L’albero dantesco di Giuseppe Penone in Piazza Signoria L’installazione è la più grande scultura mai ospitata nello spazio pubblico del centro storico di Firenze Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi: “l'arte contemporanea in questo luogo crea dibattito dai tempi del David di Michelangelo"

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Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi

Un abete gigantesco di 22 metri collocato in piazza della Signoria, nel cuore di Firenze, attrae immediatamente gli sguardi incuriositi dei pochi passanti in un centro storico “deserto” per il protrarsi della “zona rossa” dovuta all’emergenza sanitaria Covid-19 in tutta la Toscana. L’installazione è realizzata dall’artista Giuseppe Penone ed è la più grande mai collocata nel centro fiorentino. Curata dagli Uffizi in co-promozione con il Comune di Firenze e la collaborazione dell’associazione Arte continua, l’opera costituisce un’anticipazione di Alberi In-Versi, la mostra dedicata a Penone che le Gallerie degli Uffizi ospiteranno dal 1 giugno al 12 settembre 2021, nell’ambito delle celebrazioni dantesche per il settecentenario della morte del poeta, autore della Divina Commedia.

“Abete” è una scultura colossale, concepita come metafora del Paradiso, dove Cacciaguida degli Elisei, per descrivere all’incredulo Dante il luogo in cui si trova, afferma: “l’albero che vive de la cima / e frutta sempre e mai non perde foglia” (vv. 29-30, Canto XVIII, Paradiso, Divina Commedia).

 Giuseppe Penone (3 aprile 1947Garessio, in provincia di Cuneo) ha iniziato la sua attività artistica ed espositiva nel 1968 nell’ambito della corrente dell’Arte Povera“, della quale è divenuto uno dei massimi rappresentantiL‘albero è elemento centrale nella sua produzione artistica e immagine simbolo di una giovinezza trascorsa tra i boschi delle Alpi Marittime. I suoi alberi hanno una forma caratteristica, essenziale, saldamente piantati nella terra ma con i rami protesi verso il cielo. Tra di essi l’artista predilige le conifere, per il loro tronco resistente alle torsioni e i rami dall’andamento regolare, in pratica una sintesi formale dell’idea stessa di albero. Per questl’opera che Penone ha scelto di collocare in Piazza della Signoria è un abete monumentale. Il tronco e i rami sono stati realizzati in fusione di acciaio inossidabile, avvolta da un reticolo che conferisce all’installazione un senso ascendente: i 18 elementi che lo formano sono stati modellati in bronzo, con un procedimento di fusione da calchi di bambù. 

Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi
Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana
Dario Nardella, sindaco di Firenze

Un’installazione che sottolinea aspetti da sempre molto importanti per l’artista: l’ambiente, il rapporto uomo-natura, il ruolo dell’arte, anche e soprattutto nello spazio urbano, dove secondo Penone si sviluppa una continuità tra natura e cultura, tra il tempo della vita e quello della storia, tra passato e presente, perfino in un luogo così fortemente simbolico e ricco di preziose stratificazioni artistiche e storiche come è piazza Signoria a Firenze. 

 Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, ha sottolineato che“l’arte contemporanea in piazza della Signoria ha conosciuto dibattiti anche accesi, fin dai tempi del David di Michelangelo e dell’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli: questo è sempre stato un segno della vivacità dei fiorentini, che ora potranno meditare (e perché no, polemizzare) sui molti significati dell’installazione di Penone. Rimane comunque il fatto che questo “albero dantesco” che nell’intenzione dell’artista si rifà ai versi dell’Alighieri, mescola un’idea astratta della natura – non a caso in metallo – alla concretezza tutta petrosa del centro di Firenze”.

Piazza Signoria

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha dichiarato che “nel giorno dedicato al Sommo Poeta, a settecento anni dalla sua morte, è fondamentale ribadire la grande contemporaneità dell’Alighieri, intatta ancora oggi, attraverso l’opera di uno degli artisti italiani, Giuseppe Penone, che del contemporaneo più possono dirsi maestri. E farlo in piazza della Signoria, un luogo così carico di simboli, di valori, fin dai tempi stessi di Dante, rende questa esposizione ancora più importante e preziosa”.

Dario Nardella, sindaco di Firenze, ha sottolineato che“l’albero per sua natura volge lo sguardo verso il cielo, verso quelle stelle agognate da Dante, verso la salvezza. Quale migliore simbolo dunque, in questo anno drammatico, di una speranza di rinascita e di ripartenza dopo la pandemia? Firenze celebra il suo Poeta con questa icona nella sua piazza principale, da alcuni anni teatro di arte pubblica contemporanea, come segnale di ripartenza a cominciare dalla cultura, dall’arte e dalla natura. Quest’opera e in generale gli appuntamenti per il 700/o anniversario saranno non solo un’occasione unica per celebrare il Sommo Poeta ma anche una forma di riconciliazione della sua città nei confronti di un cittadino prima così negletto e poi così rimpianto, e un modo di affrontare a 360 gradi la sua straordinaria e ancora attuale eredità. Un’eredità che passa dal museo della lingua a Santa Maria Novella, dal cenotafio a Santa Croce, dai reading delle terzine lette in ogni parte del mondo, dalle lapidi e dalle sculture che ricordano il Poeta e la Commedia, e dalle miriadi di eventi che ci apprestiamo a organizzare nel segno di una figura che è diventata un simbolo universale”. 

L’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi, prosegue ponendo attenzione sul tema dell’albero: “gli alberi sono anche tra i simboli fondamentali nella Divina Commedia, dalla selva iniziale all’albero rovesciato nel Paradiso. Ciò che colpisce di Dante è la sua universalità: tutti noi ci siamo confrontati, in varie forme, con la Divina Commedia e le altre opere, e il suo è un viaggio fantastico e spirituale che è fortemente attuale. Nell’anno della rinascita dopo il Covid legare Dante a un simbolo naturale può essere un modo di ripensare nel profondo a un nuovo rapporto tra uomo e natura ma anche tra uomo e arte, poesia, cultura, tutti valori cardinali e fari di luce che ci guidano nella strada della ripartenza”.

Piazza Signoria

Conclude Valdo Spini, consigliere di amministrazione delle Gallerie degli Uffizi ricordando che “Dante scrivendo la Commedia in italiano è stato padre della patria. Oggi, nella pandemia, abbiamo bisogno di un approccio unitario: “Con miglior corso e con migliore stella, (Paradiso, I, 40)”.

 CENNI BIOGRAFICI SU GIUSEPPE PENONE

Giuseppe Penone nasce a Garessio, vicino Cuneo, nel 1947; vive e lavora a Torino. Nel 1968 inizia l’attività espositiva ed entra a far parte del gruppo di artisti dell’Arte Povera. Nelle sue sculture e installazioni il processo di realizzazione è parte integrante dell’opera: sono le azioni compiute dall’artista in rapporto dialettico con quelle naturali che danno forma a una materia, di volta in volta diversa, svelandone gli aspetti fantastici. Nel 2007 rappresenta l’Italia alla 52/a Biennale di Venezia; nel 2013 espone nei giardini della Reggia di Versailles e nel 2014 nel Giardino di Boboli (Firenze) e al Madison Square Park (New York); gli sono dedicate mostre personali alla Whitechapel Gallery di Londra e al Kunstmuseum di Winterthur (2013), al Musée de Grenoble (2014), al Nasher Sculpture Center di Dallas e al Musée Cantonal des Beaux Arts di Losanna (2015), al MART di Rovereto e al Rijksmuseum di Amsterdam (2016), al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma (2017), allo Yorkshire Sculpture Park di Wakefield (2019).

ENGLISH

A fir tree in honor of Dante by Giuseppe Penone in Piazza della Signoria

The installation is the largest sculpture ever hosted in the public space at the heart of Florence’s historic centre

Eike Schmidt, director of the Uffizi Galleries: “ever since Michelangelo’s David, contemporary art hosted in this place has created debate.”

 

A giant, 22-metre tall fir tree set in Piazza della Signoria, in the heart of Florence, immediately captivates the curious gaze of the few bypassers in a “deserted” historic city centre as a result of the “red zone” restrictions in all of Tuscany due to the Covid-19 emergency. The installation, realized by the artist Giuseppe Penone, is the largest to ever be placed in the Florentine historical centre. Curated by the Uffizi, in co-promotion with the City of Florence and with the collaboration of the Arte Continua Association, the artwork is a preview of “Alberi In-Versi”, the exhibit dedicated to Penone that the Uffizi Galleries will host from June 1 to September 12 2021; one of the many events for the celebration of the seven hundred years since the death of the poet, author of the Divine Comedy.

“Abete” is a colossal sculpture, conceived as a metaphor of Paradise, where Cacciaguida degli Elisei uses the following words to describe to Dante the place he is in: “upon the tree that grows down from its crown and endlessly bears fruit and never loses any leaves” (vv. 29-30, Canto XVIII, Paradise, Divine Comedy).

Giuseppe Penone (April 3, 1947 – born in Garessio, in the province of Cuneo) began his artistic and exhibition career in 1968 during movement of the “Arte Povera”, of which he has become one of the main proponents. The tree is the central element of his artistic production and is also the symbol of a youth spent in the woods of the Maritime Alps. His trees have a characteristic and essential form, firmly planted in the ground but with their branches extended to the sky. The artist seems to prefer conifers for their trunks, resistant to wringing and with irregular branches, basically a formal synthesis of the idea of a tree itself. For this reason, the work that Penone has chosen to place in Piazza della Signoria is a monumental spruce. Its trunk and its branches are realized in a stainless steel fusion, surrounded by a lattice that provides the installation with an ascendant feel: the 18 elements that form it have been modelled in bronze, with a fusion procedure from bamboo casts.

An installation that underlines aspects that have always been important to the artist: the environment, the relationship between man and nature, the role of art — also and mainly in urban spaces, where, according to Penone, there is the development of a continuity between nature and culture, between the time of life and that of history, between past and present, even in a place so strongly symbolic and rich of precious artistic and historic layers such as Piazza della Signoria, in Florence.

Eike Schmidt, director of the Uffizi Galleries, has underlined how “contemporary art in Piazza della Signoria has generated even very heated debates, ever since Michelangelo’s David or the Hercules and Cacus by Baccio Bandinelli: this has always been a sign of the vivacity of the Florentine people, who can now meditate (and, why not, argue) on the many significances of the installation by Penone. However, the fact remains that this “Dantean tree”, which in the artist’s intent makes reference to the verses of Alighieri, mixes an abstract idea of nature – in metal, in fact – to the entirely petrous concreteness of the centre of Florence.”

The president of the Region of Tuscany, Eugenio Giani, added: “in the day dedicated to the Divine Poet, seven hundred years since his death, it is fundamental to reiterate Alighieri’s contemporary relevance, which stands intact still today, through the work of one of the Italian artists, Giuseppe Penone, who is among the greatest masters of the contemporary. And all of this is done in Piazza della Signoria, a place so loaded with symbols and with values, since the times of Dante, which makes this exhibit even more important and valuable.”

The mayor of Florence, Dario Nardella, has underlined how “for its very nature, the tree looks towards the sky, towards those stars coveted by Dante, towards safety. Thus, what better symbol, in such a dramatic year, than the hope to restart and be reborn after the pandemic? Florence celebrates its Poet with this icon in its main square, which, for some years now, has become a theatre for public contemporary art, like a symbol for a fresh start, springing from culture, art and nature. This work, and in general the events for the 700th anniversary, will be more than just a unique occasion to celebrate the Divine Poet, they will also be a form of reconciliation of his city towards a citizen that was at first so neglected and then so missed. A way to take a 360 degrees look at his extraordinary – and still current – heritage. A legacy that passes through the museum of language in Santa Maria Novella, the cenotaph in Santa Croce, the readings of tercets recited in every part of the world, the commemorative plaques and the sculptures that remember the Poet and his Comedy, and also the myriad of events that will be organized to celebrate a personality that has become such a universal symbol.”

The Council Member for the Culture of the City of Florence, Tommaso Sacchi, continued by stressing the attention on the importance of the tree: “trees are also among the fundamental symbols in the Divine Comedy, from the forest at the start to the upside down tree of Paradise. What strikes us about Dante is his universality: all of us have approached, albeit in different ways, the Divine Comedy and other works by him — Dante’s is a fantastic and spiritual journey that is tremendously current. In the year of the rebirth after Covid, to be able to connect Dante to a natural symbol can be a way to deeply rethink a new relation between man and nature, but also between man and art, poetry, culture, all of which are cardinal values and beacons of light that guide us in this new beginning.”

Conclusive statements were left to Valdo Spini, Counselor of the administration of the Uffizi Galleries, who remembered how “in writing the Comedy in Italian, Dante was the country’s founding father. Today, during the pandemic, we need to show a united front: ‘to a better constellation and along a better course’” (Paradise, I, 40).

BRIEF BIOGRAPHY OF GIUSEPPE PENONE

Giuseppe Penone was born in Garessio, near Cuneo, in 1947; he lives and works in Turin. He held his first exhibition in 1968, and became part of the group of artists of the Arte Povera. In his sculptures and installations, the realization process is an integral part of the artwork: the actions carried out by the artist, in fact, are in dialogue with the natural ones that give form to the materials, which differ every time, showing its many fantastic facets. In 2007 he represented Italy at the 52nd Venice Biennale; in 2013 he exhibited his works at the gardens of the Palace of Versailles and in 2014 at the Boboli Gardens (Florence) and at Madison Square Park (New York); he held personal shows at the Whitechapel Gallery in London and at the Kunstmuseum in Winterthur (2013), at the Musée de Grenoble (2014), at the Nasher Sculpture Center in Dallas and at the Musée Cantonal des Beaux Arts in Lausanne (2015), at MART in Rovereto and at the Rijksmuseum in Amsterdam (2016), at the Palazzo della Civiltà Italiana in Rome (2014), and at the Yorkshire Sculpture Park in Wakefield (2019).

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Editor-in-chief

Da bambina sognavo di fare la giornalista e studiare fisica quantistica, poi mi sono laureata in Sociologia, soffermandomi sulle differenti tipologie di leadership attraverso le illuminanti opere di William Shakespeare. Qualche idea, però, deve essere stata ben chiara sin da allora perché la giornalista è ciò che faccio e amo fare da adulta. In qualità di Direttore artistico sono stata la prima donna ad aver diretto il Tepidarium del Roster al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, la più grande serra in stile Liberty esistente in Italia e la più piccola d’Europa, costruita nel 1859 dall’Accademia dei Georgofili. Collaboro con gallerie e accademie d’arte, scuole, associazioni, musei, università e fondazioni, prevalentemente in Italia, Cina, Stati Uniti e Russia. Nel 2011 sono tra i fondatori dell’Associazione Acontemporaryart di cui sono Presidente; curo e organizzo esposizioni di artisti italiani e stranieri a Firenze, Roma, Venezia, Parigi, etc... Dal 2013 sono Direttore responsabile del giornale Florence is You, 20.000 copie cartacee ogni bimestre, aggiornamenti quotidiani online (www.florenceisyou.com), impostazione bilingue italiano-inglese e partners istituzionali da tutto il mondo. Nell’ottobre 2017 sono stata eletta Accademica d’Onore all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, fondata nel 1563 da Giorgio Vasari e di cui Michelangelo fu primo Accademico. Volevo una macchina da scrivere americana, non una a caso, ma la Underwood, che è poi stata un regalo, decisamente degno di nota, di un fidanzato che per questo autentico merito è ora più di un fratello. Il motto preferito? Il latino “Per aspera ad astra”, ma anche il mediceo “Festina lente” come soleva dire Lorenzo il Magnifico. Anche Seneca ha dato alla mia vita il suo prezioso contributo: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Lettere a Lucilio) ovvero “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Più di un mantra, per me. Nella sostanza l’importante è avere le idee chiare e sapere cosa si vuole, da lì è tutto in discesa o, perlomeno, avremo compiuto il primo passo. Ho da sempre una passione per l’arte, pittura, scultura e fotografia espresse anche attraverso linguaggi molto diversificati, dal figurativismo di appannaggio propriamente tradizionale fino ad un lessico più astratto, a ricerche maggiormente concettuali. Scrivo di cultura, arte, cinema e viaggi, nell’ambito luxury travel e turismo enogastronomico. Sono appassionata di musica classica e jazz, con molteplici digressioni sul tema. Mi stanno molto a cuore le tematiche relative all’infanzia e all’educazione delle bambine. Amo i viaggi, anche quelli che non ho ancora fatto, la cioccolata fondente e la mia strepitosa torta di mele, ma, se devo essere sincera fino in fondo (ed ecco la nota del fashion editor che è in me), non posso vivere senza le scarpe di Manolo Blahnik, colui che più di ogni altro ha saputo amabilmente coniugare colore, seta e tacco 12.

EN

Growing up I always dreamt of becoming a journalist or studying quantum physics. I ended up graduating in Sociology and focused on the different kinds of leaderships through the enlightening works of William Shakespeare. However, I must have already had some level of clarity, as being a journalist is what I do and what I love doing. As artistic director, I have been the first woman to direct the Tepidarium del Roster at the Giardino dell’Orticoltura in Florence, the largest Liberty-style greenhouse in Italy and the smallest in Europe, built in 1859 by the Accademia dei Georgofili. I collaborate with art galleries and academies, schools, associations, museums, universities and foundations, mainly in Italy, China, the United States and Russia. In 2011, I was among the founders of the Acontemporaryart Association, of which I am now President; I curate and organize art shows by both Italian and foreign artists in Florence, Rome, Venice, Paris, etc. Since 2013, I am the editor-in-chief of the newspaper Florence is You, a bimonthly bilingual publication (Italian – English) with institutional partners from all over the world that counts 20.000 paper copiesper issue, as well as daily updates online (www.florenceisyou.com). In October 2017 I was elected Academic Honouree at the Academy of the Arts of Drawing in Florence, founded in 1563 by Giorgio Vasari, and of which Michelangelo was the first Academic. I always wanted an American typewriter, but not any ordinary one, I wanted an Underwood, which I received as a gift, greatly appreciated, from a former boyfriend, who is now more than a brother to me. My favourite motto? The Latin expression “per aspera ad astra,” but also the Medicean “Festina lente,” as said by Lorenzo the Magnificent. Seneca also gave his precious contribution to my life with his: “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est” (Letters to Lucilius) or “If one does not know to which port one is sailing, no wind is favourable.” This is more than a mantra to me. Fundamentally, I believe that it’s important to have a clear mind as to what you want, then the rest is all downhill, or anyways it’s a first step. I’ve always had a passion for art, painting, sculpture and photography, expressed even through very different languages, from more traditional and figurative art to more abstract lexicons, or even conceptual researches. I write about culture, art, cinema and travel, in the fields of luxury travel and food and wine tourism. I’m passionate about classical and jazz music, with multiple digressions on the subject... Very close to my heart are issues relating to childhood and the education of little girls. I love to travel – even those trips I have yet to take – dark chocolate and my fabulous apple pie, although, if I must be entirely true (and here is the fashion editor in me), I cannot live without the shoes by Manolo Blahnik, he who more than anyone else has been able to amiably combine colour, silk and 12-inch heels.

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