Amy Winehouse “A brilliant jazz singer”

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Illustrazione di Daria Derakhshan (graphic designer)

On September 14th, Amy Winehouse would’ve turned 35 years old, and, despite her premature death on July 23rd 2011 in London, her unique, scratchy, extraordinary and deep voice, imbued with blues, rock, jazz and soul, continues to fascinate millions of people, even those that have become familiar with her music only later on. Maybe, this is also why the events, the exhibits, the concerts and the books that have been recently realised on the occasion of the anniversary of her death contribute to maintain relevant the interest and the curiosity in her life, at times painful and chaotic, in her music and in her personality.

She debuted in 2003, with the album Frank, which received excellent feedback from the public and critics. However, the album that turned her into an icon and world star is her second, Back to Black, in 2007, which includes the singles Rehab, Love is a losing game and the homonymous Back to Black, which allowed her to climb to the top of the world charts, win five Grammy Awards and influence many artists, such as Adele, Duffy, Lana Del Rey, Lily Allen, as well as Italian singers Nina Zilli and Noemi. American artist Tony Bennett, who did a duet with her, said Amy Winehouse “was a truly brilliant jazz singer, a natural jazz singer”. Her extremes, her depression, her tough struggles against her drug and alcohol dependencies and her eating disorders for which she has been harshly criticised have been widely covered, while other aspects of her life and of her personality are less known, such as her constant and generous support to many charitable organisations, in particular those involved in infant care; her strong bond with grandma Cynthia, whose passing in 2006 caused a deep pain; and the respect for her Hebrew roots.
She was also very involved in social matters: in 2008, she decided to pose nude for an issue of the magazine Easy Living for the fight against breast cancer, while in 2009 she featured among the protagonists of the album Classics, together with the Rolling Stones and other musicians, in an awareness campaign for climate change. Among the most recent initiatives in her honour, the photographic book “Amy Winehouse” was released on August 8th in the United States, signed by the photographer and friend of the musician Blake Wood, published by Taschen, which gave back an unprecedented portrayal of the artist.

For information on the philanthropic initiatives and the program of the foundation, visit: www.amywinehousefoundation.org

Italiano
Amy Winehouse “Una grande cantante jazz”

Il 14 settembre Amy Winehouse avrebbe compiuto 35 anni e, nonostante la prematura scomparsa il 23 luglio nel 2011 a Londra, ancora oggi quella sua voce unica, graffiante, insolita e profonda, intrisa di blues, rock, jazz e soul, non smette di affascinare milioni di persone, anche coloro che hanno conosciuto la sua musica solo dopo. Forse è anche per questo che le manifestazioni, le mostre, i concerti e i libri recentemente realizzati in occasione dell’anniversario della sua morte contribuiscono a mantenere vivi l’interesse e la curiosità nei confronti della sua vita, a tratti dolorosa e disordinata, della sua musica e della sua personalità.

L’esordio è nel 2003, con l’album Frank, con cui ottiene ottimi risultati di pubblico e critica. Ma l’album che la consacra icona e star mondiale è il secondo, Back to Black, del 2007, con i singoli Rehab, Love is a losing game e l’omonimo Back to Black, con cui ha scalato le classifiche mondiali, vinto cinque Grammy Awards e influenzato molti artisti, tra cui Adele, Duffy, Lana Del Rey, Lily Allen e, in Italia, Nina Zilli e Noemi. Il cantante americano Tony Bennett, che aveva duettato con lei, disse che Amy Winehouse “era davvero una grande cantante jazz, una cantante jazz vera”. Se di lei sono noti gli eccessi, la depressione, l’utilizzo di droghe e alcool contro la cui dipendenza ha lottato duramente, i problemi alimentari per i quali molte volte è stata duramente criticata, aspetti meno noti della sua vita e della sua personalità sono il supporto costante e generoso che Amy Winehouse offriva a favore di molti enti di beneficenza, in particolare quelli che si occupano di infanzia; il legame profondo con la nonna Cynthia la cui scomparsa nel 2006 le causò un dolore profondo; il rispetto per le proprie radici ebraiche. Molto impegnata nel sociale, nel 2008, decise di posare nuda in un numero della rivista Easy Living per la lotta del cancro al seno, nel 2009 fu tra i protagonisti di un album Classics insieme ai Rolling Stones e molti musicisti, per una campagna di sensibilizzazione al cambiamento climatico. Tra le iniziative recentemente organizzate in suo onore, l’8 agosto, negli Stati Uniti, è uscito il volume fotografico “Amy Winehouse”, firmato dal fotografo e amico della cantante Blake Wood, pubblicato da Taschen, che ci restituisce un ritratto inedito dell’artista.

Per informazione sulle iniziative filantropiche e i programmi della fondazione:
www.amywinehousefoundation.org

by CRISTIANO IMPERIALI e Anna Balzani

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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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