La carta geografica nell’essere uno strumento di rappresentazione della superficie terrestre si fa veicolo di conoscenza del territorio in cui si vive e dà il senso della spazialità, dove il vivere sociale si sviluppa configurandosi quale fonte primaria per capire ciò che succede e per nutrire il senso della propria appartenenza al territorio. Tutto ciò che succede nel vivere sociale e che poi diventa storia succede nello spazio e dallo spazio è condizionato e definito nei suoi aspetti peculiari. Se uno degli elementi che caratterizzano la nostra umanità è la nostra capacità di meravigliarci, questo viene sovente alimentato dalla straordinarietà delle cose che ci circondano. Cose che si è in grado di apprezzare poiché si è capaci di contestualizzarle nell’ambito dello spazio in cui si vive. Guardare il mondo che ci circonda sapendo abbandonarsi al fascino del bello che osserviamo, significa esercitare un tipo di conoscenza spaziale che merita di essere consapevolizzata ed esercitata. La carta geografica ci permette di dare contenuto a questa consapevolezza e di connettere il luogo nel quale ci troviamo con l’ambiente che ci circonda. L’Istituto Geografico Militare (IGM), Ente dell’Esercito Italiano che opera alle dipendenze del Comando Militare della Capitale, quest’anno festeggia i 150 anni dalla sua fondazione (fu fondato a Firenze con Regio Decreto il 27 ottobre del 1872 con il nome di Istituto Topografico Militare), agisce come Organo Cartografico di Stato (Legge 2 febbraio 1960, n. 68) e tra i diversi compiti, ha la responsabilità della produzione della cartografia ufficiale dello Stato producendo in tale ambito carte d’Italia che rappresentano sia il territorio nazionale nella sua interezza sia la superficie delle singole regioni con il crisma dell’ufficialità statuale. Conoscere i luoghi del nostro vivere favorisce la voglia del viaggio, dell’avventura verso spazi e territori a noi sconosciuti e ci spinge ad alimentare l’immaginazione e il fremito della scoperta che poi si fa conoscenza di vita. Come sollecitare tutto ciò nelle nuove generazioni e soprattutto nei giovani adulti che rappresentano il futuro della nostra società? La risposta non può non passare attraverso il percorso educativo scolastico che deve stimolare il senso del bello attraverso la conoscenza dei luoghi. Al fine di approfondire la conoscenza territoriale da parte degli studenti italiani, sarebbe auspicabile che qualunque scuola di ogni ordine e grado potesse avere la possibilità di esporre in ciascuna classe delle carte geografiche della Nazione affidabili, corrette e di adeguata leggibilità. L’avvento degli strumenti tecnologici di ultima generazione, ormai a disposizione di chiunque, (smartphone, tablet…) ha fatto scemare l’interesse di avere carte geografiche nelle classi delle nostre scuole. Purtroppo, se la tecnologia sembra aver eliminato dalla nostra quotidianità la fatica dell’apprendimento perché tutto lo scibile sembra a disposizione di un tocco o di un click, la realtà ci fa osservare che avere la conoscenza a disposizione non significa possederla e questa illusione di sapere si sta dimostrando la piaga maggiore nelle ondate di analfabetismo di ritorno che tanto ci preoccupano. Riportare le carte geografiche nelle classi delle scuole sarebbe un utile strumento per indirizzare gli studenti a quella sana curiosità per l’ambiente nel quale vivono. È solo la fruibilità quotidiana e il rapporto costante con la carta geografica che permette allo studente di conoscere con precisione l’ubicazione di tutti gli elementi del territorio d’interesse e le sue precipue relazioni con gli aspetti geomorfologici e amministrativi del territorio. Tra le attività dell’Istituto Geografico Militare, una parte considerevole è costituita dal patrimonio di documenti, libri, foto e carte gestite dalla conservatoria e a disposizione del pubblico per la consultazione all’interno della notevole biblioteca che conserva pregevoli affreschi secenteschi. Memoria, tecnica e cultura rappresentano le colonne portanti per l’IGM che è impegnato in uno sforzo costante per la crescita di comunità consapevoli della propria identità e capaci di muoversi verso un futuro che, forte del suo passato, sappia vivere con piena coscienza il presente interpretando al meglio il proprio domani. In un mondo caratterizzato dalla pervasività del digitale, la presenza d’iniziative editoriali, come le carte geografiche, sottolineano il bisogno di tutelare una conoscenza non fugace ed effimera ma stabile, che sappia, attraverso la carta stampata, fornire all’utente, oltre ad una competente conoscenza, anche un’esperienza tattile ed estetica di rilievo. Per favorire l’esperienza di saper cadere preda del fascino della carta geografica, nell’ambito delle manifestazioni per celebrare i 150 anni dalla sua fondazione l’Istituto Geografico Militare ha previsto a Firenze, nel mese di ottobre 2022, l’inaugurazione di una mostra cartografica nel Salone delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi, un concerto della Banda dell’Esercito presso il Teatro della Compagnia, l’emissione di un francobollo con annullo filatelico e visite guidate al Museo Storico della Cartografia Italiana ubicato all’interno dell’Istituto Geografico Militare. Non ci resta che prendere una carta geografica e lasciarci appassionare dalla meraviglia dello spazio che ci circonda, che ci chiede di essere vissuto consapevolmente esercitando quella peculiarità tipica umana che è la capacità di conoscere e di amare!

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The importance of the traditional geographic map in education.
The Military Geographic Institute celebrates 150 years since its foundation

As a tool to represent terrestrial surfaces, geographic maps are a medium of local territorial knowledge; they provide a sense of space, where social living develops as a primary source to understand events and to nurture a feeling of belonging. Everything that occurs in social living – and which then becomes history – takes place in space and is both conditioned and defined by space in its peculiar aspects. If a characterising element of humanity is our capacity to be surprised, this is often fuelled by the extraordinariness of that which surrounds us. Things we can appreciate because we’re able to contextualise them in the space we live in. To look at the world around us knowing how to surrender to beauty, means to exert a kind of spatial knowledge that deserves to become conscious and practiced. The geographic map allows us to give a contribution to this awareness and connect where we are with the surrounding environment. This year, the Military Geographic Institute (IGM), a body of the Italian Military that works under the leadership of the Military Command of the Capital, celebrates 150 years since its foundation (it was founded in Florence by Royal Decree on October 27, 1872, with the name Military Topographic Institute). It acts as State Cartographic Body (Law February 2, 1960, n. 68) and, among its different functions, it is responsible for the production of the official State cartography, thus producing maps of Italy that represent both the national territory in its entirety and the surface of single regions, with the chrism of state officiality. To know the places where we live inspires a will to travel, to adventure into unknown spaces and places, and urges us to feed our imagination and the thrill of discovery, which then becomes knowledge of life. How can all this be elicited in new generations, and especially in young adults who represent the future of society? The answer cannot but come from education in schools, which must stimulate an appreciation for beauty through the knowledge of places. To deepen territorial awareness in Italian students, it would be desirable for all schools – of any order and degree – to be able to hang – in every classroom – reliable, correct, and adequately accessible national maps.
The advent of cutting-edge technological devices (smartphones, tablets, etc.), now owned by all, has vanquished the interest towards geographic maps in classrooms. Unfortunately, while technology seems to have dimmed from our daily stress the need to learn – as everything that is knowledge can be found at the ease of a tap or click – reality shows us that having knowledge at hand’s reach doesn’t mean knowing it; this illusion of knowledge is quickly becoming the greatest cause for the incredibly worrying plague of increasing illiteracy. To return geographical maps in scholastic classrooms would be a useful tool to steer students towards that healthy curiosity for the place they live in. It is only quotidian fruition and the constant relation with the geographic map that allows a student to know, with precision, the position of every element in the territory of interest and its principal relations with geomorphological and administrative territorial aspects. Among the activities of the Military Geographic Institute, a considerable part consists of the heritage of documents, books, photos, and maps managed by the archive and available to the public for consultation at the noteworthy library that is home to exquisite 18th century frescoes. Memory, technique, and culture represent the pillars of IGM, which is involved in a constant effort for the growth of communities that are conscious of their identity and capable of moving towards a future that, backed by its past, can be fully aware of the present while giving their best interpretation of tomorrow. In a world characterised by the pervasiveness of digital, the presence of editorial initiatives, such as that of editorial maps, underlines the need to protect a fleeting and ephemeral yet stable knowledge, which can, through printed works, provide the user not only with a conscious component, but also a relevant tactile and aesthetic experience.
To favour the experience of knowing how to fall victim of the charm of the geographic map, the Military Geographic Institute has foreseen in the program of events to celebrate the 150 years since its foundation during the month of October 2022, in Florence, the inauguration of a cartographic exhibit in the Salone delle Carrozze of Palazzo Medici Riccardi, a concert by the band of the Army at the Teatro della Compagnia, the issuing of a postal stamp with philatelic obliteration, and guided visits to the Historic Museum of Italian Cartography, located inside the Military Geographic Institute. Now, all that’s left to do is pick up a map and get ready to be marvelled by the beauty of the spaces that surround us, which beseech to be experienced consciously, exerting that typical human peculiarity that is the capacity to know and love!

 

www.igm.org