O Tosco che per la città del foco
vivo ten vai così parlando onesto,
piacciati di restare in questo loco.

La tua loquela ti fa manifesto
di quella nobil patrïa natio,
a la qual forse fui troppo molesto.

Così Farinata si rivolge a Dante nel X canto dell’Inferno. Dante si autodefinisce “tosco”, cioè toscano, e anticipa così il sentimento che a distanza di 700 anni dalla sua morte è vivo e palpabile in ogni angolo della Toscana. Altri autori che hanno fatto grande questa regione nella letteratura e nelle arti sono vanto di una città o di un paese, ma Dante è la Toscana. Non c’è angolo di questa terra che non sia presente nella Commedia, giusto per citare la sua opera maggiore e immortale. Non c’è borgo toscano che non possa vantare aneddoti o citazioni riferite al poeta o alla sua opera. Quella di Dante è una toscanità diffusa, radicata, evidenziata dalla conoscenza diretta, esplicitata dalle citazioni nelle terzine di ben 100 luoghi toscani. Dante è il padre culturale di tutta la Toscana, ma è anche qualcosa di più. È un amico, un “parente” lontano e vicino al tempo stesso, una presenza familiare anche a chi non ha compiuto studi umanistici. Dante è la statua o la via, l’epigrafe, l’aneddoto scolastico, la terzina recitata o sentita recitare, è parte di un vissuto culturale collettivo che è penetrato profondamente nel Dna dei toscani nativi o acquisiti. Per questo la Toscana non si tira indietro in occasione dei 700 anni dalla sua scomparsa. Nonostante le difficoltà legate alla pandemia in corso e le preoccupazioni che gravano su tutti noi, daremo come Museo Casa di Dante il massimo valore a questo anniversario e al suo valore simbolico. 
Anche se non potremo organizzare grandi eventi di piazza, avremo comunque le nostre iniziative culturali in presenza e massima sarà l’attenzione dedicata al poeta, alla sua opera, alla sua eredità culturale. Colgo l’occasione per invitare tutti a visitare il Museo Casa di Dante in via Santa Margherita 1 a Firenze, completamente rinnovato nella sua veste multimediale. e godere così anche dell’esperienza della realtà virtuale. Un ammodernamento che ci fa essere più vicini a tutte le fasce di età e che ci ha permesso di rendere Dante perfettamente al passo con i tempi! 

ENGLISH
Dante is Tuscany

O Tuscan! thou who through the city of fire
alive art passing, so discreet of speech!
Here please thee stay awhile.

Thy utterance Declares the place
of thy nativity to be that noble land,
with which perchance I too severely dealt.

With these words Farinata addresses Dante in the 10th canto of the Inferno. Dante calls himself Tuscan, anticipating the sentiment that after 700 years from his death is still alive and palpable in every nook of Tuscany. Other authors that have made this region great in literature and in the arts are the pride of a city or of a town, but Dante is Tuscany. There is no corner of this land that is not present in the Comedy, just to mention his greatest and most immortal work. There is no Tuscan hamlet that cannot pride itself of anecdotes or citations related to the poet or to his work. That of Dante is a widespread and rooted Tuscan flair, highlighted by the direct knowledge, explicated by the citations in tercets of 100 Tuscan places. Dante is the cultural father of all of Tuscany, and more. He is a friend, a “relative” who is near and far at the same time, a familiar presence even for those who did not complete humanistic studies. Dante is the statue or the way, the epigraph, the scholastic anecdote, the tercet, either recited or heard, he’s part of a collective cultural view that has deeply penetrated in the DNA of native or “acquired” Tuscans. Thus, Tuscany will not pull back in occasion of the 700 years since his passing. Besides the difficulties connected to the current pandemic and the worries that weigh on us all, as Museum Casa di Dante we will give the greatest value to this anniversary and to its symbolic significance. Even if we cannot organize grand events in the piazzas, we will maintain our in-person cultural initiatives, dedicating the highest degree of attention to the poet, to his work, to his cultural heritage. I take the occasion to invite you all to visit the Museum Casa di Dante in via Santa Margherita 1, in Florence, with an entirely new multimedia offer, including a virtual reality experience. A modernization that will allow us to be always closer to all age groups, and that has allowed us to make Dante perfectly current!