L’artista Jorit Ciro Cerullo, noto semplicemente come Jorit, uno dei più apprezzati esponenti della street-art internazionale, torna a Firenze dopo due anni dalla realizzazione del murale dedicato a Nelson Mandela sulla facciata di quello che è stato successivamente ribattezzato “il Condominio dei Diritti”, in piazza Leopoldo. L’iniziativa di allora era promossa dall’Associazione Mandela Forum in occasione del quinto anniversario dalla scomparsa del Premio Nobel per la pace, questa volta l’artista dipinge su un edificio di edilizia popolare, in via Canova 25/22, un grande ritratto di Antonio Gramsci, politico e intellettuale comunista di origine sarda, incarcerato dal regime fascista dal 1926 al 1937. Il pensiero politico di Antonio Gramsci, presente anche nei numerosi scritti di cui molti pubblicati solo postumi, trasse ispirazione dall’analisi e rilettura dei fenomeni sociali e politici internazionali a partire dal Risorgimento in poi, ed esercitò una profonda influenza sulla cultura italiana del dopoguerra. Criticò per la prima volta lo stalinismo, formulò i concetti di “egemonia” e “rivoluzione passiva”. Le riflessioni sviluppate da Gramsci durante gli anni di prigionia, raccolte nei “Quaderni del carcere”, hanno ispirato negli anni partiti e movimenti di liberazione di tutto il mondo nella ricerca di percorsi di progresso per le classi popolari. Fra questi anche il Partito Comunista Italiano, di cui Gramsci fu tra i fondatori nel gennaio del 1921, e che anche nel segno di Gramsci caratterizzò la stagione definita dell’“eurocomunismo” che precedette di qualche anno il definitivo scioglimento del partito.

“Anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera,
ricominciando dall’inizio”

Antonio Gramsci (Tratto da Lettere dal carcere)

Nei murales di Jorit sono sempre “nascoste” delle parole che vengono impresse dall’artista sulla parete spoglia prima dell’inizio della stesura del colore; tali frasi hanno un senso, la loro presenza è volta ad amplificare il significato delle azioni e della personalità del personaggio ritratto.

Credits photo ©MarcoBorrelli
(Associazione Teatro Puccini)

Anche in questo caso, nella fase preliminare dell’opera ora in fase di realizzazione, Jorit ha tracciato a tutta parete una riflessione di Gramsci tratta da “Lettere dal carcere”, da una delle lettere che scrisse a suo fratello Carlo, era il 1927: “anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio… La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere”. Parole che sembrano acquisire ancora maggiore vigore e un rinnovato significato in tempi come quelli che stiamo vivendo, in cui l’intero Paese si trova a scrutare con paura il futuro, parole che richiamano all’“ottimismo della volontà”, il motto applicato da Gramsci a tutta la sua vita. Ed è proprio ciò che sta facendo l’Associazione Teatro Puccini, ovvero rimettersi all’opera, un impegno, questo, che ha voluto ricordare sin dal titolo dell’intero progetto, Odio gli indifferenti, tratto da uno scritto di Gramsci apparso per la prima volta nel 1917 sulla rivista La Città Futura. Oggi più che mai è indispensabile non essere indifferenti.

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(Associazione Teatro Puccini)

Jorit, nato a Napoli nel 1990, da madre olandese e padre italiano, incentra la propria arte sulla raffigurazione realistica del volto umano e molto spesso i protagonisti del suo lavoro sono grandi ritratti di personaggi che hanno lasciato un segno nella Storia. Le strisce rosse presenti sulle guance dei volti realizzati sono un simbolo, rimandano a rituali magici e curativi africani, in particolare alla procedura della scarificazione, rito iniziatico del passaggio dall’infanzia all’età adulta, legato al momento simbolico dell’entrata dell’individuo nella tribù.

Oltre all’Italia, dove ha esposto anche al MACRO di Roma, al Museo MAGMA e al P.A.N. di Napoli, Jorit realizza opere ragguardevoli in Spagna, Portogallo, Inghilterra, Australia, Norvegia, Olanda, Germania, Francia, Grecia, ma anche in Africa, soprattutto in Tanzania, e poi Bolivia, Argentina dove nel 2017 a Buenos Aires realizza il ritratto di Santiago Maldonado, attivista per i diritti del popolo Mapuche, in Cile dove esegue un ritratto del poeta e attivista politico Pablo Neruda, ma anche Perù, Messico, Cuba, Cina, Palestina, Stati Uniti d’America, a New York, Las Vegas e Sacramento, in California. Nel 2019 in Russia ha dipinto il più grande ritratto al mondo del cosmonauta Jurij Gagarin.

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(Associazione Teatro Puccini)

La superficie della parete destinata al ritratto di Gramsci è di 213 metri quadri e con questo intervento prosegue l’impegno del Comune di Firenze e di Casa spa di mettere alcune delle pareti dei suoi edifici a disposizione di artisti affinché parti della città diventino un museo all’aperto dell’arte contemporanea. In occasione della presentazione del progetto, Cristina Noferi, Presidente dell’Associazione culturale Teatro Puccini ha sottolineato come “anche se Antonio Gramsci viene ricordato come fondatore Partito Comunista Italiano, resta uno dei pochi personaggi storici intellettuali italiani studiati in tutto il mondo per il suo pensiero filosofico della politica. Lo vogliamo ricordare come filosofo politico, storico, intellettuale, giornalista di umili origini che lasciò la Sardegna vincendo una borsa di studio per arrivare a Torino dove si laureò e cominciò la sua vita da giornalista. Voglio ricordare un suo pensiero che molto mi ha colpito nel quale sosteneva che ogni essere umano era un intellettuale, ma c’era chi lo faceva di mestiere. Esiliato, arrestato, cagionevole di salute, ha passato tutta la vita alla ricerca dalla verità e il Teatro Puccini che rappresento è orgoglioso di far parte del progetto Odio gli indifferenti”.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione culturale Teatro Puccini, in collaborazione con l’Assessorato Sport, politiche giovanili, città della notte, terzo settore, immigrazione, lotta alla solitudine del Comune di Firenze, Quartiere 4 del Comune di Firenze e Casa spa.

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(Associazione Teatro Puccini)