ARTE E FEMMINISMO

0

Il libro “Arte e femminismo” della giovane artista e performer iraniana Niousha Rezaeinia, laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, è il primo libro in lingua italiana che spiega la storia del femminismo in Iran e cerca di far conoscere artisti iraniani a livello mondiale.
Attraverso l’esempio di quattro artiste connazionali d’avanguardia, Shirin Neshat, Mandana Moghaddam, Shadi Ghadirian e Shirin Fakhim che raccontano il femminismo in Iran con linguaggi e tecniche differenti, Niousha Rezaeinia parla dei diritti delle donne e dell’uguaglianza fra uomini e donne nei paesi islamici e sottolinea le corrispondenze che vi sono tra arte contemporanea e femminismo in Iran, dove ciò assume non solo un valore culturale ma anche politico e sociale. Niousha dimostra che ciò che rende femminista l’arte, e precisamente l’arte iraniana contemporanea, non è solo il messaggio ma anche la tecnica usata dall’artista per veicolare un determinato concetto.

L’autrice si sofferma sull’evoluzione storica del movimento femminista in Iran la cui costituzione risale al XIX secolo, quando “il paese aveva visto crescere alcuni cambiamenti significativi a livello sociale ed economico”. All’inizio del XX secolo, durante la rivoluzione costituzionale, “la società iraniana ha conosciuto un tentativo organizzato dalle donne di mutare le loro condizioni sociali. La penetrazione delle forze europee in Iran e l’influenza del capitalismo hanno accelerato la disgregazione delle strutture sociali di tipo feudale”: il contatto con altre culture, l’influenza del pensiero liberale occidentale, la nascita del movimento femminista nei paesi confinanti dell’Egitto e della Turchia, la vittoria delle donne americane e inglesi nel conseguire il diritto al voto fra il 1910 e il 1920, hanno spinto a “considerare inaccettabili le condizioni d’inferiorità delle donne e ritenere così necessario un cambiamento”. Per la prima volta vennero pubblicati testi giuridici incentrati sulle questioni di genere e sui diritti delle donne, come il diritto all’educazione, il diritto di voto, di cittadinanza, di associazione, e sulle conseguenze negative della poligamia e della segregazione sessuale. Niousha Rezaeinia sostiene che “la soluzione dei problemi delle donne risiede in quattro ambiti, ossia la religione (la corretta interpretazione del libro sacro, il Corano), la cultura, la legge e l’istruzione. Solo se la strada per l’emancipazione femminile interesserà tutti e quattro questi ambiti vi sarà un effettivo sviluppo della società iraniana”.

ENGLISH
Art and Feminism

The book “Art and Feminism” by young Iranian artist and performer Niousha Rezaeinia, a graduate of the Academy of Fine Arts in Florence, is the first publication in Italian that explains the history of feminism in Iran, with the aim of creating awareness towards Iranian artists in the world. Using the examples of four avant-garde fellow Iranian artists (Shirin Neshat, Mandana Moghaddam, Shadi Ghadirian and Shirin Fakhim) who all work on the theme of feminism in Iran through different languages and techniques, Niousha Rezaeinia addresses the topic of women’s rights and of the equality between men and women in Islamic countries. Moreover, she underlines the correspondences that exist between contemporary art and feminism in Iran, where it takes on not only a cultural value, but a political and social one as well. Niousha shows that what makes art feminist, and more precisely Iranian contemporary art, is not just the message but also the technique used by the artist to vehicle a specific concept.

The author reflects on the historic evolution of the feminist movement in Iran, which dates back to the 19th century, when “the country experienced a few significant changes on a social and economic level.” At the start of the 20th century, during the constitutional revolution, “the Iranian society witnessed an attempt organised by women to change their social conditions. The penetration of European forces in Iran and the influence of capitalism accelerated the disunity of those feudal-like institutions:” the contact with different cultures, the influence of western free thought, the birth of feminist movements in countries neighbouring with Egypt and Turkey, the victory of American and English women in obtaining the right to vote between 1910 and 1920, all contributed to “consider the conditions of inferiority of women unacceptable, and therefore believe that a change was necessary.” For the first time, legal texts were published that focused on matters of gender and women’s rights, such as the right to an education, to vote, to citizenship, to the freedom of assembly, and on the negative consequences of polygamy and of sexual segregation. Niousha Rezaeinia believes that “the solution to women’s problems resides in four distinct fields: religion (the correct interpretation of the sacred text, the Koran), culture, the law and education. Only if the road to female emancipation will address all four of these fields will there be an effective development of Iranian society.”

Previous articleBronzi fiorentini del Rinascimento
Next articleLeonardo da Vinci e Firenze Fogli scelti dal Codice Atlantico
Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.