Al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze la Porta Sud di Andrea Pisano Per la prima volta nella Sala del Paradiso sono riunite le tre Porte in bronzo e oro del Battistero fiorentino

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La Porta Sud è la più antica delle tre monumentali Porte in bronzo e oro del Battistero di Firenze, realizzata quasi settecento anni fa, tra il 1330 e il 1336, da Andrea Pisano, uno dei maggiori artisti del Trecento, discepolo e collaboratore di Giotto. Il restauro della Porta Sud, durato tre anni, ha riportato alla luce la bellissima doratura originaria e recuperato i raffinati dettagli delle parti scultoree così, dal 9 dicembre scorso e per la prima volta, le tre Porte del Battistero, tra cui la celebre Porta del Paradiso, sono ammirabili una accanto all’altra nella Sala del Paradiso del Museo dell’Opera del Duomo. Nel 1966, durante l’alluvione, la Porta fu gravemente danneggiata e l’anta destra quasi spaccata in due da una grave lesione trasversale, probabilmente determinata da un difetto di fusione preesistente, alcune formelle caddero per terra e andò perduta una delle quarantotto teste leonine. Prima d’ora le tre Porte del Battistero sono state restaurate solo una volta, tra il 1946 e il 1948, quando rientrarono a Firenze dopo essere state smontate e nascoste al fine di proteggerle dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. L’intervento odierno è stato reso possibile dall’Opera di Santa Maria del Fiore, di cui il Museo dell’Opera del Duomo fa parte, che ha finanziato il restauro, lo smontaggio, il trasporto e la successiva collocazione nel museo con un milione e mezzo di euro. Si conclude così il ciclo di restauri delle tre monumentali Porte del Battistero, diretti ed eseguiti dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze: il progetto era iniziato nel 1978 con la Porta del Paradiso, dal 1978 al 2012, era proseguito con la Porta Nord, dal 2013 al 2015, e infine, con la Porta Sud, dal 2016 al 2019. Il restauro della Porta Sud di Andrea Pisano ha coinvolto un’equipe di quattordici restauratori, esperti scientifici e tecnici e la successiva collocazione delle tre Porte del Battistero all’interno di grandi teche nel Museo è necessaria per motivi conservativi. Le porte visibili sul Battistero sono copie degli originali e sono realizzate dalla Galleria Frilli di Firenze. Commissionata dalla potente Arte di Calimala, ovvero la corporazione dei mercanti, la Porta Sud è un gigante in bronzo e oro di circa 8 tonnellate di peso, 4 metri e 94 cm di altezza e 2,95 di larghezza, tanto che per la complessa fusione dell’intelaiatura delle due ante si dovette ricorrere a esperti fonditori di Venezia, Leonardo di Avanzo e i suoi collaboratori. Ma chi era Andrea Pisano? E come ha avuto la più importante commissione artistica del suo tempo? Timothy Verdon, Direttore del Museo dell’Opera del Duomo ci spiega che “di Andrea di Pontedera o “de Pisis” o “Pisano”, non ci sono informazioni prima dell’importantissima commissione per la porta del Battistero. La risposta più ragionevole a questa domanda è che sia stato raccomandato dal maggiore artista del tempo, Giotto di Bondone, con il quale Andrea collaborerà negli anni seguenti per le sculture del campanile, del cui cantiere assumerà la direzione alla morte di Giotto nel 1337. Tale ipotesi è tanto più persuasiva per l’evidente dipendenza di Andrea dall’arte di Giotto nelle scene della vita di san Giovanni della porta. Nell’impostazione narrativa, nelle composizioni, nella costruzione delle figure e nei drappeggi, Andrea è alunno di Giotto”. Andrea Pisano, definito il “maestro delle porte”, eseguirà ventotto formelle della Porta realizzando venti episodi della vita di San Giovanni Battista, patrono del Battistero e della città di Firenze, e ideando otto figure emblematiche. L’ordine di lettura è dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra: sull’anta di sinistra sono rappresentati gli episodi relativi al ruolo di profeta del Battista, mentre a destra quelli del martirio. Le formelle sono intervallate da settantaquattro fregi dorati, ognuno decorato con rosette alternate a diamanti, mentre ai vertici dei quadrilobi, contenenti le scene, si trovano quarantotto teste di leone. Nella parte alta della Porta Sud è leggibile la firma dell’artista: “ANDREAS UGOLINI NINI DE PISIS ME FECIT A.D.M.CCC.XXX” (Andrea figlio di Ugolino figlio di Nino di Pisa mi ha fatto nell’anno del Signore 1330). Il ciclo di mosaici del Battistero, con la vita di San Giovanni Battista, e gli affreschi di Giotto nella Cappella Peruzzi nella Basilica di Santa Croce a Firenze furono fondamentali per la realizzazione di quest’opera, infatti lo stile dell’ultimo Giotto è chiaramente leggibile nelle figure e nelle composizioni ideate da Andrea Pisano.

Photos by Gianfranco Gori

ENGLISH
The South Door by Andrea Pisano at the Museum of the Opera del Duomo in Florence

For the first time, the three bronze and gold doors of the Florence Baptistery will be in the Sala del Paradiso The South Door is the most ancient among the three, monumental bronze and gold doors of the Florence Baptistery, realized almost seven hundred years ago, between 1330 and 1336, by Andrea Pisano, one of the main artists of the 14th century, a student and collaborator of Giotto. The restoration of the South Door, which lasted three years, has brought back to light the beautiful original gilt and recovered the refined details of the sculptural decorations, and thus, since last December 9, and for the first time ever, the three Baptistery Doors, among which the famous Gates of Paradise, can be admired next to each other in the Sala del Paradiso of the Museo dell’Opera del Duomo. In 1966, during the flood, the door was severely damaged, and the right door almost broken in two by a serious transversal lesion, probably determined by a pre-existing fusion defect, some tiles fell off and one of the forty-eight lion heads went lost. Till now, the three Baptistery doors had been restored only once, between 1946 and 1948, when they returned to Florence after being unhinged and hidden to protect them from the bombings of WWII. The Opera of Santa Maria del Fiore, of which the Opera del Duomo is a part of, made this intervention possible by funding a million and a half euro for the restoration, the disassembling, the transport, and the subsequent positioning in the museum. This concludes the cycle of restorations of the Baptistery’s three monumental doors, which were directed and carried out by the Opificio delle Pietre Dure of Florence: the project began in 1978 with the Gates of Paradise, restored from 1978 to 2012, then continued with the North Door from 2013 to 2015, and, finally, ended with the South Door from 2016 to 2019. The restoration of the South Door by Andrea Pisano involved five teams of fourteen restorers, scientific experts and technicians. The subsequent setting of the three doors of the Baptistery inside the great display cases of the Museum was necessary for preservation reasons. The doors now at the Baptistery are replicas of the originals, and have been realized by the Frilli Gallery in Florence. Commissioned by the powerful Arte di Calimala, or the corporation of merchants, the South Door is a bronze and gold giant weighing in at 8 tonnes, 4 metres and 94 centimetres tall, and 2.95 metres wide; the structure was so impressive that Leonardo di Avanzo and his collaborators – expert smelters from Venice – were involved during the fusion process of the frame of the two doors. But who was Andrea Pisano? And how did he receive the most important artistic commission of his time? Timothy Verdon, Director of the Museo dell’Opera del Duomo said “there isn’t much information on Andrea di Pontedera, or “de Pisis”, or “Pisano,” that precedes the very important commission for the door of the Baptistery. The most reasonable answer to this question is that he had been recommended by the main artist of the time, Giotto di Bondone, with whom Andrea will collaborate in the following years for the sculptures of the bell tower, and for which he will manage the building site after Giotto’s death in 1337. This hypothesis is much more persuasive for the obvious dependence Andrea had of Giotto’s art in the scenes illustrating the life of Saint John for the door. In setting the narrative, the compositions, the construction of figures and drapery, Andrea is Giotto’s pupil.” Andrea Pisano, defined as the “master of doors,” will realize twenty-eight tiles of the door, depicting twenty different moments from the life of Saint John the Baptist, patron of the Baptistery and of the city of Florence, and ideating eight emblematic figures. The order to read these is from top to bottom, and from left to right: on the left door are episodes regarding Battista’s role as a prophet, while the right door portrays those of the martyrdom. The tiles are interrupted by seventy-four golden friezes, each of which is decorated with rose cuts alternated with diamonds, while on the vertices of the quatrefoils, containing the scenes, are forty-eight lion heads. The artist’s signature can be read on the high portion of the South Door: “ANDREAS UGOLINI NINI DE PISIS ME FECIT A.D.M.CCC.XXX’ (Andrea son of Ugolino son of Nino of Pisa made me in the year of Our Lord 1330). The cycle of mosaics of the Baptistery, portraying the life of Saint John the Baptist, and the frescoes by Giotto in the Peruzzi Chapel in the Basilica of Santa Croce in Florence, were crucial for the realization of this work and, in fact, the style of the latest Giotto can be clearly detected in the figures and in the compositions ideated by Andrea Pisano.

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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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