The Friends of Florence Foundation A constant activity for the preservation of our valuable artistic heritage

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San Marco di Donatello (1411-1413) - Marmo apuano, Chiesa di Orsanmichele, Firenze

Friends of Florence is a non-profit foundation founded in 1998 in Washington D.C., USA, dedicated to preserving and enhancing the cultural and historical integrity of the arts in the city and surrounding area of Florence.

In order to realise its statutory objective, in the years it has organised prestigious collaborations with both public and private institutions in the fields of the arts, museums, universities, academies, schools, cultural associations and private clubs. Friends of Florence is a non-profit foundation founded in 1998 in Washington D.C., USA, dedicated to preserving and enhancing the cultural and historical integrity of the arts in the city and surrounding area of Florence; in order to realise its statutory objective, in the years it has organised prestigious collaborations with both public and private institutions in the fields of the arts, museums, universities, academies, schools, cultural associations and private clubs. With the help of internationally renowned art experts and historians, Friends of Florence carefully selects the projects it supports. It’s easy to understand how, in a city such as Florence and its surrounding areas, which boast such an extraordinary and unique artistic heritage, the activity carried out by the Foundation is of crucial importance and particularly relevant even for the universal value of this patrimony. Thus, many art and architectural works can be restored, preserved and made accessible to the public, as it recently occurred for the painting depicting San Rocco by Bartolomeo della Gatta, which returned to the Horne Museum in Florence after a convoluted restoration due to its precarious conservation state.

The intervention was made possible thanks to the donations by Donna Curry, Mary Mochary and Donato Massaro, via the Friends of Florence Foundation. The painting is the one described by Giorgio Vasari in the Life of Bartolomeo della Gatta, who realised it for the church of San Pier Piccolo in Arezzo, presumably after the plague had struck the city once again, between 1485 and 1486. Bartolomeo della Gatta had just returned to Arezzo, building on the experience gained while working on the Sistine Chapel, in Rome. Once on the antiques market, Herbert Horne purchased the panel in 1909, and already then he took note of several issues linked with the work’s ageing yet still considered it to be among the best works by the artist. It underwent restoration in 1928 and in 1963, however, due to the inadequate interventions, many scholars even denied its rapport with the work mentioned by Vasari. A careful restoration doesn’t just bring back to light hues of a painting spoiled by time and by the violence of history, it even clarifies some aspects regarding its story and the journey that brought it here. Hence, thanks to the punctual reconstruction of the documentary testimonies, to the acquisition of a series of historic images that detail the progressive interventions, and, most of all, thanks to the restitution of its full legibility, the work can finally be identified with certainty with the panel admired by Vasari. The relevance of the patronage of the arts is also expressed in the economic support during the necessary preliminary study phase of an artwork, thus before proceeding with its restoration. This is the case of San Marco by Donatello, which is part of a cycle of fourteen statues of the protectors of the Arts of Florence located in the external niches of the church of Orsanmichele.

Commissioned by the Arte dei Linaioli e Rigattieri dating back to 1411-1413, the original is now found at the Museum of Orsanmichele, while a replica can be viewed outside. To enhance the Museum of Orsanmichele, the Direction of the Musuems of the Bargello deemed that it was necessary to re-examine the conservation state of the monumental sculptures present in the shrines of the Arts outside the church, thus stipulated a convention with the Opificio delle Pietre Dure for their study and preservation, thanks to the crucial economic support by Friends of Florence. The San Marco is the first Renaissance masterpiece of the cycle to be restored, from 1984 to 1986, by the same Opificio delle Pietre Dure, which removed the bronze coating realised after 1789 to harmonise the marble statues to the colour of the other ones realised in metal. After more than thirty years since the last conservative intervention, the sculpture’s marble surface appears marked by brownish areas, probably due to the old coating. For this reason, a study will be conducted to further grow the knowledge on the work. Simonetta Brandolini d’Adda, President of Friends of Florence, said: “After the restoration of the bronze relief depicting the Crucifixion of Donatello at the Museum of the Bargello, we are happy to contribute as patrons for the study and conservation of the San Marco. It is a very important intervention, as it will help to further understand how restoring not just this one, but also other statues of Orsanmichele.”

San Rocco di Bartolomeo della Gatta (1485-1486) – Particolare dopo il restauro
Tempera su tavola, cm 189 x 83, Museo Horne, inv. 24

ITALIANO

LA FONDAZIONE FRIENDS OF FLORENCE
UN’ATTIVITÀ COSTANTE PER LA SALVAGUARDIA DEL NOSTRO PREZIOSO PATRIMONIO ARTISTICO

Friends of Florence è una Fondazione non-profit fondata nel 1998 a Washington DC, negli Stati Uniti, con il proposito di sostenere la salvaguardia e la conservazione del patrimonio artistico e culturale di Firenze e della Toscana. Al fine di realizzare il suo scopo statutario, nel corso degli anni ha sviluppato prestigiose collaborazioni con enti pubblici e privati operanti in ambito artistico, musei, università, accademie, scuole, associazioni culturali e circoli privati. Con il supporto di esperti e storici dell’arte di fama internazionale Friends of Florence seleziona attentamente i progetti da finanziare. È facilmente comprensibile come in una città come la nostra e in un territorio come quello toscano, ricchi di un patrimonio artistico straordinario e unico al mondo, l’attività svolta dalla Fondazione sia di cruciale importanza e particolarmente rilevante anche per il valore universale che tale patrimonio rappresenta.

Così molte opere d’arte e architettoniche possono essere restaurate, tutelate e rese visibili al pubblico, un po’ come recentemente è successo per il dipinto raffigurante San Rocco di Bartolomeo della Gatta, tornato al Museo Horne di Firenze al termine di un complesso restauro a causa del precario stato di conservazione in cui versava. L’intervento è stato reso possibile grazie al dono di Donna Curry, Mary Mochary e Donato Massaro, attraverso la Fondazione Friends of Florence. Il dipinto è quello descritto da Giorgio Vasari nella Vita di Bartolomeo della Gatta, che lo aveva eseguito per la chiesa di San Pier Piccolo di Arezzo presumibilmente dopo che la peste aveva nuovamente colpito la città, tra il 1485 e il 1486. Bartolomeo della Gatta era da poco tornato ad Arezzo, forte dell’esperienza maturata nel cantiere romano della Cappella Sistina. Arrivata sul mercato antiquario, Herbert Horne acquistò la tavola nel 1909 e già allora annotò molte problematiche che il tempo le aveva causato, considerandola, tuttavia, tra le cose migliori eseguite da Bartolomeo della Gatta. Fu oggetto di restauro nel 1928 e nel 1963 ma a causa degli inadeguati interventi, diversi studiosi negarono addirittura l’identificazione con l’opera citata dal Vasari. Un minuzioso restauro non consente unicamente di riportare alla luce sfumature di un dipinto deturpato dal tempo e dalle violenze della storia ma anche chiarire alcuni aspetti relativi alla sua storia e al percorso che lo ha condotto sino a noi. Così oggi, grazie alla puntuale ricostruzione delle testimonianze documentarie, all’acquisizione di una serie di fotografie storiche che documentano i progressivi interventi e, soprattutto, grazie alla restituzione della sua piena leggibilità, l’opera può finalmente essere identificata con sicurezza con la tavola ammirata dal Vasari. La rilevanza del mecenatismo si esprime anche nel supporto economico durante la necessaria e preliminare fase di studio di un’opera d’arte, quindi prima di procedere al suo restauro.

È questo il caso del San Marco di Donatello che fa parte del ciclo delle quattordici statue dei protettori delle Arti di Firenze collocate nelle nicchie esterne della chiesa di Orsanmichele. Commissionata dall’Arte dei Linaioli e Rigattieri e risalente al 1411-1413, oggi l’originale è conservata all’interno del Museo di Orsanmichele, mentre all’esterno è sostituita da una copia. Al fine di valorizzare il Museo di Orsanmichele, la Direzione dei Musei del Bargello ha ritenuto necessario riesaminare lo stato conservativo delle sculture monumentali provenienti dai tabernacoli delle Arti esterni alla chiesa e a tal fine ha stipulato una convenzione con l’Opificio delle Pietre Dure per il loro studio e manutenzione, grazie al decisivo sostegno economico da parte dei Friends of Florence. Il San Marco è il primo capolavoro rinascimentale del ciclo ad essere stato restaurato, dal 1984 al 1986, proprio dall’Opificio delle Pietre Dure, che ne rimosse la patinatura color bronzo realizzata dopo il 1789 per accordare le statue marmoree al colore delle altre realizzate in metallo. Dopo più di trent’anni dall’ultimo intervento conservativo, la superficie marmorea della scultura risulta segnata da zone brunastre, forse dovute proprio alla vecchia patinatura. Per questa ragione sarà avviato un progetto di studio volto a conoscere l’opera in modo più approfondito.  Simonetta Brandolini d’Adda, Presidente dei Friends of Florence, ha dichiarato: “Dopo il restauro del rilievo bronzeo raffigurante la Crocifissione di Donatello conservata al Museo del Bargello, siamo felici di partecipare come donatori allo studio e conservazione del San Marco. È un intervento molto importante, poiché aiuterà a comprendere come restaurare non solo questa, ma anche le altre statue in Orsanmichele”.

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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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