La Giornata delle Donne nella Scienza raccontata dall’arte La mostra alla Galleria Immaginaria di Firenze ci racconta che i sogni, come i fiori, si coltivano e si realizzano

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Photos courtesy Galleria Immaginaria, Firenze

Nel 2015, l’ONU istituì una giornata per celebrare le donne della scienza, un ricordo importante in quel mondo dove i protagonisti sono uomini. Un ringraziamento speciale viene offerto a tutte le donne, infermiere, dottoresse e scienziate che ogni giorno combattono una pandemia globale. Più precisamente, l’11 febbraio si festeggiano le donne della scienza, come stabilito dall’UNESCO (agenzia per la Scienza e la Cultura delle Nazioni Unite).

Quest’anno, a Firenze, tale evento si svolge in modo impareggiabile, viaggiando nel passato e aprendo le porte a un’immaginazione artistica, attraverso la mostra Doubt Thou the Stars are Fire, allestita alla Galleria Immaginaria, il cui titolo ha origine dall’Amleto di Shakespeare. La mostra, visitabile dall’11 febbraio, presso la Galleria Immaginaria anche in versione digitale con un catalogo multimediale, grazie a Design of the Universe, associazione organizzatrice che percorre universo e scoperte scientifiche epoca dopo epoca, ricordandoci di mai dimenticarci il ruolo delle donne scienziate nella nostra contemporaneità.

Photos courtesy Galleria Immaginaria, Firenze

La mostra non solamente espone, ma anche invita. Artisti, attori, oratori e scienziati da vari angoli del mondo si riuniscono in questa giornata straordinaria dalle sfumature eleganti. In modo particolare, la Galleria Immaginaria si dedica alla famosa scienziata Henrietta Swan Leavitt, astronoma statunitense anche conosciuta come “donna computer” per le sue abilità matematiche, che fu una delle prime a diffondere gli studi sull’espansione dell’universo. Inoltre, uno dei contribuiti essenziali di Leavitt si concentra sulle scoperte delle stelle variabili del navigatore portoghese Magellano, delle quali analizza la relazione tra periodo e magnitudine, un elemento essenziale al progresso scientifico, impiegato per misurare le distanze stellari. Una donna distinta che ricorda il legame tra uomo e natura, realtà e destino, e quanto questo anno di stasi sia una piccola scintilla in un’universo tanto più ampio. Soprattutto, ciò va considerato nell’osservazione delle statistiche odierne, quelle che in poche parole segnalano che 4 su 5 dei laureati di scienza sono uomini. In questa giornata non solo si festeggia un’eredità scomparsa, ma prendono vita motivazione e iniziative. Per risolvere il problema del “gender gap” in scuole e università, le realtà presenti non solo vanno esposte, ma servono a combattere i nostri stigmi contemporanei, rivolgendosi alle problematiche di parità di genere. Solamente il 16,5% delle donne si laurea in materie scientifiche, in contrasto con il 37% degli uomini. Dove sono le nostre donne scienziate? La parità d’istruzione, di opportunità ed educazione in tale campo è messa in luce, rivelando il bisogno imminente di progresso in questo campo, lasciando dietro stereotipi e seguendo la campagna #WomenInScience. Uscendo dall’Italia, il rapporto globale dell’UNESCO dimostra che meno di un terzo di scienziati sono donne, queste ultime con uno stipendio inferiore a quello maschile ma uno spirito innovativo che non va trascurato: per questo l’importanza di tale giornata. Un grande ringraziamento va a tutte le donne in prima linea contro il Covid-19, ricordando a tutte le altre di perseverare nelle loro ambizioni, traendo ispirazione dai numeri crescenti di studenti di scienza all’estero. La mostra alla Galleria Immaginaria ci racconta che i sogni, come fiori, si coltivano e si realizzano. Così, le scoperte di ieri raccontano i bisogni del domani.

Alla Galleria Immaginaria sono esposte le opere di Mick Finch, artista inglese, basate sul suo Book of Knowledge, l’enciclopedia britannica degli Anni ’50, un progetto iniziato e sviluppato sin dal 2014. Marilena Faraci sorprende il pubblico con effetti di fluidità e dinamismo, rappresentando spazio e innovazione con bitume e tele a olio. Silvia Zambarbieri offre un ritratto composto con diverse tecniche, tali che pittura e filo da cucire, con le quali rappresenta una metà del corpo di Henrietta. Inoltre, la curatrice della mostra, Elisabeth Vermeer, ha offerto visite guidate dalle 15.30 il giovedì 11 febbraio. Attraverso colori e contrapposizioni di forme e oggetti, modelli artistici drammatici e illuminanti viene ricordato il lavoro di Swan Leavitt, rivolgendosi al pubblico per raccontare una storia senza fine.

Photos courtesy Galleria Immaginaria, Firenze

Come sopracitato, i lavori artistici sono accompagnati dalle parole di vari esperti, come un’introduzione dell’astrofisica Francesca Matteucci, interventi della psicologa Patrizia Romito, dell’astrofisica Ginevra Trinchieri, delle poetesse Milena Buzzoni, Laura Cecilia Garavaglia, Serena Vestene, Marisa Tumicelli, dell’attore Eric Nicholson, dei cantatori di musica antica Rossana Damianelli e Paolo Fabbrone, della scenografa Cri Eco, dei vari fotografi dell’Associazione FotoPoesia, tra i quali Carlo Accerboni, Fabrizio Cillo, Silvia Patruno, Antonio Di Pace, Riccardo Grezar, Rossella Sommariva, Gian Luigi Suman e varie altre artiste quali che Silvia Bibbo, Farzaneh Rostami e Claire Jeanine Satin.

Amalgamando arte e scienza, le regole e le verità dell’universo che ci circonda abbracciano l’essere e l’uomo, rappresentando e raccontando la scienza in un linguaggio universale: quello della musica, dell’arte e della poesia.

Photos courtesy Galleria Immaginaria, Firenze

English

The International Day of Women and Girls in Science recounted by art

The exhibition at the Galleria Immaginaria in Florence tells us that dreams, like flowers, are cultivated and realised

In 2015, the United Nations established a specific day to celebrate all women and girls in science, providing us with an essential reminder in a world whither protagonists tend to be men. A special thank you goes to all women, nurses, doctors and scientists who, every day, fight a global pandemic. Thus, as established by UNESCO (the United Nation’s agency for Science and Culture) on the 11thof February all women and girls in science are celebrated. This year, in Florence, such an event occurs in an incomparable style, travelling through the past and opening doors to an artistic imagination through the exhibition Doubt Thou the Stars are Fire, set up by Galleria Immaginaria with a title originating from Shakespeare’s Amleto. Not only was the exhibition open on the 11th, 12thand 13thof February in Galleria Immaginaria, but also in a digital version through a multimedia catalogue, thanks to the Design of the Universe, an organizing association that goes through universesand scientific discoveries across time and space, reminding us never to forget the role of scientist women in our contemporaneity.

The exhibition not only shows but also invites. Artists, actors, orators and scientists from all corners of the world come together in this extraordinary day of elegant nuances. In a specific way, the Galleria Immaginaria dedicated the show to the famous scientist Henrietta Swan Leavitt, an American astronomer also known as “computer woman” for her mathematical abilities, who was one of the first to spread studies on universal expansion. Further, one of Leavitt’s essential contributions focuses on the discovery of Magellano’s stars’ variables, from which she analyses the relationship between time and magnitude, an essential element of scientific progress employed to measure stellar distances. She is a distinct woman recounting theconnection between man and nature, reality and destiny, and how much this year of stasis is a small spark in a much bigger universe. Above all, this must be considered in the observation of daily statistics that in a few words convey that fourout of five science graduates are men. During this day not only do we celebrate a disappeared heritage, but we must become alive, full of motivation and energy. To solve the “gender gap” issue in schools and universities, such realities not only need to be underlined, but they are also essential to combat our contemporary stigmas, addressing gender equality’s problematics. Only 16, 5% of women graduate in scientific subjects, contrasting 37% of men – where are our women scientists? The equality of education in such a field is undeniably underlined, revealing the imminent need for progressin the above-mentioned sector, leaving behind stereotypes and supporting the campaign #WomenInScience. Outside of Italy, UNESCO’s global report demonstrates that less than one-third of scientists are women, who have a wage inferior to men yet an innovative spirit that should not be neglected. For this reason, such a day is celebrated. A big thank you goes to all women in the front line fighting Covid-19, reminding others to persevere in their ambitions, listening to their dreams, which, like flowers, are cultivated and realised. Thus, yesterday’s discoveries tell us about tomorrow’s needs.

Galleria Immagina exposes Mich Finch’s work, an English artist, based on his Book of Knowledge, a British encyclopedia from the fifties, a project that began and has been evolving since 2014. Marilena Faraci surprises the public with effects of fluidity and dynamism, representing space and innovation with bitumen and oil canvases. Silvia Zambarbieri offers a portrait made of different techniques, such as painting and sewing threat, representing half of Henrietta’s body. Further, the exhibition’s curator, Elisabeth Vermeer was presented and offered guided visits from 15.30 on Thursday the 11thof February. Through colours and contrapositions of colours and objects, dramatic and illuminated artistic models, Swan Leavitt’s work is highlighted, addressing herself to the public to recount an endless story.

Photos courtesy Galleria Immaginaria, Firenze

As mentioned above, these artistic works are accompanied by words of several experts, such as an introduction from the astrophysics Francesca Matteucci and Ginevra Trinchieri, intervention from the psychologist Patrizia Romito, the poetesses MilenaBuzzoni, Laura Cecilia Garavaglia, Serena Vestene, Marisa Tumicelli, the actor Eric Nicholson, the singers of ancient music Rossana Damianelli and Paolo Fabbrone, the scenographer Cri Eco, the various photographers from the FotoPoesia Association, amongst which is Carlo Accerboni, Fabrizio Cillo, Silvia Patruno, Antonio Di Pace, Riccardo Grezar, Rossella Sommariva, Gian Luigi Suman and several other artists such as Silvia Bibbo, Farzaneh Rostami e Claire Jeanine Satin.

Amalgamating art and science, the rules and truth of the universe surrounding us bring together being and man, representing and recounting science in a universal language: that of music, of art and poetry.

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Fare la giornalista mi è sempre sembrato l’unico modo per soddisfare la mia curiosità. Sono cresciuta amando i viaggi e le persone nuove, quelle più strane come quelle più timide. Posso dire che libro e penna sono stati i miei compagni sin da bambina, facendomi sognare e desiderare di essere io, quella a tenere la penna. Così, dai 15 anni in poi ho iniziato ad esplorare il mondo del giornalismo, dell’investigare, del chiedere, che alla fine è come leggere un libro con interazioni occulte, per conoscere una storia diversa, incontrandola. Da piccola ho frequentato la Scuola Montessori, che "sveglia e apre gli occhi spenti", poi gli Artigianelli di Firenze e la Scuola Europea di Bruxelles, fonti di diversità ed educazione creativa che davano importanza alla "domanda", al "perchè", prima di tutto. I viaggi e le varie esperienze di volontariato tra Malabo, per l’ONG Mbengono, Bruxelles, per Food For Friends, e Dublino, hanno aperto porte a sogni la cui realtà piano piano si è avvicinata alla mia, sempre di più. Mi piace scrivere per conoscere la cultura e la storia di identità altrui. Appassionata di arte, cultura e fotografia, musica e tutto ciò che ha bisogno di essere urlato, o sussurrato, per essere sentito, ho scritto per diverse riviste come il Dublino University Times, Strange Times, The Post e Rewriters, dove ho una colonna dal titolo, “Giovani, Cultura e Innovazione”, discutendo tali temi in termini europei. Questo amore per la scrittura, l'interpretazione e il porre domande si è esteso maggiormente negli ultimi quattro anni, nei quali ho intrapreso un percorso di laurea in Storia e Scienze Politiche al Trinity College di Dublino. Questi anni hanno alimentato maggiormente la mia passione per il giornalismo, scegliendo storia e politica, ricordando le parole di una giornalista che mi disse al momento di fare la scelta tra politica e giornalismo, “è meglio avere qualcosa di cui scrivere, se sai già scrivere”. E così l’avventura in Irlanda mi ha insegnato una lingua in più, accanto al francese, all'italiano e al tedesco, mentre scoprivo l’arte del mondo, il suo funzionamento, attraverso le sue tradizioni e i suoi meccanismi poco umani, che hanno bisogno di tanta verità. Adesso, amo scrivere e continuo a pensare con occhi diversi da quelli con i quali vedo. Sono assistente progetto per l’ONG BPUR International, i cui obiettivi offrirebbero al mondo e i suoi cittadini una speranza in più. Oramai nomade di questo mondo e fiorentina di sangue, scrivo di viaggio, cultura, arte e musica, di tutto ciò che mi incuriosisce.

EN

Being a journalist always seemed to me as the only way in which I could satisfy my curiosity. I grew up loving travels and new people, the strangest, and the shyest. I may say that a pen and a book have been my companions since I was a kid, making me dream and desire for that to be me, the one holding the pen. Thus, from fifteen onwards, I started to explore the world of journalism, of investigation, of inquiring. This, in the end, is like reading a book with occult interactions: to know a different story, encountering it. When I was younger, I attended the Montessori School, which awakens and opens shut off eyes, then Artigianelli in Florence and the European School in Brussels, which sources of diversity and creative education accorded importance to questioning, before anything else. The travels and the many volunteering experiences between Malabo for the NGO Mbengono, Brussels for Food For Friends and Dublin, opened doors to dreams which reality I have slowly gotten closer to. I like to write to understand the culture and story of someone else’s identity. Passioned by art, culture and photography, music and all that needs to be shouted or whispered in order to be heard, I wrote pieces for several magazines, such as Dublin’s University Times, Strange Times, The Post and Rewriters, where I have a column named “Youth, Culture and Innovation”, discussing such themes on European grounds. This love for writing, interpreting and asking furtherly spread in the last four years, during which I undertook (still ongoing) a Bachelor in History and Political Science at Trinity College Dublin. These years furtherly fed my passion for journalism, choosing history and politics as I followed the good words of a journalist who told me when the time to make the choice between politics and journalism came, “it is better to have something to write about, if you already know how to write”. In this way, the Irish adventure taught me one more language, alongside French, Italian and German, whilst I discovered the art of the world, how it works, through its traditions and its poorly humanistic mechanisms in need of a lot of truth. Now, I love to write, and I persist in thinking with different eyes than with those with which I see. Currently, I am Project Assistant for an NGO named BPUR International, which objectives would offer the world and its citizens the ambition of one more hope. At once nomad of this world and Florentine by blood, I write about travel, culture, art and music, about everything that makes me curious.

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