Helmut Newton in mostra a San Gimignano

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Helmut Newton (1920-2004) è certamente uno dei fotografi più importanti e celebrati al mondo, un artista che ha realizzato alcuni degli scatti più potenti e innovativi del suo tempo, segnandone indiscutibilmente il gusto estetico, anzi plasmandolo. A Helmut Newton è dedicata una grande retrospettiva a San Gimignano, alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, iniziativa promossa dai Musei Civici del Comune di San Gimignano, prodotta da Opera Civita con la collaborazione della Fondazione Helmut Newton di Berlino. Sessanta fotografie, tra ritratti, immagini di moda e foto di nudo, selezionate da Matthias Harder, curatore della Helmut Newton Foundation, con il proposito di presentare la più ampia panoramica possibile della carriera del grande fotografo di origine tedesca. Tra di esse il ben noto ritratto di Andy Wharol realizzato nel 1974 per Vogue Uomo, quello a Leni Riefenstahl, Gianni Agnelli, Paloma Picasso, Catherine DeneuveAnita Ekberg, Claudia Schiffer, Gianfranco Ferrè, per citarne solo alcuni. Sono esposti anche gli scatti d’importanti campagne fotografiche di moda, i servizi realizzati per Mario Valentino e per Tierry Mugler, oltre a una serie d’importanti fotografie, divenute ormai iconiche, per le più importanti riviste di moda internazionali. Ed è soprattutto attraverso le riviste di moda che le sue fotografie hanno intrapreso un percorso “autonomo”, inaugurando una narrativa parallela, intrisa di surrealismo e suspense, dove è spesso poco chiaro il confine tra realtà e finzione, dove gli elementi sono mescolati per creare un gioco di potere e seduzione. Uno stile particolarissimo il suo, testimoniato da fotografie “colte”, raffinate, intrise di riferimenti culturali, di sorprendente senso dell’umorismo, di lussuosa eleganza e voluttuosa seduzione. Le donne sono protagoniste indiscusse dei suoi lavori che, in tal senso, possono essere considerati testimonianza e interpretazione del mutevole ruolo assunto dalle donne nella società occidentale. Negli anni ‘70 e ’80 Newton è a Parigi e collabora con importanti testate giornalistiche come “Vogue”, Vanity Fair” e “Playboy”; è in quel periodo che la fotografia di moda inizia ad attrarre un pubblico sempre più ampio, divenendo protagonista di libri fotografici e mostre d’arte grazie a fotografi influenti come Richard Avedon, Irving Penn, William Klein e lo stesso Newton. Negli ultimi anni della sua carriera Newton intensifica la collaborazione con Vogue, scegliendo di ambientare i set fotografici prevalentemente a Monte Carlo; location privilegiata per i suoi scatti sarà il garage della sua casa a Monaco, dove le modelle e le auto parcheggiate vengono disposte in un suggestivo dialogo visivo, trasformando un luogo apparentemente banale in una ricercata e inconsueta sala di posa.

Helmut Newton. San Gimignano”

Fino al 1° settembre 2019

Galleria d’arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano 

www.sangimignanomusei.it

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Helmut Newton on display in San Gimignano

Helmut Newton (1920-2004) is certainly one of the most renowned and celebrated photographers in the world, an artist that has produced some of the most powerful and innovative images of his time, undeniably marking its aesthetic taste, or rather moulding it. A great retrospective has been dedicated to Helmut Newton at the Gallery of Modern and Contemporary Art in San Gimignano, an initiative promoted by the Civic Museums of the City of San Gimignano, produced by Opera Civita with the collaboration of the Helmut Newton Foundation in Berlin. Sixty photographs ranging from portraits to fashion photos and nudes, selected by Matthias Harder, curator of the Helmut Newton Foundation, with the intent to present the broadest overview possible of the great German photographer’s career. Among these is the well-known portrait of Andy Warhol shot in 1974 for Vogue Uomo, as well as those of Leni Riefenstahl, Gianni Agnelli, Paloma Picasso, Catherine Deneuve, Anita Ekberg, Claudia Schiffer, Gianfranco Ferrè, to mention a few. Among the pictures are also important images of fashion photographic campaigns, services developed for Mario Valentino and Tierry Mugler, as well as a series of significant photos, which have become iconic, for the most important international fashion magazines. And its mostly through fashion magazines that his pictures have embarked on an “autonomous” journey, inaugurating a parallel narrative, imbued in surrealism and suspense, in which the border between reality and fiction is often more clear, and where elements are mixed together to create a play on power and seduction. A very particular style, supported by images that are “educated,” refined, steeped in cultural references, with a surprising sense of humour, luxuriously elegant, and voluptuous seduction. Women are the absolute protagonists of his work, which, in this regard, can be considered as a testimony and interpretation of the mutating role taken on by women in Western society. During the ‘70s and ‘80s, Newton is in Paris and collaborates with important newspapers, such as “Vogue”, “Vanity Fair,” and “Playboy;” and it’s in this period that the fashion photo begins to attract an always greater public and becomes the star of photographic books and art shows thanks to influential photographers such as Richard Avedon, Irving Penn, William Klein, and Newton himself. In the last few years of his career, Newton intensified his collaboration with Vogue, choosing Monte Carlo as the main setting for his photo shoots; the favourite location for his shots will be the garage of his home in Monaco, where models and parked cars are placed in a suggestive visual dialogue, transforming an apparently trivial location in a refined and unusual pose room.

Helmut Newton. San Gimignano”

Until September 1, 2019

Fino al 1° settembre 2019

 Gallery of Modern and Contemporary Art, San Gimignano

Galleria d’arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano 

www.sangimignanomusei.it

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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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