Giovan Pietro Vieusseux Il suo obiettivo prioritario era “far conoscere l’Italia all’Europa e all’Italia se stessa”

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Giovan Pietro Vieusseux illustra i suoi viaggi, con accanto il padre Pierre. Olio su tela, inizi Ottocento (Firenze, Archivio Storico del Gabinetto Vieusseux)

Duecento anni fa Giovan Pietro Vieusseux, ligure di nascita e di origini familiari ginevrine, apriva a Firenze il Gabinetto Scientifico e Letterario fra i più prestigiosi in Italia e in Europa. L’antico commerciante di stoffe, che aveva girato il vecchio continente spingendosi fino alle coste dell’Africa, ebbe un’intuizione “rivoluzionaria”: investire in cultura nella città frequentata dagli stranieri, ottenendo una remunerazione al capitale investito. Presero così corpo le iniziative del Gabinetto Scientifico, della Biblioteca Circolante, delle riviste quali l’Antologia, l’Archivio Storico Italiano, la Guida dell’Educatore… Si pagava per frequentare il Gabinetto e leggere i giornali, per avere i libri in prestito, per abbonarsi ai periodici aperti al progresso e alle novità scientifiche e letterarie. Nel contempo si riconosceva il diritto di autore, compensando scrittori e collaboratori non più in modo soggettivo e arbitrario, ma secondo parametri ben definiti. Obiettivo prioritario di Vieusseux era diffondere al massimo la lettura, “far conoscere l’Italia all’Europa e all’Italia se stessa”, come scrisse ai lettori dalle pagine dell’Antologia. Fin dai primi anni di attività, il Gabinetto fu un polo culturale in grado di attrarre a Firenze poeti e scrittori italiani e stranieri: mi limito a ricordare Giacomo Leopardi, che vi trascorse gran parte del soggiorno fiorentino, e Alessandro Manzoni, che nel 1827 venne a “sciacquare i panni in Arno”, ovvero a riscrivere in lingua italiana (quella del “bel parlante fiorentino”) il suo più celebre romanzo, I promessi sposi. Sarà compito del Comitato Nazionale per i duecento anni del Gabinetto Vieusseux, appena costituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo, ripercorrere il divenire dello storico Istituto che ha attraversato due secoli, conservando inalterata la vocazione delle origini: promuovere la cultura, con particolare attenzione agli scrittori e ai fermenti della contemporaneità, nel pieno rispetto della memoria storica. Si pensi all’arricchimento dell’“Archivio Contemporaneo”, con i carteggi e le testimonianze di alcuni fra i maggiori scrittori del Novecento, voluto e realizzato da Alessandro Bonsanti, erede illuminato di Eugenio Montale alla guida dell’Istituto fiorentino. Si inizia il 25 gennaio 2020 con l’apertura della mostra “Il Vieusseux dei Vieusseux. Libri e lettori tra Otto e Novecento. 1820-1923” e si continua con un programma triennale che vede scaglionata nel tempo la realizzazione di altre esposizioni, la pubblicazione di carteggi (fondamentale quello intercorso fra Carlo Emilio Gadda e Alessandro Bonsanti, dal 1939 al 1969), l’ampio ciclo di conferenze “Scrittori e scrittrici raccontano i classici”, e molto altro ancora.

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Giovan Pietro Vieusseux
His main goal was for “Italy to be known by Europe and by Italy itself”

Two hundred years ago, Giovan Pietro Vieusseux, Ligurian by birth and of Genevan descent, founded, in Florence, the Gabinetto Scientifico e Letterario, a scientific-literary association among the most prestigious in Italy and Europe. The renowned textile merchant, who travelled across the old continent until reaching the African coasts, had a “revolutionary” intuition: invest in culture in a city frequented by foreigners, obtaining a return on his invested capital. Thus, many initiatives took shape: the Gabinetto Scientifico, the Biblioteca Circolante, and publications such as Antologia, Archivio Storico Italiano, Guida dell’Educatore… A sum was paid to become a member of the association and to read the newspapers, to check out books, to subscribe to periodicals open to progress as well as scientific and literary innovation. At the same time, authors’ rights were recognised, thus compensating writers and collaborators not in a subjective and arbitrary way, but based on well-defined parameters. Vieusseux’s main goal was to spread literature as much as possible, to “let Italy be known to Europe and to Italy itself,” as he wrote to the readers of Antologia. Since its first years of activity, the Gabinetto was a cultural hub capable of attracting Italian and foreign poets and writers to Florence: we only need to recall Giacomo Leopardi, who spent most of his Florentine stay here, and Alessandro Manzoni, who, in 1827, came to “wash his clothes in the Arno,” or in other words to rewrite his most famous novel, I Promessi Sposi in Italian (Florentine). Once the Ministry of Cultural Heritage and Activities will constitute the National Committee for the two hundred years of the Gabinetto Vieusseux, it will be the task of said Committee to retrace the becoming of this historic Institute across two centuries, in which it has maintained unaltered its original vocation: to promote culture, with particular attention to writers and to the turmoil of the contemporary, with the utmost respect of ancient memory. Let’s consider the improvement of the “Contemporary Archive,” with the correspondence and testimonies of some of the main writers of the 1900s, conceived and created by Alessandro Bonsanti, enlightened successor of Eugenio Montale at the helm of the Florentine Institute. The event will begin on January 25, 2020 with the opening of the show “The Vieusseux of the Vieusseux. Books and writers between the 19th and 20th centuries,” and will then continue with a three-year program that foresees the realization at staggered intervals of more exhibits, the publication of letters (of fundamental importance, the one between Carlo Emilio Gadda and Alessandro Bonsanti from 1939 to 1969), the extensive cycle of conferences “Writers talk about the classics,” and much more.

For detailed information on the committee, on the programs and on the press releases, we invite you to visit the website:
www.vieusseux.it/vieusseux-200-anni

Per informazioni dettagliate sul comitato, sui programmi e sulla rassegna stampa si invitano i lettori interessati a consultare il sito web www.vieusseux.it/vieusseux-200-anni

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Nato il 9 giugno 1944 a Firenze, si è laureato in Scienze politiche e sociali presso la “Cesare Alfieri” di Firenze nel giugno 1969, ottenendo il riconoscimento della medaglia d’oro quale miglior laureato della facoltà. La tesi di laurea, discussa in Storia contemporanea con Giovanni Spadolini aveva come tema Il Concilio ecumenico Vaticano I nella stampa italiana. La tesi fu pubblicata nel centesimo anniversario della Breccia di porta Pia. Ceccuti ha intrapreso l'attività universitaria di insegnamento, studi e ricerche presso la stessa facoltà fiorentina, dalla quale dal 1969 a oggi non si è mai trasferito, oltre a essere membro del Dipartimento di studi dello Stato. Dal 1980 a oggi ha la cattedra di Storia del Risorgimento e tiene il corso di Storia del giornalismo.

Oltre alla pubblicazione di numerose opere scientifiche, collabora con autorevoli riviste storiche quali «Storia contemporanea», «Rassegna storica del Risorgimento» e «Rassegna storica toscana». Da trent'anni collabora alla pagina culturale de «La Nazione» e del «Resto del Carlino». Ha pubblicato, tra gli altri: Il Concilio Vaticano I nella stampa italiana (1970), Un editore del Risorgimento: Felice le Monnier (1974), Il Risorgimento italiano (1977), Immagini nelle parole: Ugo Ojetti (1978),Un quotidiano ieri e oggi (1978), Carteggio D’Annunzio-Ojetti (1979),Piero Fossi la lotta per la libertà (1980), Mussolini nel giudizio dei primi antifascisti (1921-1925) (1983), La casa editrice Le Monnier dal Risorgimento alla Repubblica (1837-1987) (1987). Ha collaborato ai volumi Il Senato italiano nelle tre capitali (1988) e I Presidenti del Senato (1989).

Nel 1992 ha pubblicato la biografia di Giovanni Spadolini. Inoltre ha curato l’introduzione dei discorsi parlamentari di Ferruccio Parri (1990), Giovanni Conti (1991), Pasquale Villari (1992) e di Giuseppe Paratore (1994), editi dal Servizio Studi del Senato della Repubblica, e di Giovanni Spadolini nel 2003. Nel 1996 è uscita la sua biografia dedicata a Girolamo Savonarola. Ha inoltre curato l’edizione di importanti opere postume di Giovanni Spadolini, tra cui i quattro volumi della Bibliografia degli scritti di Giovanni Spadolini. Per volontà testamentaria dell’onorevole Spadolini, Ceccuti è coordinatore culturale e attualmente presidente della Fondazione Spadolini-Nuova Antologia, oltre che direttore della rivista «Nuova Antologia». Il 12 dicembre 1986, motu proprio, il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga lo ha insignito del titolo di Commendatore della Repubblica per meriti culturali.

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