Massimiliano Musto Il Direttore Generale del Four Seasons Firenze

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Massimiliano Musto, ma tutti lo chiamano Max, è il Direttore Generale dell’albergo Four Seasons di Firenze. Nato a Napoli, è entrato a far parte della famiglia Four Seasons nel 1998 e, dopo aver maturato esperienze in dodici alberghi del gruppo, tra cui Four Seasons Hotel Alexandria a San Stefano, Four Seasons Resort Mauritius ad Anahita, al Four Seasons Hotel Tokyo a Marunouchi, Four Seasons Hotel Singapore, fino alle esperienze al Four Seasons Hotel Moscow e il Four Seasons Chiang Mai, approda a Firenze con un invidiabile bagaglio di esperienze e conoscenze. Max, infatti, ha iniziato la sua carriera nell’am quando decise di trasferirsi in Scozia per imparare l’inglese e intraprendere quella che sarebbe divenuta la sua professione. Da allora ha lavorato a Londra come in Sri Lanka, fino a Bangkok dove ha iniziato il suo percorso professionale con Four Seasons.
Per molti aspetti il Suo è un “ritorno a casa”.
Dopo trent’anni sono tornato in Italia e farlo per ricoprire a Firenze il ruolo di Direttore Generale al Four Seasons, dopo un uomo e grande professionista quale era Patrizio Cipollini, è stato motivo di profonda riflessione, ero consapevole che non sarebbe stata una passeggiata. Io credo nel destino e le cose accadono sempre per una ragione. Con Patrizio c’eravamo conosciuti a Mosca, dove allora dirigevo il Four Seasons della città e mentre passeggiavamo mi disse: “continua così che quando mi ritirerò verrai a dirigere il mio Four Seasons a Firenze”. Quelle parole mi colpirono molto, da allora sono trascorsi anni ma custodisco con affetto il ricordo di quella giornata trascorsa insieme.
Il ruolo che ricopre a Firenze non rappresenta solo un nuovo progetto professionale per Lei ma anche un cambiamento di vita per tutta la Sua famiglia.
Sì, indubbiamente. Mia moglie è thailandese e abbiamo due bambini, Massimo di 13 anni e Marcella di 10 anni, a casa parliamo in inglese ma da qualche mese hanno iniziato a studiare l’italiano. I nostri figli sono nati negli Stati Uniti e le decisioni le abbiamo sempre prese insieme, con la famiglia. Durante il mio primo giorno di lavoro qui a Firenze, lo scorso 1 luglio, in una struttura che è forse la più iconica e rappresentativa del nostro gruppo alberghiero, così fortemente caratterizzata e minuziosamente plasmata dalla personalità di chi lo ha diretto, ho pensato per prima cosa che “squadra vincente non si cambia” e che questa squadra deve essere valorizzata al meglio. Nella mia vita, sia personale che professionale, non ho mai pensato in termini provinciali, semmai in prospettiva internazionale e anche per questo ho sempre lavorato all’estero, in giro per il mondo, con persone di nazionalità diversa, pertanto ho iniziato il mio percorso a Firenze osservando quello che già facciamo e come lo facciamo; la mia ambizione per questo nuovo e stimolante progetto professionale è pensare e agire in funzione del potenziamento e ampliamento dei servizi che possiamo offrire ai nostri clienti, improntandoli ancor più ad una visione e aspettativa internazionale. I nostri clienti sono americani, russi, cinesi, francesi, e per andare incontro alle loro esigenze è importante, prima di tutto, conoscere la loro cultura.
Secondo Lei cosa rende davvero unico il Four Seasons di Firenze?
È una struttura talmente sfaccettata, articolata, un luogo ricco di storia e di opera d’arte, impreziosito da affreschi, bassorilievi, stucchi, carta da parati orientale in seta dipinta a mano accuratamente restaurati; situato nella quiete di un parco privato, il Giardino Della Gherardesca, di 4,5 ettari, il più grande della città, il nostro è un urban resort che vanta ben quattro proposte di ristorazione, un Centro Benessere meraviglioso, una piscina incastonata in un giardino secolare.
Il “Palazzo della Gherardesca” è risalente al XV secolo e “La Villa” è un ex convento del XVI secolo. Un luogo emozionante, in grado di trasmettere molte suggestioni. Inoltre io credo fortemente nell’importanza di lavorare tutti insieme per lo stesso scopo, qui ho trovato un team straordinario, molti di loro lavorano qui fin dalla preapertura, e sono certo che insieme continueremo a offrire esperienze meravigliose ai nostri ospiti”.


ENGLISH
Massimiliano Musto
The General Manager of the Four Seasons Florence

Massimiliano Musto, although everyone just calls him Max, is the General Manager at the Four Seasons Hotel in Florence. Born in Naples, he became part of the Four Seasons family in 1998 and, after several experiences in twelve of the group’s hotels, including the Four Seasons Alexandria in San Stefano, the Four Seasons Resort Mauritius in Anahita, the Four Seasons Hotel Tokyo in Marunouchi, the Four Seasons Hotel Singapore, and even the Four Seasons Hotel Moscow and the Four Seasons Hotel Chiang Mai, he arrived to Florence with a noteworthy baggage of expertise and knowledge. Max, in fact, started his career in the field of hospitality over thirty years ago, when he decided to move to Scotland to learn English and begin what would turn out to be his profession. Since then, he worked from London to Sri Lanka and Bangkok, where he moved his first professional footsteps with Four Seasons.
In many ways, for you it was a bit like being “homeward bound.”
After thirty years, I have returned to Italy to take on the role of General Manager at the Four Seasons Hotel in Florence, following the footsteps of a great man and professional such as Patrizio Cipollini. I reflected deeply on this. I knew that it wouldn’t be a stroll in the park. I believe in fate and that things always happen for a reason. I had met Patrizio in Moscow, when I was managing the Four Seasons there, and as we were walking together, he told me: “continue like this, and when I’ll retire, you’ll take my place and manage my Four Seasons in Florence.” Those words struck me. Since then years have passed, but I still cherish this memory and that day we spent together.
The role you have in Florence doesn’t just represent a new professional project for you, but also a life-changing event for your entire family.
Yes, definitely. My wife is Thai and we have two children, Massimo (13) and Marcella (10). At home we speak in English, but they have been studying Italian in the past few months. Our children were born in the United States, and we have always decided things as a family. During my first day of work here in Florence, last July 1st, in a structure that is probably the most iconic and symbolic of our hotel group, so strongly characterized and carefully designed by the personality of who used to manage it, for the first time, I thought: “you don’t need to change a winning team,” and this team must be valued at best. In both my personal and professional experience, I have never had a closed minded approach. If anything, I think of things with an international perspective, and also for this reason I always worked abroad, around the world, in international contexts, thus I began my journey in Florence by observing what we were already doing, and how we did it. My ambition for this new exciting professional project is to think and act based on the improvement and development of the services that we can offer our guests, basing them even more on an international vision and expectation. Our guests come from America, Russia, China, France, and to meet their needs, first of all, it’s important to know their culture.
What do you think makes the Four Seasons in Florence so unique?
It is such a multifaceted structure, articulated, a place rich in history and art, embellished by accurately restored frescoes, low reliefs, stucco, oriental silk hand painted wallpaper. Located in the calm of a private park, the Giardino della Gherardesca, which extends over 4.5 hectares, the largest in the city, ours is a true urban resort that boasts four restaurants, a beautiful spa, and a pool surrounded by a historic garden. The “Palazzo della Gherardesca” dates back to the 15th century, while “La Villa” is a former 16th century convent; an evocative location that transmits real emotions. Moreover, I strongly believe in the importance of teamwork, and here I have found an extraordinary group of professionals, many of whom have been working here since its opening. And I am sure that, together, we will continue to offer amazing experiences to our guests.”

by CRISTIANO IMPERIALI
& ANNA BALZANI

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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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