MIRKO MARGHERI ed il suo MULINO A VENTO

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Il Ristorante “Mulino a Vento”, immerso nella campagna sopra Pontassieve, circondato da vigneti, orti e oliveti, a mezz’ora da Firenze, è fin dagli anni quaranta parte integrante della Fattoria Lavacchio e prende il suo nome dal mulino presente nella proprietà, dal fascino unico, dove gli ingranaggi sono quelli autentici e spiccano la cuspide rotante e i macchinari per la macinatura; anche se risalente al XIX secolo, s’ispira agli antichi progetti di Leonardo da Vinci. Lo stile è quello tipico del ‘900 toscano, caratterizzato dall’uso di legno, ferro battuto e rame, l’accogliente veranda e la grande vetrata si aprono sulla Valdisieve e da qui i tramonti sono davvero mozzafiato! Protagonista è l’autentica cucina toscana reinterpretata e declinata secondo la stagionalità dei prodotti e la cultura del territorio, come ben rappresenta lo Chef Mirko Margheri che, nato e cresciuto proprio in questa zona, dopo una serie di esperienze in Italia e all’estero, è tornato nel suo “luogo del cuore”, attratto dalla vocazione popolare e contadina della zona.
Le materie prima sono di altissima qualità, molte delle verdure e delle spezie sono coltivate nell’azienda agricola biologica, mentre i salumi sono prodotti dal norcino della Fattoria. Sempre accanto a Mirko sua moglie, Francesca Di Coste, sommelier e responsabile di sala, che con autentica gentilezza e maestria accoglie ogni ospite. Nel menù spiccano l’uovo cotto a bassa temperatura, zucca, mozzarella e olio all’acciuga, gnocchi di polenta, burrata, cavolo nero e sugo d’arrosto, galletto in due cotture, il petto, Bardiccio ed erbe, cosciotto con i suoi fegatelli, porri e pecorino, appetitose sono la mattonella fritta di peposo, ricotta al tartufo, tartare allo zenzero e la pancetta di maialino croccante cotta a bassa temperatura con purea di mele e cipolle in agrodolce. Per terminare in dolcezza, nessun dubbio sul frangipane: pasta di mandorle con mousse di cioccolato bianco e granella di croccante alle mandorle e crema zafferano e limone, semplicemente una prelibatezza. Grandi protagonisti sono anche i vini della Fattoria di Lavacchio. Al Ristorante Mulino a Vento c’è anche la possibilità di una cena esclusiva all’interno del mulino dove si trova un solo tavolo che può essere riservato per una cena romantica per 2 persone, oppure adibito per cene più numerose, per eventi da realizzare ad hoc.


ENGLISH
MIRKO MARGHERI and his MULINO A VENTO

The “Mulino a Vento” Restaurant, immersed in the countryside above Pontassieve, surrounded by vineyards, vegetable gardens and olive groves, just a half hour away from Florence, has always been an integral part of the Fattoria di Lavacchio since the ‘40s, and takes its name from the unique and charming windmill present on the property, where the authentic gears are still present, including a rotating cuspate and the milling machines; albeit dating to the 19th century, it’s inspired to the ancient projects by Leonardo da Vinci. The style is typical of the Tuscan 1900’s, characterized by the use of wood, wrought iron and copper, the presence of a welcoming veranda, and a large glass window facing the Valdisieve; sunsets from here are truly breathtaking! The protagonist, however, is the authentic Tuscan cuisine reinterpreted and declined according to the seasonality of ingredients and the culture of the territory, which is well represented by Chef Mirko Margheri, born and raised in this area, who, after a series of experiences in Italy and abroad, decided to return to a place dear to him, attracted by the folk and farmer vocation of this area. The ingredients are all of the highest quality, and many of the vegetables and spices are grown at the organic farmstead, while the farm’s pork butcher produces the charcuterie. Mirko’s wife, Francesca Di Coste, is the sommelier and floor manager, and welcomes all guests with true kindness and mastery. Several dishes pop out from the exciting menu: slow-cooked egg, with pumpkin, mozzarella and anchovy-flavoured oil; polenta gnocchi, with burrata cheese, Tuscan kale and roast meat sauce; cockerel cooked two ways, the breast, ‘Bardiccio’ (a typical sausage of this area, made with less noble pork cuts, pork blood, garlic and fennel) and herbs; leg of lamb with its livers, leeks and pecorino cheese; and the very tasty fried peposo tile, truffle-flavoured ricotta cheese, ginger tartar or the slow cooked, crisp suckling pig with apple puree and sweet and sour onions. To end on a sweet note, a safe choice is the frangipane: almond paste with white chocolate mousse, topped with crumbled almond brittle and a saffron and lemon cream, a delicious treat. The Fattoria di Lavacchio wines are also notable standouts. At the Mulino a Vento Restaurant, you can also have an exclusive dinner inside the windmill, where there is a table that can be reserved for a romantic dinner for two, or even for more numerous dinners and bespoke events.

MULINO A VENTO RISTORANTE
FATTORIA DI LAVACCHIO
Via di Montefiesole 48,
Pontassieve (FI)
www.fattorialavacchio.com

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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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