Un tema portante della filosofia classica, da Aristotele a Giordano Bruno passando per i neoplatonici, è la suddivisione degli esseri presenti sulla Terra. Ci sono i minerali, i sassi, i metalli, tutto ciò che è fatto di materiale inanimato, poi le piante che sono in grado solo di nascere, svilupparsi e morire, poi gli animali che, a differenza delle piante, si muovono e provano emozioni, e infine l’uomo. L’uomo, rispetto agli animali, ha qualcosa di straordinariamente unico e più potente: la ragione. Ora, nel termine “ragione”, come è utilizzato da Dante, risuona chiaramente la “ratio” con cui i latini cercarono di tradurre il “logos” greco. Logos è coscienza, pensiero, ma anche la legge, la capacità che ha una persona di dare a se stessa una regola. Aristotele dice: vi è una parte dell’anima, quella che ha il logos, cioè la regola, che comanda l’altra parte irrazionale, che non conosce la libera volontà. Ecco, è alla luce di questa distinzione che si capisce il complesso utilizzo del termine “ragione” che fa Dante, compresa la canzone “Amor che ne la mente mi ragiona” del Convivio. La ragione è il logos, potremmo davvero dire ciò che lega la nostra parte più emotiva e quella più alta, della nostra mente, dove confluiscono la capacità di amare, di spendersi per gli altri e di credere in Dio. Chi rinuncia all’esercizio di questa facoltà, è destinato a viver come bruto e a non nutrirsi del “pane degli angeli”.

 

Dante Alighieri
Why is the reference to “Reason” so important?

A supporting topic of classic philosophy, from Aristotle to Giordano Bruno and Neo-Platonists, is the breakdown of those who live on Earth. There are minerals, rocks, metals, and all things that consist of inanimate matter; plants, which are capable of being born, developing, and dying; animals, which, contrarily to plants, move and feel emotions; and finally, humans. Compared to animals, humans possess something extraordinarily unique and more powerful: reason. Now, the term “reason,” as employed by Dante, clearly resonates with “ratio,” used by Latins to attempt to translate the Greek concept of “logos.” Logos is conscience, thought, but also the law, the capacity of a person to make and follow rules. Aristotle said: there is a part of the soul that has logos, or the rule, and it commands the irrational part, which doesn’t know free will. Thus, considering this distinction, we can understand the complex use of the word “reason” made by Dante, including the song “Love that discourses in my mind” from the Convivio. So, reason is logos; we could truly say that it’s what connects the more emotional part to the higher part of our minds, where our ability to love, to be dedicated to others and to believe in God converge. Those who give up the practice of this power are destined to live as brutes and renounce to feed on the “bread of the angels.”