Uffizi, l’arte dei grandi chef anima i capolavori del museo | Uffizi da mangiare Dal 17 gennaio, ogni settimana, un noto chef sceglierà un dipinto dalle collezioni del museo e proporrà al pubblico una ricetta che da esso trae ispirazione

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Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, Ragazzo con cesta di pesci

Tra i capolavori custoditi agli Uffizi, tanti sono i dipinti con tema enogastronomico e curiosando di sala in sala si susseguono opulenti cesti colmi di grappoli d’uva e ogni tipologia di frutta e verdura. Mele e pere succulente, melagrane mature, pesche estive, fichi settembrini, rossi peperoni, funghi che sembrano essere stati appena colti, e poi ancora cavoli, cipolle, limoni, formaggi, noci, castagne, pesce, selvaggina e cacciagione, diventano espressione dei ricchi banchetti che si tenevano in case aristocratiche, memoria di momenti della quotidianità e testimonianza delle consuetudini alimentari delle epoche passate. Il vino, poi, proposto all’interno di bicchieri, brocche e calici di cristallo, spesso collocato proprio al centro di nature morte e raffinatissime composizioni le cui cromie delineano perfetti e invitanti giochi di luci e ombre, è il grande protagonista di tavole elegantemente addobbate. Tantissime sono le opere in cui proprio il vino rappresenta un elemento imprescindibile. Impossibile non citare il dio “Bacco”, rilassato, colorito e a tratti assonnato, così come è realizzato da Caravaggio tra il 1595 e il 1598 ed esposto alle Gallerie degli Uffizi di Firenze; il dio se ne sta comodamente seduto su una specie di triclinio e sembra volerci offrire, seppur con fare incerto, la coppa con il vino appena versato… che sia stato un dio già ubriaco? Chissà… La bellezza delle opere d’arte è anche intrisa delle curiosità che esse sono in grado di suscitare e che costituiscono parte del loro fascino.

Giorgio De Chirico, Peperoni e uva

Con l’iniziativa “Uffizi da mangiare”, le leccornie protagoniste dei capolavori della storia dell’arte escono dai dipinti e diventano piatti appetitosi da gustare a tavola. Gli Uffizi hanno realizzato una serie di brevi filmati che saranno poi lanciati su Facebook: a partire dal 17 gennaio, ogni domenica, il Museo posterà un video nel quale un noto cuoco, o personaggio del mondo enogastronomico, sceglierà un’opera dalle collezioni e, ispirandosi agli ingredienti che vi sono raffigurati (frutta, verdura, carni, pesce), proporrà al pubblico ricette o cucinerà pietanze durante il video stesso. Il proposito è illustrare e approfondire l’intimo legame che, soprattutto attraverso il genere sempre intrigante della natura morta, unisce da sempre l’arte della pittura a quella della gastronomia.

Jacopo Chimenti detto l’Empoli, Selvaggina e varie

“Negli ultimi decenni – spiega Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi – il vincolo tra arte e gastronomia è diventato una vera e propria scienza e materia di una seria indagine storica. Il nostro intento, in questi video, è quello di creare un legame ancora più stretto con le opere del Museo, inserendole in un contesto attuale e vitale. Il cibo dipinto e quello cucinato si incontrano così su un piano di verità che stimola l’attenzione dell’osservatore e porta alla ribalta i significati profondi e inaspettati nascosti nelle scene e nelle nature morte create dai pittori”.

Con ‘Uffizi da mangiare’ vedremo Fabio Picchi, patron del Cibrèo di Firenze e celebre volto tv della cucina toscana, confrontarsi con il settecentesco “Ragazzo con pesce” di Giacomo Ceruti; il macellaio e ristoratore di Panzano in Chianti, Dario Cecchini, noto anche per aver portato in cucina i versi della Divina Commedia dantesca, “servirà” la sua versione della “Dispensa con botte, selvaggina, carni e vasellame” di Jacopo Chimenti, pittore fiorentino del Cinquecento, detto anche L’Empoli; la chef stellata Valeria Piccini, del ristorante Da Caino, a Montemerano, in provincia di Grosseto, proporrà una sua ricetta da una “Natura morta” dell’Empoli, mentre Marco Stabile, chef stellato de L’ora d’Aria a Firenze, “sfiderà” in tavola i “Peperoni e uva” di Giorgio De Chirico. Fino a primavera inoltrata, le puntate con tema enogastronomico ingolosiranno con ricchi menù il pubblico virtuale degli Uffizi, le protagoniste principali saranno le opere di Caravaggio, Felice Casorati, Giovanna Garzoni e tanti altri grandi artisti.

Trovate qui tutte le informazioni:

https://www.facebook.com/uffizigalleries

ENGLISH

Uffizi, prominent chefs’ craft animate the museum’s masterpieces / Uffizi to eat

From the seventeenth of January onwards, every week a distinguished chef will select a painting from the museum’s collections, abstracting from it an inspiring recipe which will be offered to the public.

 

Within the masterpieces conserved in the Uffizi, many are the paintings regarding food and wine. Adventuring through different rooms, opulent baskets full of grapes and all varieties of fruits and vegetables supersede one another. Succulent apples and pears, mature pomegranates, aestival peaches, September figs, red peppers, mushrooms seemingly freshly collected, alongside cabbage, onions, lemons, cheese, nuts, chestnuts, fish, selvaggina and cacciagione, become expressions of rich feasts previously hosted in aristocratic mansions, enabling the reminiscence of quotidian moments and the witness of alimentary customs of ancient times. Further, the wine, offered in glasses, pitchers and crystal chalices, is often collocated exactly at the centre of still lives and other extraordinarily refined artistic compositions, which colours delineate the perfect and inviting games played by lights and shades. Forthwith, these features are the protagonists of tables elegantly adorned. Within these pieces, wine represents an essential element and is consistently profoundly abundant. It is impossible not to cite the god “Bacco”, appearing relaxed, coloured, and sometimes sleepy, in the same way, Caravaggio composed it between 1595 and 1598. Subsequently, this piece was exposed in Florence’s Uffizi Galleries; whither, the god is comfortably sitting on a type of triclinium which seems to be hesitantly offering us a cup of the wine just poured. We wonder, could this god have been drunk at an earlier time? Who knows…Yet the beauty of artworks is intrinsic to the curiosity which these are able to emanate, constituting part of their fascination.

With the initiative, “Uffizi to eat”, the above-mentioned delicacies, the protagonist of the art history’s masterpieces, exit the paintings and become appetizing dishes to be enjoyed at the table. In addition, the Uffizi realised a series of short films which will be released on Facebook: from the 17th of January, each Sunday, the museum will post a video whereby a distinguished cook, or character originating from the sphere of food and wine will choose a piece from the different congeries and, inspired by the ingredients which it depicts (fruits, vegetables, meats, fishes), will propose to the public its recipes, or may even imminently cook its dishes in the video. The purpose is to illustrate and elaborate on the intimate connection which, mainly through the perpetually intriguing genre of still lives has always brought close together the art of painting and that of gastronomy.

Michelangelo Merisi detto Caravaggio, Bacco

“In the past decades – explains Eike Schmidt, Director of the Uffizi Gallery – the bond between art and gastronomy has become a proper science, a real subject of historical investigation. Our intention, in these videos, is that of creating a closer tie with the museum’s pieces, inserting them in an actual and vital context. In such way, the food painted and that cooked may meet on realistic grounds, stimulating the attention of the observer and overturning the deep and unexpected hidden meanings in scenes of still lives created by painters.”

With “Uffizi to eat”, we will see Fabio Picchi, patron of Florence’s Cibrèo, a famous head of Tuscan television, confronting himself with the eighteenth century, “Boy with fish”, by Giacomo Ceruti; the Panzano’s butcher and restaurateur in Chianti, Dario Cecchini, famous to have consorted Dante’s Divina Commedia’s verses in the kitchen, will “serve” his version of, “pantry with barrels, selvaggina, meats and pottery”, by Jacopo Chimenti, Florentine painter from the fifteen hundreds, also named L’Empoli. Further, the primed chef Valeria Piccini, from the restaurant Da Caina in Montemarano, in Grosseto’s province, will propose one of her receipts inspired by a still life from Empoli, whilst Marco Stabile, primed chef from L’ora d’Aria in Florence, will challenge at the table “pepper and grapes” by Giorgio De Chirico. Until spring, all episodes will meet the thematic of food and wine, enticing the virtual public of the Uffizi with rich menus, which main protagonist will be the works of Caravaggio, Felice Casorati, Giovanna Garzoni and several other great artists.

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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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