforica storia del loro viaggio personale e artistico che, seppur indipendente, è delineato da continui rimandi, avvicinamenti e lontananze. Paola Staccioli nasce a Firenze nel 1972 e dopo gli studi umanistici, nel 1999 si laurea in Lingue e Letterature Straniere, a Firenze. Si avvicina alle arti applicate, al batik e al vetro, ma è nel laboratorio di ceramica del padre che compie i primi passi dell’erudizione del difficile mestiere della ceramica a cui si dedica professionalmente. Nascono così bizzarre suppellettili dalle forme inconsuete, in cui la cui cottura “in riduzione” rimescola e confonde fiori, pesci, globi di luce su oggetti che, per forme e colori, risultano unici e irripetibili anche per l’artista. Paolo Staccioli nasce a Scandicci nel 1943 e inizia il suo percorso artistico negli anni Settanta, esordendo come pittore e facendosi presto notare in ambito locale. Negli anni Novanta, spinto dal desiderio di sperimentare nuovi linguaggi espressivi si reca a Faenza, nella bottega di un ceramista locale, Umberto Santandrea, dove apprende le tecniche di quest’arte e dove realizza i primi vasi con la tecnica della ceramica invetriata e, successivamente, sperimentando la cottura a “riduzione”, che gli consente di ottenere straordinari effetti di iridescenza e lucentezza. È così che guerrieri, viaggiatori, cardinali e cavalli realizzati anche in bronzo si aggiungono alla ricca schiera dei fantastici personaggi che animano importanti collezioni pubbliche e private, italiane e straniere.

Il catalogo, con i testi del curatore Marco Tonelli, di Antonio Natali e Ornella Casazza, è pubblicato dalla casa editrice Gli Ori.

opere di Paola Staccioli

ENGLISH
PAOLO AND PAOLA STACCIOLI
FATHER AND DAUGHTER TOGETHER FOR THE BIG EXHIBIT “PASSAGGI”

A family of artists, namely ceramists, the Staccioli. Their world is animated by mysterious creatures, by knights and warriors armed, waiting for an unknown journey, with their horses of Etruscan characteristics, fairy-tale objects and characters, bizarre vases, teapots and sugar bowls, animated and embellished by flowers, magnificent spheres of intense colors, illuminated by metallic glows, gold and copper. Although with different methods and poetics, Paola and Paolo Staccioli both work with the same material: ceramic. Opened on September 30th, the exhibition “Passaggi” (“Passages”), curated by Marco Tonelli, can be visited until December 3rd, 2017 in Scandicci, where the two artists live and work. The titled given to the exhibition, “Passaggi”, testifies metaphorically and concretely to the story of a journey, or rather a passage, between the two artists who are father and daughter and who hand over the same craft, but also a passage between the places that host the itinerant exhibition, the great Piazzale Della Resistenza, the Auditorium and the shelter of the Resistenza Tram Stop on the Tramvia Line 1, which links Florence to Scandicci.Here the great works realized in bronze and ceramics by Paolo Staccioli invade the outside spaces of the city. Mythical and everyday figures welcome travelers arriving and departing from the tram stop while warriors, warrioresses and horses on wheels, realized in bronze as well, are guarding the Piazzale in front of the New Center, realized in 2013 through the project of architect Richard Rogers, and accompany the visitor to the Auditorium where there are 40 “archaic sentries” realized in ceramic painted by Paolo and 15 groups of objects realized in enameled ceramic by Paola, predominantly jars and teapots.

The exhibition is the metaphorical story of their personal and artistic journey, which, though independent, is outlined by continuous references, approaches and distances. Paola Staccioli was born in Florence in 1972 and after humanistic studies, graduated in 1999, specializing in Foreign Languages and Literature, in Florence. She approaches the applied arts, trough batik and glass, but it is in the ceramic laboratory of her father where she makes the first steps to learn the difficult profession of ceramics to which she dedicated her career. Thus, unusual furnishings are born, in which the “slow” burning blends and merges flowers, fish, light globes on objects that, because of their shapes and colors, result into something unique and unrepeatable for the artist as well. Paolo Staccioli was born in Scandicci in 1943. He began his artistic career in the seventies, debuting as a painter and was soon noticed locally. In the 1990s, driven by the desire to experience new expressive languages, he went to Faenza, in the workshop of a local ceramist, Umberto Santandrea, where he learned the techniques of this art and where he made the first pots using the enameled technique, and then experimented with “slow” burning, which allowed him to achieve extraordinary effects of iridescence and gloss. This is how warriors, travelers, cardinals and horses realized in bronze are added to the rich group of fantastic characters that animate important public and private collections, both Italian and foreign.

The catalog, with the texts of curator Marco Tonelli, of Antonio Natali and Ornella Casazza, is published by the publishing house Gli Ori.

www.comune.scandicci.fi.it/mostrastacciolipassaggi

by CRISTIANO IMPERIALI e ANNA BALZANI

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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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