Adagio Un gustoso viaggio alla scoperta della tradizione enogastronomica italiana

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A Firenze, nel quartiere di Sant’Ambrogio, uno dei più vivaci e autentici della città, da circa un anno ha aperto un nuovo ristorante. Dietro ADAGIO – questo il nome del locale – ci sono due amici e soci: David Bianchi e Giovanni Lucchesi. Tra le passioni che li uniscono il buon cibo e la musica. Da qui l’idea del nome per il locale che richiamasse lo slow food da contrapporre al fast food e che, in qualche modo, facesse riferimento alla musica. Testimonianza di questa passione è la presenza di un pianoforte nel locale, chi vuole può sedersi e suonarlo. L’atmosfera è calda e familiare, qui la semplicità della tradizione è accompagnata da un tocco di classe, di naturale raffinatezza. Un luogo molto accogliente dove protagonisti sono i prodotti enogastronomici che testimoniano la ricchezza e varietà dei territori regionali del nostro Paese. Formaggi e salumi sono di produttori di nicchia, molti dei quali certificati come Presidio Slow Food, la pasta è artigianale, i sughi e le salse sono tradizionali, la biscotteria tipica dei territori, la selezione di vini e birre artigianali fanno bella mostra di sé in un originale show room che scandisce morbidamente gli spazi del locale. La cucina è autenticamente italiana, con ricette talvolta riproposte in chiave più moderna. Accanto al menù alla carta, composto da circa quaranta piatti preparati con prodotti di altissima qualità e nel rispetto della stagionalità, il giovane chef, Giacomo, presenta ogni mese un menù dedicato ad una specifica regione o territorio. Un modo per far conoscere più da vicino queste realtà.

A Gennaio 2019 è stato il momento della Lombardia, Febbraio della Calabria, Marzo dell’Emilia Romagna, Aprile delle Marche, Maggio è invece il mese dedicato alla Sicilia, mentre a Giugno restiamo nel cuore della Toscana e, in particolare, nel Chianti. Per dare consistenza a questo rapporto con i sapori dei diversi territori, mese dopo mese viene ospitato nella cucina di ADAGIO uno chef proveniente dalla regione presentata, accompagnandoci lungo un percorso incentrato sulla sua interpretazione dei piatti della tradizione locale. Molto curata la proposta dei vini, da gustare anche a bicchiere, tutti di piccoli produttori, selezionati da un giovane sommelier per accompagnare i piatti dei menù e che, dunque, variano anch’essi con il variare delle regioni.

English
Adagio
A culinary journey to discover Italian tradition

About a year ago, a new restaurant opened in Sant’Ambrogio, one of the most lively and authentic neighbourhoods of Florence. The two founders behind the concept of Adagio are David Bianchi and Giovanni Lucchesi. Among their shared passions are good food and music, which inspired the idea for the name for the restaurant, recalling slow food as opposed to fast food, and which, in some way, refers to music as well. Testimony of this passion is the presence of a piano, and whoever wants can sit down and play it. The atmosphere is warm and informal; here, the simplicity of tradition is accompanied by a touch of class, of natural refinement. A cosy and warm place, with a rich and varied assortment of traditional culinary products from the different regions of Italy.

Cheeses and charcuterie come from niche producers, many of which are certified as Slow Food Presidium, the pasta is homemade, the sauces are authentic, the biscuits are typical of the territory, the selection of wines and artisanal beers stand out in an original showroom that softly marks the areas of the establishment. The culinary offering is authentic Italian, featuring recipes at times revisited with a modern twist. Besides the à la carte menu, which consists of about forty plates prepared with high quality ingredients in accordance with seasonality, the young chef, Giacomo, presents a new menu each month dedicated to a specific region or territory; a clever way for people to discover such realities first hand. January 2019 was the month of Lombardy, February of Calabria, March of Emilia Romagna, April of the Marche, May is dedicated to Sicily, and June will focus on the heart of Tuscany and, in particular, Chianti. To provide consistency to this relationship with the flavours of the different territories, month after month the kitchen of ADAGIO welcomes a chef from the featured region, who accompanies guests along a journey, focused on his interpretation of local, traditional dishes. Much care is paid to the selection of the wines, which can be savoured also by the glass, all from small producers, selected by a young sommelier to accompany the menu’s dishes, and which, therefore, vary based on the regions.

ADAGIO
Via de’ Macci 79 rosso, Firenze
phone 055 0517094
email: adagio@adagiofirenze.it
www.adagiofirenze.it
www.adagioflorence.com

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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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