Dal 29 marzo al 5 giugno 2022 la mostra Giuseppe Bezzuoli (1789-1855). Un grande protagonista della Repubblica Romanica è aperta al pubblico a Palazzo Pitti. La città di Firenze dedica per la prima volta un’esposizione monografica all’artista fiorentino a cura di Vanessa Gavioli, Elena Marconi ed Ettore Spalletti. Le sale della Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti espongono i capolavori di Giuseppe Bezzuoli, colui attraverso gli anni rimane un pilastro della pittura romanica dell’Ottocento. L’esposizione presenta più di 130 dipinti, disegni e sculture, i quali narrano la carriera di Bezzuoli nel suo ambiente artistico. Molti prestiti provengono da musei e collezioni italiane e internazionali, sottolineando una collaborazione transnazionale con l’obbiettivo di costruire un percorso cronologico e completo.

Giuseppe Bezzuoli nasce a Firenze nel 1784, frequenta l’Accademia delle Belle Arti e comincia presto a sviluppare uno stile singolare, il quale è riconosciuto e premiato a diverse riprese. Viaggiando tra Milano, Bologna e il Veneto nel periodo durante il quale crea capolavori tali che Francesca da Rimini, Battesimo di Clodoveo o Ingresso di Carlo VIII a Firenze tra altri. Il suo successo si espande non solo sul territorio italiano, ma anche a livello internazionale, con commissioni da collezionisti provenienti dagli Stati Uniti d’America, la Russia, l’Inghilterra e la Lituania, fino alla sua morte nel 1855.

Il percorso della mostra si sviluppa in ordine cronologico, cominciando dagli inizi dell’artista fino ai suoi più grandi capolavori. Le opere di Bezzuoli raccontano la società dei suoi anni, dipingendo un ritratto della nobiltà, dell’alta borghesia nazionale e internazionale. Inoltre, l’esposizione offre l’opportunità al pubblico di confrontare le opere di Bezzuoli con quelle di altri maestri di quegli anni, tali che Massimo D’Azeglio e Francesco Hayez. Questa prospettiva comparativa si estende ulteriormente nel presentare la produzione di altri artisti importanti della cultura cosmopolita fiorentina dell’inizio dell’Ottocento, tali che il francese Ingres, e gli scultori Hiram Powers, Horatio Greenough e Thomas Cole.

L’esposizione si suddivide in nove sezioni. La prima e la seconda sono dedicate al contesto fiorentino dell’inizio del XIX secolo nel quale debuttò Bezzuoli. La terza sezione esplora il periodo di maturazione dell’artista nel periodo di cultura internazionale della città di Firenze negli anni Venti e Trenta. La quarta sezione si concentra sulla ritrattistica, seguita dalla parte centrale della mostra (parte quinta e sesta) che presenta i dipinti di soggetti storici di Bezzuoli, con committenti tali che il principe russo Anatolij Demidov e il granduca Leopoldo II. La settima sezione espone la pittura sacra, seguita dalle opere con soggetti per lo più biblici dell’artista nell’ottava sezione. Infine, la mostra si conclude con la nona sezione, dedicata alla grafica di Bezzuoli, e il suo talento in quanto disegnatore.

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Giuseppe Bezzuoli (1789-1855). A great protagonist of the Romanesque Republic at Palazzo Pitti

From March 29th to June 5th, 2022 the exhibition Giuseppe Bezzuoli (1789-1855). A great protagonist of the Romanesque Republic is open to the public at the Pitti Palace. For the first time, the city of Florence dedicates a monographic exhibition to the Florentine artist. The show is curated by Vanessa Gavioli, Elena Marconi and Ettore Spalletti. The rooms of the Palazzina della Meridiana in Palazzo Pitti exhibit the masterpieces of Giuseppe Bezzuoli, who over the years remains a pillar of nineteenth-century Romanesque painting. The exhibition features more than 130 paintings, drawings and sculptures, which narrate Bezzuoli’s career in his artistic environment. Many loans come from Italian and international museums and collections, underlining a transnational collaboration with the aim of building a chronological and complete path of the artist’s work.

 

Giuseppe Bezzuoli was born in Florence in 1784, he attended the Academy of Fine Arts and soon began to develop a unique style, which was recognized and awarded several times. He travels between Milan, Bologna and Veneto in the period during which he creates masterpieces such as Francesca da Rimini, Baptism of Clovis or again Charles VIII’s Entrance to Florence among others. His success increases not only in Italian territory, but also internationally, with commissions from collectors from the United States of America, Russia, England and Lithuania, until his death in 1855.

 

The exhibition itinerary develops in chronological order, starting from the artist’s beginnings up to his greatest masterpieces. Bezzuoli’s works narrate the society of his years, painting a portrait of the nobility, and the national and international high bourgeoisie. In addition, the exhibition offers the public the opportunity to compare Bezzuoli’s works with those of other masters of those years, such as Massimo D’Azeglio and Francesco Hayez. This comparative perspective is further extended in presenting the production of other important artists of the Florentine cosmopolitan culture of the early nineteenth century, such as the French Ingres, and the sculptors Hiram Powers, Horatio Greenough and Thomas Cole.

 

The exhibition is divided into nine sections. The first and second are dedicated to the Florentine context of the early nineteenth century during which Bezzuoli made his debut. The third section explores the artist’s maturation period in the period of international culture in the city of Florence in the twenties and thirties. The fourth section focuses on portraiture, followed by the central part of the exhibition (parts five and six) which presents Bezzuoli’s paintings of historical figures. For instance, some of his clients included the Russian prince Anatolij Demidov and Grand Duke Leopold II. The seventh section exhibits sacred paintings, followed by works with mostly biblical subjects by the artist in the eighth section. Finally, the exhibition ends with the ninth section, dedicated to Bezzuoli’s graphics, and his talent as a draftsman.